Storia di zar e di stregoni

Ci mancava solo la pista da pattinaggio che, come logica locale vuole, chiama i goriziani allo schieramento. Soliti pro, soliti contro. Solito dibattito cittadino sul nulla.
Una pista fu installata in piazza Battisti sotto il regno dello zar Vittorio il Transalpino che non volle rinunciare, per fedeltà al politicamente vicino clima russo, al ghiaccio vero. Quello su cui, forse, i pattini dei goriziani potevano scivolare alla perfezione.
Meno russa e più commerciale, in pieno stile occidentale: è la proposta dello stregone Romoli, storicamente avverso al clima russo, che sostituisce al ghiaccio un chimico miscuglio di glicerina e silicone, sul quale, però, i goriziani “no xe boni de andar”.
Da una parte, l’attenzione alla felicità di bimbi e appassionati della lama, dall’altra maggiore attenzione è stata portata alla felicità di piazza Vittoria. Le sostanze che mantengono il ghiaccio in temperatura sono infatti corrosive e, si può ben immagine, poco bene avrebbero fatto alla recente pavimentazione della piazza più importante della città.
Che sia meglio il ghiaccio dello zar o la pozione dello stregone, non sono in grado di giudicarlo, ma di una cosa posso aver l’arroganza di esser certo: se lo stregone avesse optato per la soluzione più , avrebbe comunque ricevuto le sua buona dose di critiche. Molto probabilmente ancora una volta, come sempre, dalle stesse persone.

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Le opinioni dei lettori su "Storia di zar e di stregoni"

  1. Riuscire a rendere felici e contenti tutti i cittadini è “mission impossible”; se poi questi sono goriziani la missione diventa ancora più impossible. Ogni iniziativa porta sempre qualcosa di positivo, ma l’ufficio stampa del Comune o chi per loro dovrebbe fare più attenzione nel divulgare in modo realistico gli eventi. Tempo fa si parlava di una pista del ghiaccio più grande del Friuli Venezia Giulia che avrebbe dovuto ospitare spettacoli “on ice” e via dicendo. Così si creano aspettative che saranno inevitabilmente disattese visti i budget ridottissimi.

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