Storia di un vescovo

Camminando per le vie di Gorizia, andando a convegni, conferenze, incontri, si da sempre poca attenzione al nome degli edifici nel quale ci troviamo. Uno di questi è l’auditorium “Luigi Fogar”, in Corso Verdi. E non è un caso se questo prende il nome dal presule goriziano. Dopo i primi studi nella nostra città, si trasferì alla facoltà teologica di Innsbruck, dove prese i voti nel 1907. Tornò a Gorizia per insegnare religione al Ginnasio e teologia fondamentale al seminario centrale. Allo scoppio della prima guerra mondiale si recò a Lubiana, dove si dedicò all’assistenza degli sfollati goriziani e dove assicurò agli italiani predicazione, confessione ed istruzione religiosa nella lingua madre. Dopo la famosa disfatta di Caporetto tornò nella nostra città come segretario dell’arcivescovo Francesco Borgia Sedej, come insegnante di storia ecclesiastica e come direttore spirituale al seminario centrale. Il vescovo lo nominò catechista dell’educandato di Nótre-Dame e nel 1922 fondò il circolo giovanile cattolico “Per crucem ad lucem”, aderendo all’Azione cattolica italiana. Nel 1923, Pio XI lo nominò vescovo di Trieste e Capodistria. Nell’ottobre del 1936 la Santa Sede lo nominò arcivescovo di Patrasso. Quindi si trasferì a Roma dove assunse vari incarichi e cercò invano di intervenire nelle vicende triestine. Morì a Roma il 26 agosto 1971.

© RIPRODUZIONE RISERVATA.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *