Sotto occupazione

Nuove manifestazioni di protesta contro la riforma Gelmini negli istituti superiori di Gorizia: il liceo scientifico “Duca degli Abruzzi” è stato occupato dagli studenti. Al Classico “Dante Alighieri” l’occupazione si limita all’Aula magna. Stato di agitazione anche per gli studenti del polo tecnico di via Puccini, mentre non si segnalano proteste nelle altre scuole cittadine. Fin qui la cronaca, il resto è analisi politica che non può inevitabilmente partire da una constatazione: mentre la protesta si sparge a macchia d’olio nelle scuole isontine, il governo traballa, la maggioranza scricchiola e Berlusconi, naturalmente, attenta alla Costituzione. Il collegamento tra questi fatti è evidente e a farci caso anche in Europa la perfida Albione affonda il bilancio, l’Irlanda è a pezzi, il Portogallo lo è sempre stato, ma peggiora, le borse sono a picco e l’Euro si scambia ormai alla pari con il ciauscolo abruzzese. Insomma tutto crolla e a Gorizia gli studenti sono ben consapevoli che ad innescare la valanga è stato proprio il sassolino della loro protesta. Occupano, manifestano, insistono. Al loro fianco i professori, precari e no, tutti uniti per ribadire la centralità della scuola pubblica, democratica, laica e antifascista per rilanciare la quale non servono naturalmente insegnanti migliori, e magari minimamente preparati, ma più insegnanti, magari un insegnante per studente, DUE insegnanti per studente, così uno sa leggere e l’altro sa scrivere e si completano a vicenda.
Ricordo che negli anni d’oro del nostro liceo, con cadenza regolare sempre più o meno in corrispondenza con la fiera di Sant’Andrea, anche noi manifestavamo contro le allora criminali riforme “che affossano la scuola pubblica”. Il problema era che molti dei nostri professori reduci del ’68 (qualcuno anche del ’48 vista l’èta media del corpo docente) a malapena sapevano l’italiano e negli ultimi 30 anni si erano limitati a leggere pedissequamente lo stesso libro nella stessa maniera (Venditti docet). E anche noi mettevamo in crisi i governi, rivoltavamo il mondo, manifestavamo ocenicamente tra la Pina e il Falegname (oggi i locali sono cambiati ma la tecnica credo sia la stessa).
Va tutto bene, è tutto in regola: come recita il vecchio adagio “Chi non è rivoluzionario a 20 anni è senza cuore, chi non è conservatore a 40 è senza cervello”. Tutto muta nulla cambia. Nemmeno i professori credo, che probabilmente continuano a sapere a mala pena l’Italiano, a leggere “lo stesso libro nella stessa maniera” e magari a far comizi in classe invece che insegnare, non tanto per zelo politico, quanto per avere una scusa per non far lezione. Sai che pacchia per loro l’occupazione!

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Le opinioni dei lettori su "Sotto occupazione"

  1. Ai miei tempi c’era chi scioperava perchè mancava la carta igienica nei bagni, questo per dire che alla stragrande maggioranza non importava il tema, ma bastava saltare scuola. Spero vivamente di sbagliarmi per quanto si sa: “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. Sarei veramente curioso di andare fuori dal mio caro vecchio Duca degli Abruzzi per fare qualche domanda ai valorosi occupanti, ma purtroppo, come sempre, il tempo è tiranno.

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