Sotto occupazione: capitolo secondo.

Studenti insoddisfatti. Tanti studenti goriziani non sono per nulla soddisfatti dalla riforma Gelmini, e ci tengono a manifestalo. Occupando. Occupando sedi scolastiche o auditorium, come nel caso del liceo classico Dante Alighieri, organizzando dibattiti e punti di informazione.
QUI SCIENTIFICO 300 occupanti su 470 iscritti. È un’occupazione in piena regola quella di piazza Divisione Julia. Tutto è iniziato la sera di domenica, quando, forse per evitare i classici ritardi mattutini alle lezioni, una quindicina di studenti si è introdotta, attraverso una finestra del bagno lasciata aperta per l’occasione, all’interno dell’edificio centrale, quello del triennio. Al mattino, lasciando da parte qualsivoglia istinto criminale, i primi occupanti hanno permesso l’accesso del personale ATA e del personale di segreteria. Più complesso, invece, l’ingresso dei professori, con i quali i rappresentanti degli studenti avrebbero preferito instaurare prima di tutto un dialogo.
Nicolò De Fornasari, uno dei tre rappresentanti degli studenti, ci ha raccontato il programma per la tre giorni di occupazione, che dovrebbe infatti terminare domani, mercoledì 17, quando tutti gli studenti del capoluogo si ritroveranno, sempre secondo i loro desideri, davanti alla sede della Provincia per dare luogo ad una piccola manifestazione e a lezioni all’aperto. Durante la mattinata di ieri gli studenti hanno discusso le notizie apparse sui quotidiani, facendo credo particolare attenzione alle pagine sportive, mentre per il pomeriggio sono state organizzate aule studio e aule dibattito.
QUI CLASSICO 102 occupanti su 200 iscritti. Quest’anno, al liceo classico di viale XX Settembre, gli studenti non sono riusciti ad eleggere un loro rappresentante; di conseguenza per organizzare l’occupazione dell’auditorium si sono organizzati in un comitato “pro-occupazione”, che, oltre al grave peso organizzativo, avrà sulle spalle anche la responsabilità di tutto ciò che accadrà da qui alla fine della manifestazione di protesta.
A differenza di quanto accaduto in piazza Divisione Mantova, quella dei classici non è propriamente un’occupazione ma, come ci racconta Matilde Contessa, una studentessa dell’ultimo anno che ha aderito al comitato, “è un’autogestione non autorizzata”. Va da sé che se per definirsi occupazione deve essere interrotto il pubblico servizio (cosa che non è accaduta in nessuna scuola goriziana), per definirsi autogestione deve esserci un’autorizzazione da parte del Preside. “L’importante -continua Contessa- era agire assieme alle altre scuole”. Trieste infatti è ferma da martedì scorso, aggiungerei io.
Qui le attività, nonostante il programma già pronto per l’occupazione, sono improvvisate. Si tratta del classico dibatto sulla riforma Gelmini e sull’altra-riforma (redatta dagli uffici del Partito Democratico) e su punti di informazione dedicati a coloro che della legge Gelmini (iniziamo a chiamarla così) sanno ben poco.
In entrambi i licei non mancheranno ospiti dai nomi più o meno illustri, tra i quali indubbiamente spiccano Roberto Antonaz (PD) e Tamara Blazina (PD) per il liceo classico, mentre al liceo scientifico dovrebbero raggiungere gli studenti nientemeno che Franco Codega (PD) e Beppino Englaro, ben noto per battaglie che hanno non molto a che vedere con le riforme scolastiche.
Non mancano, infine, alcuni studenti che mi raccontano la loro rabbia nei confronti del Ministro dell’Istruzione… Letizia Moratti. Eccesso di reminiscenza?

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Le opinioni dei lettori su "Sotto occupazione: capitolo secondo."

  1. Un’idea!
    Appoggiamo trasversalmente le occupazioni da parte degli studenti.
    Indiciamo uno sciopero generale di tutti i lavoratori per farci ritornare le tasse che sarebbero servite a far lezione nei giorni dell’occupazione.

    Spero che tanti genitori sottoscrivano questa protesta e stiano a fianco dei propri ragazzi, così pieni di senso civico. Poco male che poi i soldi che mancheranno in busta paga non saranno compensati dal ritorno di tasse (che, ahinoi, non credo ci sarà..).
    Poco male che andrà ad accorciare le ferie di natale o a far saltare lo smartphone come regalo..

    L’importante é dare voce a queste sentitissime proteste.

    Vergogna! a chi pensa che lo facciano per saltare ore di lezione o qualche interrogazione o qualche compito in classe..
    Vergogna! a chi crede che forse il 3% di chi partecipa abbia idea di cosa sta facendo.
    Vergogna! a chi non crede che queste occupazioni sovvertiranno l’ordine mondiale.. beh nazionale dai.

    Un grosso applauso.

    (ah.. per l’inizio dell’anno si potrebbe indire qualche protesta per qualche guerra.. a scelta.. e verso fine gennaio un bel sit-in contro la fame nel mondo..)

  2. Manifestazione e lezioni all’aperto davanti alla Provincia? Ma già che ci sono possono occupare anche Villa Olivo e dirci a che punto stanno i lavori! Bravi ragazzi.

  3. Ci sia permesso fare un’osservazione. Troviamo perlomeno curioso che tre dico, tre esponenti politici (e non istituzionali) vengano invitati in una scuola pubblica a fare comizi. Ricordiamo le (giuste) recriminazioni per il caso della scuola di Adro dei simboli leghisti rimossi con intervento del Presidente della repubblica, e ci chiediamo dov’è la differenza. Ma si sà la propaganda è solo quella che fanno “gli altri”. Se la facciamo noi diventa subito libera informazione

  4. Vorrei scrivvere che mi meraviglio che degli esponenti del partito democratico si siano prestati a partecipare ad un incontro/dibattito in un luogo pubblico, durante un’occupazione, senza contraddittorio ad un pubblico sensibile, atteggiamento partigiano anzichè democratico. Dicevo vorrei, ma non mi meraviglio affatto, mala tempora currunt.

  5. Non resisto, scusatemi. Mi rivolgo alla maggior parte di voi occupanti, non a quelli che credono in quello che fanno, ma a quelli che seguono la massa e non sono informati, a quelli che pensano che tutto vada bene pur di evitare le difficoltà, a quelli che si riempiono la bocca di slogan senza ragionare sul significato e sulle conseguenze delle loro azioni dico: siete pecore, una massa di pecore belanti, bambini senza orgoglio, figli senza futuro di una società triste, ignoranti, allocchi che sanno solo seguire le luci colorate, asini!

  6. Vorrei correggere che Roberto Antonaz, ex professore di Italiano, non è del PD, ma è da sempre stato esponente di spicco dell’estrema sinistra del Partito Comunista Italiano e poi ha aderito a Rifondazione Comunista, per cui continua ad essere Consigliere regionale, dopo essere stato assessore alla Cultura ed Istruzione nella giunta Illy.
    Anche la partecipazione di Gherghetta alle assemblee, (chissà mai che nel 2011 qualche neodiciottenne lo voti….) è una caduta di stile per gli organizzatori di una protesta, che per quanto comprensibile, non è passata indenne nella strumentalizzazione politica della sinistra italiana.

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