Soltanto il Consiglio regionale può risolvere il nodo delle circoscrizioni goriziane

Il Comune di Gorizia in merito alla riduzione del numero delle circoscrizioni unita alla necessità di veder rispettato il dettato della legge di tutela della comunità slovena si è trovato, ad dire il vero non per colpa sua, in un vicolo cieco che rischia di far esplodere un contenzioso politico-istituzionale con probabili risvolti internazionali. Come sappiamo i parametri numerici previsti dalla legge regionale n. 1 del 2011 impongono a Gorizia la riduzione dei consigli di quartiere dagli attuali 10 a massimo 4, cosa che ha portato alla sostanziale impossibilità di salvaguardare il diritto della comunità slovena di mantenere il proprio ruolo propositivo nei quartieri storicamente contraddistinti. Lo stesso non è successo ad esempio a Trieste, dove i parametri numerici hanno nonostante tutto permesso di mantenere l’autonomia delle due principali circoscrizioni slovene dell’altipiano carsico.
Prassi vuole che in tali casi si debba ricorrere a quella che viene definita discriminazione positiva. In altre parole vanno previsti altri parametri numerici, maggiormente favorevoli, al fine di arrivare a salvare capra e cavoli. Può farlo il Consiglio regionale e, a dire il vero, un primo tentativo c’è stato già in fase di approvazione della Finanziaria 2012, quando avevo presentato un emendamento che prevedeva che “nei Comuni con popolazione fino a 50.000 abitanti in cui è tradizionalmente presente la minoranza slovena, sulla base di quanto previsto dall’art. 4 della legge regionale 23 febbraio 2001, n. 38, il numero di abitanti che determinano la costituzione delle circoscrizioni può essere ridotto nella misura massima del 40 per cento”. Vale a dire un emendamento cucito sul capoluogo isontino che sancirebbe una circoscrizione ogni 6.000 abitanti (al posto dei previsti 10.000). Per Gorizia porterebbero ad une tetto massimo di 6 circoscrizioni. Favorevole era il centro-sinistra, contrari i consiglieri del centro-destra con rarissime eccezioni – una tra queste il collega Gaetano Valenti (da quel che ne so forte della benedizione del sindaco Romoli), che aveva fino all’ultimo cercato di convincere al il (proprio) gruppo del PDL di votare a favore, o almeno ad astenersi. Subendo il niet di Galasso.
A febbraio ci saranno i tempi supplementari. Il Consiglio regionale sarà impegnato con la legge di manutenzione, una sorta di legge omnibus, che riaprirà la partita. Noi faremo la nostra parte. Ne consegue che a decidere sulle sorti delle circoscrizioni goriziane e sulla salvaguardia dell’equilibrio attuale saranno i partiti della maggioranza regionale che poi è la stessa che regge le sorti del Comune di Gorizia. A buon intenditore poche parole.

Igor Gabrovec,
consigliere regionale della Slovenska skupnost

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