Sissi a Gorizia

La storia di una donna che, giovanissima, si ritrovò ad essere imperatrice di uno dei più grandi reami mai esistiti in Europa. Stiamo parlando della storia della principessa Sissi, esplorata e narrata da Marina Bressan nell’incontro ospitato all’interno della cornice del Museo Santa Chiara, nell’ambito della mostra “Asburgo: quattro secoli di governo di una contea di confine”, visitabile fino a gennaio. La relatrice Marina Bressan si è allontanata dal mito della donna fragile e tuttavia caparbia e moderna, dall’affascinante sovrana anticonformista e coraggiosa, soffermandosi invece sui riflessi che Sissi lasciò nella nostra città. Gorizia come Trieste, città fedelissime all’Impero, proruppero sempre in manifestazioni di simpatia per la giovane imperatrice. Di lei si ricorda la bellezza avvenente, ma anche l’estraniarsi dalla vita di corte e dai suoi sfarzi. I rapidi passaggi per Gorizia, il diniego di farsi vedere, se non dal podestà, che andava ad omaggiarla sul treno, alimentarono l’aurea misteriosa che la circondava, sono solo alcuni degli aspetti toccati dalla Bressan nel particolareggiato ritratto dell’imperatrice. Sissi è un mito, perché, a detta della relatrice, è “un personaggio che con le sue angosce ed eccentricità ha personificato il destino della Casa d’Asburgo, di cui lei si era sempre ritenuta un elemento estraneo”.

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