Sindaco, sai cosa ti aspetta

Vignetta sindaco
Ricomincia una nuova campagna elettorale e le facce sorridenti dei candidati sindaci rassicurano gli elettori con le loro infinite promesse. Nel “fantacantiere” del nuovo sindaco tanti progetti, un modo nuovo di fare politica, l’impianto accusatorio verso le giunte precedenti ed i loro errori, le foto in versione seria, amichevole e con il segretario nazionale di partito, insomma non cambia nulla. Probabilmente non cambierà nemmeno l’esito delle elezioni che vedranno uscire vincente la parte politica avversa alla giunta Romoli, quella capeggiata da CinGOlani.
Questo perché molti considerano il sindaco alla stregua di un monarca, in realtà sarebbe bene valutare anche l’entourage a seguito del primo cittadino; per fare un esempio, molti nutrono forti e legittimi dubbi sulla non più giovanissima età del candidato sindaco Ettore Romoli, fattore che potrebbe invece diventare vantaggioso nel caso venisse supportato da una giunta formata da volti nuovi e di giovane età. Insomma, oltre ad un sindaco capace amministratore, c’è bisogno di uno stuolo di assessori competenti.
Ma sono coscienti gli aspiranti politici nostrani di che città troveranno a dover gestire una volta insediati a Palazzo?
Se la campagna elettorale che promette il nuovo che avanza è in copia incolla ormai da 20 anni, le città stanno subendo una trasformazione epocale. Le reti commerciali cittadine (e questa volta Gorizia non è in ritardo nelle statistiche, anzi ai primi posti) sono inevitabilmente destinate a subire ulteriori abbassamenti di serrande perché, come già scritto, la distribuzione del denaro è radicalmente cambiata con il prepotente insediamento di grossi centri commerciali che hanno circondato le città e spinto i cittadini prima ad un timido avvicinamento e poi una sorta di schiavitù d’acquisto che porta il denaro nelle tasche dei soli proprietari dei centri, sia questo derivante dai compratori piuttosto che dagli affittuari degli spazi. Ancora non ho visto il Signor Ikea e moglie fare acquisti in Corso Italia o Piazza Vittoria, quindi il nostro denaro è destinato ad uscire e non rientrare. Come non bastasse negli ultimi anni è cresciuta anche la fiducia dell’acquisto in rete, come faceva giustamente notare PuntoZero sul blog, che comporta un ulteriore colpo mortale ai piccoli commercianti che non possono competere con i prezzi della grande distribuzione e la comodità di attendere il pacco ordinato seduti in poltrona senza dover uscire di casa.
Senza interrogare nessuna sfera di cristallo, il nuovo sindaco e la sua giunta si ritroveranno quindi a contare gli spiccioli derivanti dalle tasse degli esercenti rimasti, ossia bar o negozi specializzati nel dettaglio quali le mercerie, ad esempio, che trattano prodotti che non giustificano la percorrenza di tanti chilometri per raggiungere un centro commerciale o l’invio di un pacco postale.
La chiusura dei negozi comporterà un degrado sia a livello estetico che sociale.
Il turismo, che mai è stato un punto di forza di Gorizia, continuerà a non esserlo perché senza finanziamenti adeguati non si potranno modellare realtà che possano attirare le popolazioni limitrofe, nonostante gli sforzi fatti dall’ASCOM nell’insegnare agli albergatori a fare gli albergatori.
Il nuovo sindaco dovrà pensare ad ampliare le piste ciclabili trasformando magari in piazzette di sosta ristoro o picnic i distributori di benzina, dato che anche in quel caso pare essere arrivata la parola “fine” a causa non di malgoverni regionali precedenti, ma il totale disinteresse dei loro sponsor, quelli che compaiono in fugaci visite buone per farsi fotografare a scopo campagna elettorale (pensare che sarebbe bastato sospendere le accise carburante ai cittadini della fascia confinaria senza recare danno a nessuno e salvare il salvabile).
Il sindaco avrà molto tempo per confrontarsi con i cittadini dalle buone intenzioni e le grandi idee, ma senza risorse dovrà accontentarsi di stappare la bottiglia di spumante nella notte di un freddo capodanno, illuminato dalle luci del solito abete striminzito di una piazza Vittoria scricchiolante e circondato dalle critiche dei goriziani perennemente scontenti e, come da tradizione nazionale, divisi.
Caro sindaco, questo è ciò che ti aspetta.

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