Si scaldano i motori….

L’abbiamo già definita la campagna elettorale più inutile d’Europa per l’ente più inutile del mondo. Resta comunque il fatto che, volenti o nolenti, questa primavera noi Isontini saremo chiamati ad un’estenuante e temiamo “verbalmente” violentissima campagna elettorale per il rinnovo del consiglio provinciale. La cronaca spicciola ci dice che la ricandidatura del presidente uscente Gherghetta è a rischio, e nell’ordalia delle primarie potrebbe essere affiancata, con buone probabilità di sconfitta, da almeno due candidati alternativi. La cosa non ci stupisce: al di là del giudizio politico sempre aleatorio e comunque in questo caso irrilevante (in un ente per definizione inutile nemmeno Churchill riuscirebbe a fare qualcosa di utile e significativo), resta il fatto che il carattere “spigoloso” del presidente Gherghetta e un certo deficit di preparazione culturale, lo hanno messo più volte in difficoltà in questi anni. Poco amato dai suoi, ignorato da un’opinione pubblica che difficilmente può apprezzare il lavoro di una amministrazione che per statuto non ha nulla da fare, il presidente rischia adesso di essere messo in pesante difficoltà da candidati più giovani e con un maggiore appeal d’immagine. Insomma sarà una battaglia d’immagine per una vittoria d’immagine in cui in compenso il Centro destra non sembra nemmeno capace di entrare. L’unica speranza per la coalizione conservatrice, in una provincia da sempre “rossa” è che le primarie siano abbastanza violente e combattute da lasciare un cumulo di macerie nel campo del centro sinistra. In questo caso, con un massiccio tasso d’astensionismo, un candidato eccezionalmente buono, una campagna elettorale azzeccatissima, un pool di candidati consiglieri molto attivi e tutta una serie di fortunatissime congiunzioni astrali legate ai calendari Maja Atzeco e Cinese, il Centro destra potrebbe arrivare al ballottaggio in condizioni abbastanza dignitose e sperare in un miracolo di proporzioni bibliche. La conquista della provincia di Gorizia sarebbe un risultato storico che il Centro destra potrebbe ben utilizzare per trascorrere i prossimi cinque anni a non fare assolutamente niente alla guida di un’amministrazione che non ha niente da fare.

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