Scuola,incontro a Gorizia

Uno strappo ancora non sanato. Quello tra la Provincia, che sta lavorando al tanto discusso piano di riordino scolastico, e il mondo della scuola, in particolare quello della città di Gorizia dove, stando al piano provinciale che rischiava di essere approvato lo scorso ottobre, si verificherebbe il maggior numero di cambiamenti. Un piano che, non è certo una novità, ha scosso il mondo degli studenti, dei docenti e dei genitori, oltre alle dirigenze e al personale Ata. Divergenze che nel corso di questi mesi non solo non sono state colmate dall’antica usanza politica della mediazione, ma anzi si sono forse ampliate. Arrivando, in alcuni casi, anche all’interno del comitato di pilotaggio, il ristretto gruppo di rappresentanti cui spetta l’arduo compito di ridisegnare il panorama dell’istruzione isontina. E un nuovo appuntamento per discuterne direttamente con l’assessore Ilaria Cecot sarà il 10 aprile alle 20, quando è stato fissato un incontro pubblico, aperto a tutta la cittadinanza, ospitato nella sala del Consiglio comunale di Gorizia. L’occasione ideale per i tanti genitori e i tanti insegnanti goriziani che da mesi attendono risposte sul riordino, alcune delle quali espresse pubblicamente anche online, tra le quali gli interrogativi che ormai rimbalzano da ottobre attorno alla vicenda del riordino: perché smembrare il Polo liceale e non seguire, o seguire solo parzialmente, la riforma Gelmini? Il piano della Provincia prevede infatti la separazione del liceo Scientifico, che andrebbe a guidare i “tecnici”, dal Classico e dallo Slataper, che accoglierebbero invece l’artistico Max Fabiani, a sua volta distaccato da un D’Annunzio sul viale del tramonto, sempre secondo il piano di riordino. Nel frattempo, il comitato di pilotaggio si è già riunito due volte, in marzo, ma senza poter esprimere grandi opinioni sul riordino in se, rimanendo in attesa delle indicazioni del Miur sul numero minimo di studenti necessari a formare ogni autonomia scolastica. E il dibattito sul piano vero e proprio, così, rischia di slittare a dopo l’estate, quando però potrebbe essere troppo tardi per modificare il piano attuale o elaborare una nuova soluzione. Sempre che di modifiche e nuove soluzioni si voglia ancora parlare.

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