Schiamazzi, stretta su Gusti?

Gusti di frontiera ancora nell’occhio del ciclone. Dopo le polemiche, solo parzialmente rientrate, per le nuove e più stringenti misure di sicurezza che dovranno essere garantite durante la quattro giorni di festa in programma dal 21 al 24 settembre, tra cui il divieto di somministrare bevande in bicchieri di vetro e lattine, il divieto di vendere alcolici a tutti i supermercati della città già dalle 17 e una maggiore attenzione intorno ai borghi più frequentati, dove gli ingressi in caso di sovraffollamento saranno momentaneamente sbarrati. Ma non basta, perché alle limitazioni previste dalla circolare sulla sicurezza firmata dal capo della polizia, Franco Gabrielli, e confermate nel corso dell’ultimo incontro del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, si è affiancata una lettera spedita a sindaco, prefetto e questore dal comitato di cittadini “Gorizia Vivibile”, costituitosi ufficialmente a metà maggio e fin da subito in prima fila nel dibattito sull’ordinanza anti-schiamazzi. Il comitato si è rivolto alle autorità per ribadire che «le manifestazioni che richiamano molta affluenza, come nel caso di Gusti di frontiera, devono rispettare quanto previsto dalla legge, che anche davanti a queste circostanze impone di salvaguardare la tranquillità e il riposo dei residenti», come spiega il presidente di “Gorizia Vivibile”, Claudio Macrini. «Nella lettera ci siamo anche permessi di avanzare un suggerimento» aggiunge, «visto che negli anni precedenti non sono mancati eventi particolarmente rumorosi come concerti e similari, potrebbe essere opportuno individuare, anche con l’aiuto dell’Arpa, un’area idonea, distante dalle abitazioni, dove raggruppare questi appuntamenti». Altra richiesta contenuta nella lettera del comitato è quella di salvaguardare le esigenze di chi risiede nelle aree occupate dagli stand nell’entrare e uscire di casa con l’auto. «Non vogliamo essere nuovamente bloccati dalle 8.30 del mattino fino alle 3 di notte» spiega Macrini, «c’è la necessità di articolare almeno due fasce orarie, una mattutina per consentire ai residenti di uscire di casa per andare a lavorare, e una serale per rientrare dopo il lavoro». Il comitato, in attesa di vedere rispettate le proprie richieste per il weekend di Gusti di frontiera, è pronto anche a sedersi al tavolo delle commissioni consiliari per discutere termini e contenuti del nuovo regolamento comunale che, secondo quanto già annunciato a suo tempo dall’ex sindaco Ettore Romoli, avrà il compito di sovrascrivere l’ordinanza anti-schiamazzi e dettare le nuove regole alla movida goriziana. «Stiamo assistendo a provvedimenti sempre più stringenti e penalizzanti per i locali che disturbano la quiete pubblica» ha affermato Macrini, «senza andare troppo lontano, basta vedere l’esempio di Trieste che ha saputo ascoltare le richieste della cittadinanza e ha anticipato alle 22.30 lo stop alla musica all’esterno dei bar. Ma in Italia non mancano gli esempi di altre città che hanno anticipato questo termine anche fino all’orario di cena». Sullo stesso argomento era intervenuto, nei giorni scorsi, anche il consigliere comunale Francesco Piscopo (Aiutiamo Gorizia) che, parlando a nome del gruppo e dell’assessore Ferdinando De Sarno, aveva lanciato l’idea di un sondaggio per testare l’opinione pubblica sull’ordinanza anti-schiamazzi. «L’atteggiamento dei consiglieri comunali e dell’assessore è stato improvvido» ha concluso Macrini, «Gorizia, dove anche gli ultimi rilievi dell’Arpa hanno confermato che alcuni locali non rispettavano i limiti previsti, non può comportarsi in maniera diversa dal resto del paese, dove esistono leggi e normative che tutelano la tranquillità dei cittadini».

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Le opinioni dei lettori su "Schiamazzi, stretta su Gusti?"

  1. E poi ci lamentiamo che Gorizia sta morendo….appena nasce una iniziativa che funziona subito si crea un comitato che da contro.. . Allucinante….per 4 gg di festa si protesta x rumori… torno a dire…al goriziano x l atteggiamento che ha è giusto che abbia il NULLA intorno

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