Sauvignon, un nuovo filone?

I carabinieri dei Nas e personale dell’Icqrf, l’Istituto repressione frodi, entrambi di Udine, assieme ai carabinieri di Perugia e di Orvieto, ieri, secondo quanto riferisce l’Ansa, hanno perquisito un’azienda in provincia di Terni, e sequestrato 100 litri di mosto concentrato di tipologia e provenienza ignote, che potrebbe essere stato utilizzato per dolcificare il vino. L’operazione effettuata su delega della Procura di Udine rientra negli sviluppi delle indagini di quella che è stata definita “Sauvignon connection” e che ha interessato varie e note aziende vitivinicole della nostra Regione e che ha come ipotesi di reato a grandi linee, la frode nell’esercizio commerciale e la violazione delle regole di produzione dei disciplinari. In Umbria oltre al mosto, sono state sequestrate sostanze che potrebbero essere state utilizzate illecitamente per modificare l’acidità del vino, o esaltare gli aromi, nonché l’ormai famoso sale rosa dell’Himalaya. Ma non basta. Sembra anche che qualcuno abbia acquistato uve in Slovenia per poi spacciarle per friulane, doc in pratica. Nuovi sviluppi, quindi, e forse un nuovo filone che come il procuratore capo di Udine, De Niccolo, ha detto sempre all’Ansa, “potrebbe comportare uno stralcio dall’inchiesta principale con l’apertura di un nuovo fascicolo”. L’indagine partita dalle nostre terre, per poi toccare aziende del Veneto, dell’Abruzzo, e dell’Umbria, si fa decisamente complessa. “Noi non ci tiriamo indietro -sono sempre parole di De Nicolo- nell’interesse dei consumatori e delle aziende che lavorano bene, e sono tantissime”. Intanto si attende con una certa curiosità l’11 dicembre, giornata in cui i periti depositeranno i risultati delle analisi sul nostro Sauvignon e sui mosti sequestrati. Negli ultimi tempi da più parti, ad arte o meno, sono trapelate notizie sulla “purezza” del nostro vino, e cioè che non sarebbero state trovate anomalie o sostanze nocive alla salute. Dalla Procura udinese si confermano indizi e prove fondate. Certo è che il nostro vino e le nostre aziende, che contribuiscono in modo importante al nostro Pil, hanno ricevuto, usando un francesismo, non pochi “sputtanamenti”. Siamo un po’ tutti curiosi di sapere come finirà.

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