Sauvignon, 8 archiviazioni

Son passati quasi due anni da quando una indagine della Procura di Udine portò alla luce una presunta sofisticazione del Sauvignon. Indagine che sconquassò il mondo vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia. Una quarantina gli indagati per l’ipotesi di frode in commercio e vendita di sostanze alimentari non genuine (ma non nocive alla salute). Perquisizioni in regione e in altre parti d’Italia, un processo mediatico in grande stile che lasciò perplessi in molti e provocò non pochi danni ad uno dei settori più trainanti e vanto della nostra terra. Giornate di fuoco, produttori alla gogna, protagonismi fuori luogo finché non si capì che forse era meglio silenziare una bomba, o forse un petardo, comunque pericolosi. Ebbene dopo un lungo e giusto silenzio l’avvocato Carlotta Campeis, che difende tutti i produttori, ha comunicato che per cinque indagati e tre aziende è stata disposta l’archiviazione, quindi escono a tutti gli effetti dall’inchiesta della Procura di Udine. Si tratta di Adriano Gigante, l’allora presidente del Consorzio Colli orientali del Friuli. Filippo Butussi, anch’egli di Corno di Rosazzo, Michele Specogna di Premariacco, Milan e Denis Miklus di San Floriano del Collio. L’archiviazione riguarda loro e le rispettive aziende. Intanto il procedimento prosegue per gli altri indagati una parte dei quali ha chiesto il patteggiamento. Una vicenda clamorosa, dicevamo, che anche in questo caso dovrebbe consigliare maggior cautela e meno protagonismi. Giusto fare indagini su ogni ipotesi di reato, ma fino a prova contraria… in dubio pro reo. E questo vale per tutti i protagonisti, troppo spesso alla ricerca di visibilità.

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