Sassari e Gorizia legate dal destino

Sassari e Gorizia sono distanti circa mille chilometri. Una in Sardegna, una in Friuli. In comune, a prima vista, non c’è nulla.
A guardar meglio però, poi qualcosa in comune lo si trova.
È una storia. Una storia fatta di sudore, di passione e di lunedì mattina senza voce, perché la domenica l’hai passata al palazzetto.
E in comune, a dirla tutta, adesso le cose sembrano tante. I colori della società, il bianco e il blu, alcuni cori dei tifosi, seppur con accenti lontani, una serie A vissuta come un sogno ad occhi aperti, pure il nome della squadra, Dinamo, ci ricorda bei momenti e poi… una maglia senza sponsor.
Era senza sponsor quella di Gorizia nel 1999, quando iniziava la stagione nella massima serie nazionale. C’era la scritta “Pallacanestro Gorizia” e c’era il numero del giocatore.
È senza sponsor quella di Sassari nel 2011, quando la Pallacanestro Milano la elimina dai playoff e fa iniziare per la società sarda uno dei capitoli più bui della sua storia. C’è la scritta “Dinamo Sassari” e c’è il numero del giocatore.

La stella della Dinamo, Trevis Diener.
Ora è tutto finito per colpa di quella maglia senza sponsor. Perché senza sponsor nello sport non si tira avanti.
A Sassari l’hanno capito e, forse, il prossimo anno la squadra non parteciperà al campionato.
Cercano uno sponsor, loro, come lo cercavamo noi undici anni fa. E pensare che l’avevamo trovato, quello sponsor. Perché da Treviso un signore, che proprio quest’anno ha dato l’addio allo sport professionistico, voleva espandere il suo impero sportivo. Perché un noto marchio di succhi di frutta, prima di sposare il basket romagnolo, è passata per Gorizia. E noi, come fessi, abbiamo detto “no, grazie”. Ma non per cattiveria, perché semplicemente quella squadra era una cosa nostra. Dei goriziani. Anche se su quella squadra i soldi grossi erano arrivati sempre da fuori. Poi anche a quelli abbiamo preferito la gorizianità. Una volta dei soldi, una volta del caffè.
Il basket è un ricordo. Un ritornello, ormai, sul quale si ritorna sempre, a Gorizia come a Sassari. A Gorizia dal 2000, a Sassari da ieri sera.
Pensare se oggi a Sassari si presentasse qualcuno con un’offerta. Pensare se rifiutassero. Sarebbero dei pazzi, no?

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Le opinioni dei lettori su "Sassari e Gorizia legate dal destino"

  1. In effetti le somiglianze fra la realtà sarda e la nostra non sono poche, nemmeno solo sportive. Pochi sanno che Sassari è gemellata con la nostra città. Questo in virtù del determinante contributo che la Brigata Sassari (pure una via cittadina porta questo nome) portò alla liberazione della nostra città, con il sacrificio di centinaia di fanti sardi, di cui era prevalentemente composta la brigata. Ragion per cui negli anni passati, l’amministrazione optò per il gemellaggio.
    Sassari, come Gorizia, ha un pubblico molto caldo e sopratutto numeroso. Ha infatti la più alta percentuale di occupazione del suo “palazzo” ed un numero invidiabile di abbonati. In questo, gli abbonati, forse si differisce da Gorizia che alla fine della sua storia non riusciva a ragranellare più di 600-700 tessere. Da quella base è partita la Dinamo Sassari e dalla certezza che anche le attività commerciali sarde cittadine e non, fanno sentire sempre vivo il loro supporto (tanti piccoli main sponsor).
    Lodevole ed encomiabile l’iniziativa di Sassari per l’ultima (vittoriosa) partita della stagione regolare. Sono state donate migliaia di magliette della società che riportavano i cognomi di tutti gli oltre 3000 (!!!!) abbonati (se non erro). Da questo punto di vista la piccola Sassari insegna eccome a Gorizia. In quella landa desolata (?) gli abbonamenti sono tanti. A Gorizia ci fu la corsa a…firmare una petizione contro la cancellazione del basket. Come spesso avviene invece nella nostra città, tutti pronti a firmare pro o contro qualcosa…a cacciare un € è già più dura. Infatti la donazione spontanea che seguì la raccolta firme raccolse veramente poche lire! E i versamenti furono tornati…

  2. E’ anche vero che, in ambito sportivo, le 100.000 Lire dei tifosi devono essere l’ultima spiaggia. A Gorizia è mancato il coraggio di tenere in città chi pagava per la squadra e allontanare chi avrebbe pagato in futuro. Non voglio fare nomi, ma li sappiamo tutti.
    PS: Sassari è una landa desolata da 130.000 abitanti… Gorizia è…?
    ac

  3. i dati annuali abbastanza attendibili sulla qualità della vita (molto compositi peraltro) in che posizione danno Sassari ed in quale Gorizia?

  4. La qualità delle vita centra poco. Una città di 130.000 persone conta su un numero maggiore di tifosi. Soprattutto considerando sia Sassari che Gorizia due piazze storiche della pallacanestro italiana. Più tifosi significano palazzetti pieni e abbonamenti numerosi. A Gorizia questo non c’è stato. Sarà anche perché non siamo neanche in 40.000 persone? E’ probabile.

  5. Se alle spalle delle squadre ci fosse una lega pallacanestro forte e ben organizzata che obbliga le squadre piu` ricche a dividere parte degli introiti con le piu` piccole (vedi NBA) non ci sarebbero questi tipi di problemi. Ci lamentiamo dei goriziani che fanno difficolta` a scucire 1 euro ma dimentichiamo che Siena senza la Montepaschi era il nulla, Milano senza Armani rischiava di sparire e la Virtus Roma fu pure retrocessa in A2 con la gestione Rovati 93/94. (poi ripescata) Altro clamoroso esempio il fallimento delle V nere. Bologna come le altre citate di certo non sono paeselli come Gorizia o Sassari… Eppure. Purtroppo in Italia nello sport funziona che il Signor Berlusconi compra il giocattolino Milan, poi finche` ci mette i suoi soldini lo fa vincere, poi se ne va ed il Milan TORNA in B.

  6. Questo è il modello adottato dall’Europa del calcio. E, sarà brutto, ma funziona. Difficile che senza spendere si vinca e altrettanto difficile che spendendo si perda. Il mondo del calcio fa girare miliardi e miliardi (di euro e, da un po’, di dollari…) tra contratti tv, pubblicità, ecc… E nel calcio per vincere bisogna spendere. Berlusconi ha potuto spendere e ha vinto. Moratti ha potuto spendere e ha vinto. In ritardo e un po’ di meno, ma ha vinto (e comunque non ricordo una stagione in cui l’Inter non sia entrata in Europa o sia finita nella parte destra della classifica). Un Campedelli qualsiasi spende il minimo indispensabile per non far sparire il Chievo Verona e si accontenta di salvarsi a fine stagione. E’ il mondo dello sport. Fammi un esempio, NBA a parte, dove non funzioni così.

    In NBA, poi, non è facile come hai detto. E’ vero che gli incassi vengono distribuiti ma perché gli incassi sono di lega, e non societari. Esempio, facilotto ma funziona, sono le divise: è la NBA a scegliere lo sponsor tecnico ufficiale, non le società. Ora tutti i team NBA sono sponsorizzati Adidas, domani la NBA vorrà cambiare e tutti i team si ritroveranno un contratto di sponsorizzazione con chi vuole mamma lega.

    E’ un altro mondo. Ci separa un oceano, e a volte sembra pure che non basti.

  7. – Questo è il modello adottato dall’Europa del calcio. E, sarà brutto, ma funziona.
    Se funziona non lamentiamoci se le piccole societa` spariscono.

    – Nel calcio per vincere bisogna spendere.
    Non e` vero: l`Udinese investe solo nel reparto giovanile e vediamo dov`e` arrivata (e con un bilancio positivo.

    – Fammi un esempio, NBA a parte, dove non funzioni così.
    Ci sono nazioni che hanno una tradizione e disciplina sportiva scolastica (vedi Paesi dell`est) dove i futuri campioni vengono indirizzati e cresciuti in casa a spese zero.

    – In NBA, poi, non è facile come hai detto.
    “E’ vero che gli incassi vengono distribuiti ma perché gli incassi sono di lega, e non societari” Appunto. In NBA come NCAA, NFL, MLB mi pare che le cose funzionino piuttosto benino… Ma li conta la collettivita`, non il singolo.

  8. L’Udinese, a cui auguro tutto il bene possibile per la prossima stagione, è arrivata quarta in campionato, davanti a squadre che hanno dilapidato un capitale sia economico che tecnico, vedi Roma e Juve.
    Le squadre dei paesi dell’Est negli ultimi vent’anni mi sembra che abbiano vinto pochino.
    Probabilmente siamo distanti per ciò che intendiamo vittoria. Arrivare in serie A per Sassari e Gorizia sarebbe una vittoria, per l’Udinese un quarto posto è ‘solo’ un ottimo risultato.

  9. “per l’Udinese un quarto posto è ‘solo’ un ottimo risultato.”

    non direi…
    parla con qualche friulano, sono contentissimi, 2 obiettivi in una stagione:
    champions league x l’udinese
    e retrocessione per la triestina :)

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