Sartori: «No al punto nascita unico»

È veramente incredibile, che per la mancata adesione al bando necessario a garantire la sicurezza dei Punti nascita di Gorizia e Monfalcone, immediatamente il direttore generale dell’Ass. Gianni Cortiula ipotizzi la necessità di porre in essere un piano alternativo, che prevede il mantenimento di un unico Punto nascita dei due esistenti, contraddicendo la Regione che ci ha dato due anni di tempo per rendere il Punto nascita goriziano più attrattivo.
Davanti a queste affermazioni rimango basito, molti aspetti sono fumosi e difficili da comprendere, tra le diverse ipotesi l’unica che viene presa in considerazione dal direttore sanitario è quella che penalizza il nosocomio goriziano? Perché non ha voluto informarci anche delle altre, forse perché non ce ne sono? Sono le semplici dichiarazioni del direttore generale dell’Ass. Isontina o forse è il semplice portavoce di qualcun altro che in questo momento preferisce rimanere nell’ombra?
Dubbi che tutti ci stiamo ponendo e che nei prossimi giorni verranno chiariti.
Ciò che mi preme evidenziare è che tutte le considerazioni e le ipotesi che sono state esposte nei mesi precedenti ed anche quelle di questi giorni sono elaborati da medici, da tecnici e come tali si basano dati tecnico-sanitari, che sono opinabili e spesso sono stati smentiti, si pensi che in Italia attualmente operano circa 150 punti nascita con meno di 500 parti l’anno, eppure nessuno pensa di eliminarli poichè erogano un importante servizio al territorio.
Il tecnico affianca il politico, ma la decisione finale spetta a quest’ultimo, che se ne assume la responsabilità e le relative conseguenze, che nel goriziano potrebbero essere molto serie. Quale amministratore, che si reputi capace ed accorto, andrebbe a penalizzare in maniera così pesante chi riesce a risparmiare e al tempo stesso fornire validi servizi sanitari? Gorizia ha già pagato troppo perdendo tante specialità pur dimostrando di essere virtuosa dal punto di vista della spesa.
In questa settimana convocherò insieme a Del Sordi il Coordinamento comunale per discutere di tale ipotesi scellerata.

Comunicato stampa del Coordinatore Comunale del Pdl, Roberto Sartori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Le opinioni dei lettori su "Sartori: «No al punto nascita unico»"

  1. Il numero 500 come numero limite al di sotto del quale si “dovrebbero” chiudere i punti nascita non è un numero magico inventato per punire Gorizia. Un numero limitato di casi trattati rende pericolosa la struttura dove si opera e questo vale soprattutto per i reparti ostetrici. Meno si lavora e meno esperienza si matura rendendo pericolosa l’atività ed esponendo il personale e i pazienti a rischi gratuiti. Il fatto che in Italia non si chiudano molte strutture (sotto i 500 parti annui) da chiudere non è una giustificazione e spesso le cronache di fatti luttuosi lo dimostrano.
    I politici goriziani, i medici di base, le autorità tutte stiano zitti: da anni viene portata avanti una politica tesa a disprezzare e svalutare l’ospedale di Gorizia (lo leggete Il Piccolo? e Fasola?) senza che nessuno abbia mai contestato i dati (spesso falsi) citati. E i medici di base troppo spesso inviano i loro pazienti altrove (Palmanova, San Daniele, Gemona) senza giustificazioene

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *