«Sarà un’opposizione dura»

Una opposizione coriacea. Eccola la prima certezza sul nuovo consiglio comunale, che per cinque anni promette dai banchi dell’opposizione di dare filo da torcere alla maggioranza che invece si prepara a difendere in aula l’operato di Rodolfo Ziberna e della sua giunta. Chi ha assistito alla seduta di insediamento di lunedì sera lo ha capito subito, fin dal primo battibecco tra il consigliere Federico Portelli (Borghi) e il presidente pro-tempore dell’assemblea, Rinaldo Roldo (Forza Italia), in merito alla sequenza dei punti all’ordine del giorno. Questioni tecniche, se vogliamo, che però hanno solleticato la reazione anche di Silvano Gaggioli (Gorizia c’è). «Mi sarei aspettato da Ziberna qualche parola in più sulle Uti» ha detto Portelli, «contro le quali abbiamo condiviso la battaglia. E attenzione all’ipotesi di ricostituzione degli enti intermedi, perché il rischio è quello di vedere cancellata la Provincia di Gorizia. Sulla sanità siamo invece pronti a condividere gli impegni del sindaco». Proprio l’ex assessore provinciale e il presidente degli avvocati, almeno per quanto si è visto alla prima occasione utile, hanno dato l’impressione di volersi appuntare al petto la coccarda di leader dell’opposizione. Un ruolo che altri consiglieri potrebbero però riconoscere a Roberto Collini, che ha sfidato Ziberna al ballottaggio, che con il primo intervento in aula ha ribadito l’apertura a collaborare con la maggioranza su cinque punti condivisi. Andrea Picco (Forum) non nasconde le proprie intenzioni e non risparmia una stoccata sull’indagine della Corte dei conti. «La nostra sarà un’opposizione dura» ha detto, «che se lo aspettino e non pensino che faremo sconti. Ziberna avrebbe bisogno di 50 anni per realizzare tutti gli obiettivi del programma, che sembra pensato più per un centro commerciale che una città». Sulla stessa linea Giancarlo Maraz (M5s), che lo definisce un «libro dei sogni». «Se ci sono così tante cose da fare» spiega, «significa che negli ultimi dieci anni non si è fatto molto. E alla luce delle conferme in giunta non ci aspettiamo che i prossimi cinque anni siano diversi». Appello bipartisan, infine, quello di Silvano Gaggioli (Gorizia c’è). «Centrodestra e centrosinistra si mettano d’accordo e facciano qualcosa per Gorizia. Udine si vede finanziare un progetto per la cittadella della giustizia che noi a Gorizia avevamo proposto anni fa, i musei provinciali diventano per metà di proprietà di Monfalcone e noi dovremmo stare in silenzio? Come si fa poi a parlare di Gect, Zese ed Europa quando in giunta sono presenti esponenti della Lega e Fratelli d’Italia?».

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *