Sanita’,verso la riforma

A meno che non siano le solite parole al vento, sembra che la tanto agognata riforma sanitaria abbia subito una decisa accelerata.Domani,dopo il rinvio del 7 aprile per concomitanti impegni istituzionali della presidente Serracchiani,la stessa assieme all’assessore Telesca si confrontera’ con la competente commissione del Consiglio regionale su quelle che sono le ipotesi di riforma.A fine maggio dovrebbe essere pronta la bozza della legge che a fine anno dovrebbe passare al vaglio dell’assemblea del Friuli Venezia Giulia.Alcuni aspetti della riforma sanitaria che viene 20 anni dopo quella di Fasola,sono stati illustrati l’altro a giorno a Maniago ai sindaci della zona e alla popolazione.Al di la’ dei soliti slogan tipo il cittadino al centro del progetto,il rafforzamento dei servizi sul territorio,il fondamentale ruolo dei medici di base,ovviamente il risparmio e la riorganizzazione.Due punti questi ultimi,indispensabili e giusti,ma il nocciolo della questione e’ il come verranno tradotti in pratica.I vertici regionali,hanno ribadito che ci sara’ una revisione della rete ospedaliera e,per quanto riguarda Maniago,il suo ospedale non verra’ chiuso,ma verra’ riqualificato.Come?Trasformandolo in ospedale di “prossimita” con pronto soccorso,e tutti gli ambulatori.Le patologie acute verranno concentrate,o meglio,indirizzate verso gli ospedali di riferimento tipo Spilimbergo,Pordenone o Udine.E fin qui potrebbe anche avere un senso,ma,ripetiamo,manca il progetto reale e concreto.Altre ipotesi che avanzano.Esclusa la creazione delle aree vaste si fa largo l’idea di ridurre le attuali 9 aziende sanitarie a 6,accorpando le stesse Ass con le aziende ospedaliere e universitarie.Cio’, secondo la Regione,per rafforzare il legame corsie-territorio,e per risparmiare in direzioni e uffici.Oggi abbiamo tre aziende ospedaliere e cioe’ Udine,Trieste(entrambe anche con le universitarie),e Pordenone,nonche’ 6 Ass,oltre ai due istituti di ricerca,il Burlo di Trieste e il Cro di Aviano.L’accorpamento potrebbe anche essere una cosa giusta e logica,ma in noi resta sempre il condizionale sul come e su quali gli effetti.Insomma,noi e i cittadini,dopo tante parole e lungaggini,vogliamo sapere e vedere dal vero cosa ci aspetta.Dagli ipotizzati accorpamenti resterebbe fuori Gorizia,che dovrebbe rimanere autonoma,e quindi non sotto Trieste come volevano Tondo e Kosic.All’azienda Isontina dovrebbe essere accorpata anche una parte di Friuli iniziando da Palmanova.Non si conoscono pero’ le intenzioni sull’ospedale del capoluogo e quello di Monfalcone,che potrebbero fare la fine di quello di Maniago.E non si conosce ancora quali potrebbero essere gli ospedali di riferimento per le patologie acute,vista la volonta’ di revisionare la rete ospedaliera.Potrebbero essere,comunque,sia l’ospedale di Udine che quello di Trieste.

© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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