«Sanità da terzo mondo»

A chiunque può capitare di sbattere il naso contro piccoli o grandi disservizi del sistema. In questo caso di quello sanitario. Certo è che se il naso appartiene al primo cittadino l’impatto produce inevitabilmente un certo clamore. E proprio il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, è stato protagonista di uno dei lunghi pomeriggi trascorsi nella sala d’aspetto del pronto soccorso del San Giovanni di Dio. Ore di attesa che, prima di Romoli, già diversi cittadini avevano testimoniato. Il sindaco ieri pomeriggio ha comunicato attraverso Facebook che si trovava in pronto soccorso, specificando che di avere accompagnato la figlia, reduce da una caduta in casa. «Siamo arrivati al pronto soccorso alle 13, il personale si è preoccupato di domandare a mia figlia cosa avesse dopo un’ora e dopo quasi tre stavamo ancora aspettando -ha raccontato Romoli- il ghiaccio me l’ha portato Silvana Romano (assessore al welfare, n.d.r.) che abita lì vicino. C’era un po’ di gente, questo non si può negare, ma ho notato anche una totale assenza di organizzazione. Ottima la riforma sanitaria, è una situazione da terzo mondo, forse da quarto. Dobbiamo tutti insieme lottare per migliorare la sanità goriziana». Tanti gli auguri rivolti al sindaco, oltre ai commenti da parte di altri utenti del social network sulle proprie esperienze al pronto soccorso. Tra questi anche la testimonianza dell’ex assessore provinciale Ilaria Cecot. «Se ti può confortare, una cosa analoga è successa anche a me, ben prima della riforma sanitaria. La diagnosi arrivò dopo dieci ore». «Un solo medico che spesso deve gestire anche la medicina è una vergogna, sembra di essere nello Zambia -scrive un’altra cittadina- il personale è bravo, ma non può fare miracoli, conosco gente che non si serve più del pronto soccorso di Gorizia, ma di quello di San Pietro, dove sono molto più veloci».

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Le opinioni dei lettori su "«Sanità da terzo mondo»"

  1. 86 anni , cardiopatia, diabetica, rimasta in attesa dalle 9 alle 22,30 con ricovero. Senza cibo, sulle seggioline della sala d’attesa, per fortuna che mio padre ha provveduto a recuperare i farmaci per l’intera giornata.e un panettone a pezzettini portato da casa. Hanno cominciato a diffondersi voci che asserivano che c’erano ambulanze in arrivo da Udine. Sembra un piano destabilizzante della SPECTRE . È certo che questo è il frutto di improvvisati e inesperti. Invece che associare i medici di base, perché non si organizzano turni di 4 o 6 ore che coprano le 24 ore, c’è già la struttura e le cose meno gravi si risolvono in poco tempo. Ripeto la riforma è frutto dell’improvvisazione.

  2. Odio questo ospedale,con tutto il mio cuore…..Mi ha portato via le persone più preziose che avevo:i miei genitori…..Non aggiungo altro!

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