Sanità, basta prese in giro!

Era una torrida giornata di luglio anche nel 2014 quando il duo Serracchiani-Telesca comunicò la decisione di chiudere il nostro “pericoloso” punto nascita. Un mese più tardi, in consiglio comunale (in foto), assicurarono valide alternative e che il San Giovanni di Dio non avrebbe subito altre mutilazioni, e che mensilmente sarebbero venute da noi a spiegare al popolo l’evolversi della epocale (si fa per dire) riforma sanitaria. Da allora il duo non si è più visto se non di “scondon” in qualche occasione. La mitica assessora Telesca è riapparsa ieri in città, e accompagnata dal fido scudiero nonché direttore dell’Aas2, Pilati, ha incontrato i vertici della conferenza dei sindaci e quelli della rappresentanza ristretta, insomma vari primi cittadini della mega Azienda Bassa friulana-Isontina. A tutti ha distribuito incenso e mirra, ma ormai sono in pochi a crederle, dopo tanti annunci e promesse: da quel torrido giorno di luglio del 2014 infatti sulla sanità goriziana è caduta la scure. Tagli su tagli ultimo in ordine di tempo quello segnalato ieri dal neo sindaco Ziberna, che ovviamente si augura non sia vero, e cioè il ridimensionamento dei servizi di prevenzione di Gorizia. «Prevenzione -dice in una nota- soprattutto in campo oncologico, irrinunciabili. Inoltre sarebbe stato fatto divieto ai medici di svolgere attività di sensibilizzazione con l’Andos, l’Associazione donne operate al seno». E come non bastasse, aggiunge Ziberna, «un tecnico di radiologia sarebbe già stato spostato a Monfalcone e con lui anche un ecografo». Per far chiarezza il sindaco ha chiesto un incontro urgente al direttore dell’Aas2 Pilati (da Telesca ieri ha ricevuto un encomio per aver messo a posto i conti: facile tagliando anche le garze), e annunciato che non appena saranno decisi tutti i nomi dei capigruppo dei partiti convocherà il consiglio comunale per fare il punto sulla situazione sanitaria complessiva. Sarebbe dunque l’ennesimo taglio, visto che il servizio di prevenzione passerebbe all’ospedale di Latisana (unico assieme a noi ad aver perso il punto nascita su un totale di 11 in Fvg: eventi misteriosi). Ma non sarà di certo l’unico taglio. Secondo l’articolo di Vincenzo Compagnone (di sanità ne sa) sul Messaggero Veneto, la terapia intensiva che oggi può contare su 12 posti letto verrà ridimensionata con 4 posti letto di semi intensiva al San Giovanni di Dio e 6 di intensiva al San Polo. Esattamente il contrario di quello ipotizzato forse in previsione del trasferimento a Monfalcone dell’emergenza chirurgica. I 4 posti letto di Gorizia non è escluso che verranno incorporati nel nostro pronto soccorso. La novità, dice Compagnone, è emersa dal piano di riorganizzazione inviato da Pilati in Regione a fine giugno. E non basta. Ancora in fase di stallo l’unità coronarica che dovrebbe essere unica e restare a Gorizia almeno dalle ripetute promesse di Serracchiani, Telesca e Pilati. Il provvedimento sarebbe dovuto scattare con il primo luglio. Il sindaco di Monfalcone Cisint nell’incontro di ieri ha affermato di aver avuto rassicurazioni sul fatto che «nell’immediato non sarà chiusa l’unità coronarica del San Polo e anche sul via libera all’acquisto della risonanza magnetica. Preoccupazione invece per il fatto che uno dei due mezzi d’emergenza del pronto soccorso non avrà più a bordo un infermiere ma un soccorritore volontario». In quest’ultimo caso Cisint ha chiesto i dati sui codici e di rivedere la scelta. Una delle tante scelte magnificate da Telesca e Pilati che hanno sottolineato con non poca soddisfazione che «le ambulanze sul territorio sono aumentate di 2, da 10 a 12, delle quali una a Gradisca, il tutto secondo una visione territoriale unitaria e non di mezzi di ospedali». E a proposito di emergenze il duo ha affermato che è in corso l’analisi dei dati della centrale unica del 118 e di conseguenza si deciderà su integrazioni e implementazioni. Dati che si lasciano interpretare, basterebbe leggere il web, ascoltare gli operatori e i cittadini. D’altronde quando si vogliono fare le riforme, per altro necessarie, a tutti i costi e di corsa per dire quanto bravi siamo ecco i risultati. E tra i risultati non certo positivi dopo quattro anni dalla riforma siamo appena ora ad affrontare, si spera seriamente, il processo di specializzazione dei quattro ospedali di rete e di riorganizzazione dei servizi territoriali. Una riforma dall’inizio senza le basi fondamentali come sostengono in molti e che fa acqua. Cittadini tranquilli, però, entro l’estate (la telenovela continua) la Regione riceverà le proposte di piano di riorganizzazione elaborato dalle aziende sanitarie che valuterà e poi discuterà con le amministrazioni locali. Bontà dei soloni della sanità che speriamo non facciano ulteriori danni nei pochi mesi che mancano alle elezioni. Di certo Telesca e company non ci mancheranno. Speriamo solo che i cittadini del Fvg al momento del voto si ricordino. Alle ultime amministrative e al referendum hanno dimostrato di non aver perso la memoria. Un aiuto a non dimenticare di certo è venuto anche dal nostro assessore alla salute e da troppi altri fenomeni.

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Le opinioni dei lettori su "Sanità, basta prese in giro!"

  1. NON PIU’ SAN GIOVANNI DI DIO ma OSPEDALE SPEZZATINO!
    SU GORIZIA SE POL!!!

    Buon lavoro. Saluti Giangranco Faganel

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