San Giusto, passo indietro?

I pazienti in stato vegetativo potrebbero non dover lasciare il San Giusto. Si è aperto ieri lo spiraglio di una trattativa per i familiari dei pazienti della clinica goriziana, che nelle scorse settimane si erano trovati di fronte all’unica possibilità di trasferire i propri malati all’ospedale San Giovanni. Una ipotesi che fin dal primo momento non aveva convinto nessuno. I familiari dei pazienti in primis, che ieri infatti avrebbero dovuto illustrare alla stampa una iniziativa volta a sospendere il trasferimento dei loro cari all’ospedale civile. Conferenza stampa poi rinviata alla luce della richiesta di un incontro da parte dell’Azienda sanitaria agli stessi familiari. L’obiettivo dell’incontro per ora lo si può solo immaginare, ma il segnale è stato interpretato in maniera positiva dall’ambiente del San Giusto, che finora non aveva ricevuto grandi attenzioni dall’azienda. Uno dei motivi, forse, è stata anche l’assenza del direttore Pilati, che dopo aver annunciato le proprie dimissioni lo scorso luglio, da alcuni giorni è tornato alla guida dell’azienda Bassa Friulana-Isontina. Ed è tornato più combattivo che mai, smentendo la chiusura dell’ambulatorio di diabetologia, dell’unità coronarica e del Sert, pronto a lavorare per confermare il mantenimento di Cardiologia e Chirurgia, il potenziamento dell’assistenza sul territorio e l’ampliamento dell’orario dell’ambulatorio di Pediatria. E un altro nodo che dovrà sciogliere il direttore sanitario sarà quello dell’ambulanza a Grado. Un taglio apparentemente già deciso che però ha fatto alzare al comitato gradese sorto ancora ai tempi della lotta per salvare l’ospedale, sostenuti dai consiglieri regionali Ziberna e Novelli di Forza Italia, dal collega Ussai del Movimento 5 Stelle, e ancora da Sel e dal Partito Democratico.

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