Salute: la versione di Bertoli

Sopra, il direttore generale dell'Ass2, Marco Bertoli. Sotto il pubblico dell'incontro.
Sopra, il direttore generale dell'Ass2, Marco Bertoli. Sotto il pubblico dell'incontro.
La scelta è gia stata fatta, o quanto meno così pare, il Presidente Tondo non cambia indirizzo, la riorganizzazione del servizio sanitario regionale, 3 saranno le aziende territoriali e 3 quelle ospedaliere e Gorizia sarà con Trieste. Con questa notizia in mente,in una sala non proprio gremita si è svolto l’incontro-dibattito organizzato da Paolo del Ponte, referente cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà con il direttore generale dell’azienda sanitaria Isontina, Marco Bertoli. Un incontro che si preannunciava rovente, non solo per il clima torrido ma, per i temi trattati, molti, e di attualità quali, quello del punto nascita oggetto di battaglie da più di un anno, ed altri, meno alla ribalta delle cronache ma di certo necessari e forse, ancor più importanti.
Bertoli, da poco a capo dell’azienda sanitaria, ha voluto subito rimarcare i suoi obiettivi, “ Nessuno mi ha chiesto di smantellare la sanità isontina, continuerò nel solco del mio predecessore (Cortiula) nel valorizzare le eccellenze e migliorare le criticità” questo il compito prefissatosi, Bertoli. Sviluppare l’assistenza territoriale, delle vere e proprie equipe territoriali, che siano di supporto ai cittadini che, dopo essere stati dimessi possono e potranno, avvalersi di infermieri sul territorio ad aiutarli nel seguire terapie e convalescenza. “L’ospedale deve diventare solo il luogo delle acuzie (patologie acute) non luogo della degenza e delle malattie croniche” questo dovrebbe essere secondo Bertoli, e secondo la moderna medicina, il nuovo approccio che i cittadini dovrebbero tenere nel relazionarsi con le strutture sanitarie. I numeri di questi progetti sono, 540 mila euro sui progetti riabilitativi, 1 milione di euro per assunzione stabile di nuovi infermieri e operatori socio sanitari. Sulla dibattuta polemica della chiusura del punto nascita di Gorizia e Monfalcone il direttore è stato lapidario, “ La giunta regionale ha recepito l’accordo stato-regioni individuando tre criteri: numero dei parti (non inferiore a 500 annui), presenza 24 ore su 24 dei medici pediatri, sala operatoria nel blocco parto” quindi tutto è già definito a Gorizia sarà chiuso, non per privare i cittadini di un servizio ma anzi, sottolinea con forza Bertoli, “La questione non è politica ma clinica, con 300 parti l’anno il rischio clinico è altissimo” .

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *