Romoli scrive ad Alfano

Di seguito il testo della lettera inviata dal Sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, al Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, sulla situazione dei finanziamenti per la ristrutturazione o la ricostruzione della struttura circondariale di Gorizia.

Gorizia, 2 marzo 2011

Giorni fa, sulla stampa locale, sono comparsi gli interventi di alcuni rappresentanti sindacali i quali, facendo riferimento alle condizioni fatiscenti della Casa circondariale di Gorizia, hanno evidenziato come l’attuale Piano-carceri non contempli nessuna forma di finanziamento per la risistemazione della struttura isontina.
Mi permetto pertanto di rivolgermi a Te al fine di ottenere una conferma, o eventualmente una smentita, in merito a queste dichiarazioni, così da poter fornire alle parti interessate informazioni certe e attendibili.
Qualora il Piano-carceri, come denunciato, non preveda di fatto alcuna disponibilità finanziaria da dedicare a Gorizia, Ti prego di farmi sapere quanto prima se, a Tuo parere, ci potrebbero essere dei margini di recupero di tale situazione, così da individuare eventuali forme di intervento da porre in essere nei modi e nei tempi ritenuti più consoni.
Non mi sento, tuttavia, di nasconderTi che l’esclusione di Gorizia dal Piano nazionale mi lascerebbe stupito e alquanto sconcertato, soprattutto in considerazione del fatto che, nei mesi passati, le Istituzioni locali sono state sollecitate ad attivarsi al fine di trovare una soluzione concreta al problema (ristrutturazione dell’immobile di via Barzellini oppure individuazione di un sito adeguato ove trasferire ex novo la struttura carceraria): proprio in tale contesto, i miei contatti con il Prefetto di Gorizia sono stati numerosi e sempre orientati a scelte funzionali e realizzabili con il più ampio consenso possibile della cittadinanza.
Ti confermo di essere ancora fermamente convinto che Gorizia, in qualità di capoluogo dell’Isontino, non possa e non debba assolutamente privarsi della sua struttura carceraria, la quale deve però, al tempo stesso, poter garantire ai detenuti e agli operatori che in essa lavorano dignità e adeguate condizioni di sicurezza… vincoli, questi, che oggi risultano essere del tutto disattesi.

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