Romoli: «Il “no” all’ascensore è solo campagna elettorale»

«Gorizia sta scontando pesanti ritardi per ciò che concerne il settore turistico, ritardi che questa amministrazione sta cercando di recuperare lottando anche contro chi si ostina a voler bloccare ogni futuro per questa città». Questo il primo commento a caldo del sindaco, Ettore Romoli, sui dati regionali riguardanti arrivi e presenza turistiche in città: i primi sono scesi dell’1,6% e le seconde, inerenti, in sostanza i pernottamenti negli alberghi, del 6,6%. «Non va dimenticato che, per ciò che concerne quest’ultima percentuale, è senz’altro probabile che, a influire, sia stata anche la crisi dei casinò oltre confine- sottolinea il primo cittadino entrando nel merito -, visto che diversi amanti del tavolo verde che arrivavano da fuori si fermavano a dormire a Gorizia. Ma l’analisi non può certo limitarsi a questa considerazione. Dobbiamo essere onesti e partire dal fatto che, fino a ieri, non si poteva considerare turistica la nostra città. Qualcuno si ricorda com’era il centro storico fino a tre anni fa? Pieno di rattoppi, buche e degrado. Siamo consapevoli dei grandi ritardi accumulati da Gorizia in campo turistico in questi decenni ed è per questo che, quando sono arrivato, mi sono concentrato proprio sulla riqualificazione del centro storico, che significa anche rilancio del nostro monumento simbolo, il castello, perchè non si poteva certo parlare seriamente di turismo con piazza Vittoria e le vie caratteristiche conciate in quel modo. Fossero partiti prima i lavori, oggi non ci troveremmo a dover correre per recuperare almeno 5 anni di ritardi ma di questi ritardi, chissà perchè, nessuno si ricorda. Anzi, visto che non si è contenti di aver colpevolmente ritardato il rilancio della città, si prova di nuovo a bloccare ogni progetto, ogni iniziativa, spaccando, ovviamente, la città, com’è sempre stato fatto, e facendole perdere ogni occasione di crescita, offrendo in cambio fumose idee alternativa che, com’è successo in altre occasioni simili, non si realizzeranno mai. Mi sto riferendo, ovviamente, a chi sta ostacolando in ogni modo la realizzazione dell’ascensore per il castello, creando strumentalmente, per chi non lo avesse capito, un cavallo di battaglia per le elezioni comunali del prossimo anno. Ma facciano pure. Noi, a differenza di quanto è stato fatto, precedentemente continueremo a privilegiare la filosofia del fare, proprio per dare a Gorizia quella dimensione turistica che le compete. E l’ascensore, in questa strategia, rappresenta solo un elemento di rilancio turistico. Stiamo lavorando per predisporre una campagna marketing rivolta, da una parte alla Slovenia e all’Austria e, dall’altra, agli altri territori della nostra regione e del resto d’Italia, stiamo programmando una serie di incontri con agenzie turistiche, operatori del settore e commercianti, con il coinvolgimento, ovviamente, degli enti pubblici e privati che lavorano in questo campo, per concertare la predisposizione di “pacchetti” diversificati, anche imperinati su una serie di itinerari di attrattivi. Abbiamo già avviato iniziative per la valorizzazione e la promozione di prodotti tipici enogastronomici, in collaborazione con ristoratori e produttori. Stiamo cercando di intensificare le iniziative, anche di un certo impatto, nel centro storico, e va in questa direzione Pollice Verde e, prima, Mittelmoda. Inoltre, con il nuovo sindaco di Nova Gorica, Matej Arcon, stiamo lavorando su iniziative comuni in chiave turistica e, sul versanto Isontino abbiamo in questi giorni presentato alla Bit di Milano, il progetto “Antica Contea” che promuove lo straordinario territorio di Gorizia, Cormons e Gradisca, Ma non è finita, c’è ancora una serie intensa di azioni concrete che completano questo piano di rilancio volto a far si che Gorizia possa davvero diventare una città turistica, dal Wi-Fi nel centro storico, alle vie dell’arte con esposizioni artistiche verso la strada, dalla riqualificazione di corso Verdi, che avverrà a breve, all’incarico per la progettazione della ristrutturazione di corso Italia. Non libri dei sogni o progetti irrealizzabili come piace a qualuno, ma una strategia vera, basata sul fare e che non si fermerà nonostante i tentativi portati avanti da chi si ostina a tenere Gorizia prigioniera del “no se pol”».

Patrizia Artico
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