Ritornano le giornate Fai

“L’impronta dei Codelli nel Settecento goriziano”. Questo il leitmotiv delle prossime “Giornate di primavera” promosse dai Fondo ambiente italiano (Fai) anche a Gorizia e nella nostra provincia. Due in particolare le mete che venerdì e sabato prossimi, 25 e 26 marzo, saranno aperte al pubblico: la cappella dell’esaltazione della croce di palazzo Cobenzl, attuale sede dell’arcivescovado di Gorizia, e villa Codelli a Mossa. A presentare i due luoghi saranno come sempre gli studenti aspiranti ciceroni del polo liceale “Dante Alighieri”, del polo liceale sloveno “Gregorčič-Trubar” e del polo tecnico “Galilei-Fermi-Pacassi”. A loro si affiancheranno anche i giovani dell’Interact di Gorizia e Monfalcone. Le “Giornate di primavera” saranno il primo appuntamento ufficiale per la nuova delegazione goriziana del Fai, dopo che Franca Bardusco Giasone ha ceduto il testimone a Michela Cecotti, che punta in maniera decisa sul ruolo attivo dei giovani nel Fai. «Uno dei nostri primi obiettivi sarà quello di costituire un gruppo giovani» ha annunciato, «e trovo importante che già da questa prima iniziativa alla cinquantina di aspiranti ciceroni siano affiancati i giovani dell’Interact, presenti anche la sera di venerdì 24 quando sarà previsto un momento inaugurale per i soci Fai e i membri del Rotary. La due giorni a villa Codelli e alla cappella di palazzo Cobenzl riprende in definitiva un tema attorno al quale si è già sviluppato l’operato di questa delegazione, è cioè la valorizzazione della storia delle grandi famiglie storiche goriziane. L’esempio di Agostino Codelli e dell’impronta politica che ha avuto nell’inserire e nel sostenere la presenza religiosa a Gorizia è un esempio perfetto, con la donazione dell’attuale arcivescovado e con la riproduzione della cappella di villa Codelli, un piccolo gioiello, interessantissima dal punto di vista architettonico». Costruita per volontà di Agostino nel 1746, la cappella venne acquisita dall’erario alla sua morte. Il palazzo divenne sede della nuova arcidiocesi di Gorizia nel 1751, dopo la divisione dal patriarcato di Aquileia. Risale invece alla metà del ‘500 la villa di Mossa, costruita da Giovanni Cobenzl ed edificata su un sito che in passato fu sede di guarnigioni romane e di un maniero medievale, e oggi si trova al centro di una proprietà agricola che si estende per 50 ettari. Entrambi i siti si potranno visitare sabato 25 e domenica 26 dalle 10 alle 18. Venerdì 24 alle 18.30 concerto di archi nel Folatoio della villa, e domenica 26 alle 18 gran ballo di primavera in costume d’epoca.

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