Ricorso Ssk, motivazioni forzate

Dario Obizzi
L'avvocato Dario Obizzi.
E’ notizia di poche ore fa il rigetto della richiesta di sospensiva del ricorso presentato da quattro cittadini al TAR in merito alla situazione creatasi sulle circoscrizioni cittadine.
Tale decisione, nonostante i comunicati stampa rilasciati dalla Ssk, era nell’aria.
Come avevo gia’ commentato sul mio blog, il ricorso, per come presentato sulle colonne dei giornali, destava alcune perplessità soprattutto di carattere giuridico.
In primo luogo il ripetuto richiamo alla tanto invocata legge 38 per sostenere la illegittimita’ della soppressione dei quartieri, quale realta’ storico-linguistica, mi era da subito sembrata un po’ forzata, nonostante l’espresso riconoscimento dei quattro quartieri sloveni effettuato dal DPR 12 settembre 2007. Non ritenevo e tuttora non ritengo, in sostanza, che il venir meno delle circoscrizioni di decentramento comporti di per se stesso un vulnus irrimediabile alla tutela riconosciuta alla minoranza slovena.
Va sottolineato infatti che l’abolizione delle circoscrizioni, dovuta ad una norma di legge regionale (e non al consiglio comunale che, sul punto, ha comunque e legittimamente votato), non ha alcuna conseguenza o effetto sull’esistenza dei quartieri. La circoscrizione e’ infatti cosa ben diversa dal quartiere e, quasi sempre, non coincide con lo stesso. La circoscrizione e’ definita dal TUEL: le circoscrizioni di decentramento sono organismi di partecipazione, di consultazione e di gestione di servizi di base, nonché di esercizio delle funzioni delegate dal comune. Il quartiere e’ invece una zona di una città distinta per particolari caratteristiche topografiche, economiche, funzionali, storiche. Quindi il numero, l’estensione e la composizione dei quartieri puo’ differire da quello delle circoscrizioni, organismo – come appena detto – facoltativo. Pertanto l’abolizione delle circoscrizioni non ha ne’ può avere alcun effetto e pregiudizio sulla vita dei quartieri e quindi non incide sulla tutela della minoranza linguistica ex legge n. 38.
Un altro punto delicato su cui mi ero soffermato, ed anche questo strettamente giuridico, era quello della votazione finale in consiglio comunale che, di fatto, ha sancito la fine delle circoscrizioni cittadine. Mi risulta difficile ritenere illegittimo quanto accaduto nel corso del consiglio comunale durante il quale la proposta di creazione di quattro circoscrizioni (quella presentata da Gentile per intendersi) e’ stata votata senza ottenere il numero richiesto (tra l’altro i due ricorrenti-consiglieri comunali non erano presenti al momento del voto). Il consiglio doveva forse approvare per forza almeno un progetto che conservasse quattro circoscrizioni? Ma allora perche’ la minoranza non ha votato o votato contro? Oppure le nuove quattro circoscrizioni dovevano essere blindate, tali da garantire (ma in quale modo e deciso da chi?) la tutela della minoranza? E allora quale era la suddivisione da fare? Quella che attribuisce una circoscrizione per ciascun singolo quartiere ove e’ presente la minoranza slovena? Ma così facendo, avremmo dovuto creare almeno cinque circoscrizioni cittadine (quattro per ciascun quartiere a minoranza slovena ed una per tutti gli altri quartieri della citta’), violando la legge regionale!
Aspetteremo allora la decisione del TAR nel merito per capire qualcosa di più su questa strana vicenda.

Dario Obizzi

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *