Ricordo e rivendicazioni

Anche il Consiglio regionale ha ricordato il tragico terremoto del 6 maggio 1976.Ricordo,commemorazione delle vittime e rivendicazione di quanto fatto da Regione e enti locali,grazie anche a quella autonomia e specialita’ che oggi si vorrebbe intaccare in preda a un assurdo neo centralismo.Concetti ribaditi nel suo accorato intervento da Franco Iacop,presidente dell’assemblea del Friuli Venezia Giulia.La ricostruzione diretta-ha detto-“e’ stata la prima investitura alle Regioni di un compito tanto importante quanto complesso,che in occasione di altre calamita’ naturali era stato gestito a livello centrale,il piu’ delle volte con esiti incerti se non proprio negativi”.La collaborazione di tutti,indubbiamente aiuto'”ma in quel drammatico momento-ha proseguito Iacop-furono armi vincenti la coesione di tutte le forze politiche e la volonta’ comune di superare i tanti ostacoli,anche burocratici,che impedivano una tempestiva,corretta e funzionale ricostruzione”.Chiaramente la perfetta sinergia tra Stato e Regione ha prodotto interventi legislativi che “hanno anticipato i principi del federalismo,e rafforzato e valorizzato il ruolo degli enti locali”.Ma Iacop ha avuto parole di elogio anche per i friulani che “in quel terribile frangente diedero prova di saper reagire,rialzarono la testa e iniziarono a rifare di nuovo tutto,per spazzare via i segni della tragedia,con il fermo convincimento che la ricostruzione di case e industrie doveva avvenire negli stessi luoghi”.Una serie di considerazione che nel ricordo hanno portato alle rivendicazioni.”Ricordare la rinascita delle zone colpite dal sisma-ha concluso Iacop-diventa un impegno collettivo per rivendicare gli straordinari risultati che l’autonomia e la specialita’ della nostra Regione ha ottenuto e dimostrato con i fatti in cinquanta anni di attivita’”.L’ennesimo monito allo Stato,che in preda a un assurdo neo centralismo,sta tentando di ridimensionare senza preoccuparsi di quanto abbia dato il Friuli Venezia Giulia e quanto potra’ ancora dare oggi che e’ baricentrico rispetto ai Paesi del Centro Europa entrati nella Ue.

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