«Restauriamo la nostra fede»

Si sono divise tra la cattedrale e la chiesa di Sant’Ignazio, come avvenuto già per le festività dello scorso Natale, le celebrazioni della Santa Pasqua presiedute dall’arcivescovo di Gorizia Carlo Roberto Maria Redaelli. «Chi di voi ha avuto il dono di recarsi in Terra Santa e di entrare nella basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme» ha detto l’arcivescovo nell’omelia di questa mattina, «ricorderà certamente con emozione la visita all’edicola del Sepolcro posta al centro della basilica. Ricorderà anche che quell’edicola era sostenuta da decenni da una impalcatura di ferro. Dallo scorso anno, con l’accordo di tutte le confessioni cristiane competenti, si sono avviati degli importanti lavori di restauro, da poco conclusi, che sembrano aver fatto ritrovare la lastra di pietra su cui è stato deposto il corpo di Gesù. Lavori di restauro sull’edicola del Sepolcro… E se ci impegnassimo in lavori di restauro della nostra fede cristiana e lo facessimo proprio in questa Pasqua che vede, tra l’altro, la coincidenza di data tra la Pasqua cattolica, ortodossa ed ebraica? Una fede, la nostra, che o è pasquale oppure non è fede». «Vorrei che tutti ci impegnassimo in questo “restauro” pasquale della nostra fede» ha spiegato Redaelli, «credere davvero in Gesù risorto, testimoniarlo agli altri, vivere il Vangelo come persone che già sperimentano la potenza della risurrezione».

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