Rapine, due in carcere

In manette gli autori delle rapine della scorsa settimana tra le provincie di Gorizia e Udine. I due, Stefano Furlan, classe 1983 di Monfalcone, e Fabio Visintin, classe 1980 suo concittadino, sono stati arrestati dai Carabinieri di Gorizia, in seguito alle indagini condotte in seno alla Compagnia Carabinieri di Gradisca, i primi ad intervenire sul posto in seguito alle rapine. I fatti risalgono alla notte del 19 novembre, quando i due, a bordo di un suv Discovery di colore scuro, hanno rapinato tre locali dell’Isontino, rispettivamente a Sagrado, Redipuglia e Monfalcone, quest’ultima non andata a buon fine, e uno a Villa Vicentina, tutte effettuate in circa due ore e mezza, in un arco temporale che va dalla mezzanotte e un quarto alle 2.50, per un bottino complessivo che si aggira tra i 500 e i 600 euro. L’arresto è stato confermato dal Gip del tribunale di Gorizia, Cicero, su richiesta del Pm Iozzi, in seguito al rinvenimento delle prove della rapine, tra cui l’arma, un coltello da cucina con cui il malvivente che a turno faceva irruzione nel locale minacciava i gestori, e gli indumenti utilizzati nel corso delle rapine, tra questi anche i foulard con cui i due si coprivano il volto, riconosciuti anche dai gestori dei locali rapinati. Ma ad avere i contorni di un thriller è stata la svolta delle indagini, arrivata grazie a un’intuizione dei carabinieri di Gradisca, in collaborazione con il Nucleo investigativo di Gorizia e il commissariato di Polizia di Monfalcone, in seguito alla brutale aggressione perpetrata sempre dal Furlan e dal Visintin nei confronti di un loro coetaneo, A.S. le iniziali fornite dagli inquirenti, palermitano ma da tempo residente a Monfalcone. I fatti in questo caso risalgono alla notte successiva alle quattro rapine, quindi il 20 novembre. I due avrebbero attirato il giovane palermitano in un’area verde di via Liguria, a Fogliano Redipuglia, di proprietà del Furlan. Il movente dell’aggressione sarebbe legato al mondo della tossicodipendenza, e in particolare all’acquisto finito male di un quantitativo di cocaina. L’aggredito avrebbe rifiutato anche l’acquisto di un quantitativo minore di sostanze, e a quel punto sarebbe scattata l’aggressione, con i due malintenzionati armati di una accetta (con la quale lo colpivano però dalla parte del manico), e di una roncola, con la quale invece il giovane è stato ferito alla testa e alla gola, riportando un taglio profondo fino a pochi millimetri dalla carotide, e diversi tagli sulle braccia. Il giovane sarebbe riuscito a reagire, provocando alcune ferite anche ai due malviventi, ma scatenandone una reazione ancora più violenta. A quel punto, mentre il Visintin fuggiva dal luogo dell’aggressione, il Furlan restava accanto all’aggredito dichiarando alle forze dell’ordine arrivate sul posto di essere stato lui stesso aggredito da una terza persona. Il tutto per sviare le indagini. La verità è venuta a galla grazie a un momento di lucidità dell’aggredito che, durante il viaggio in ambulanza verso l’ospedale di Trieste, raccontava i dettagli dell’accaduto al personale medico, che a sua volta ha informato gli inquirenti. L’aggredito, operato d’urgenza, non è più in pericolo di vita.

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