Questa me la spieghi #2: Dalla A1 alla Z, breve storia di un declino cestistico in nove stagioni

Come sia stato possibile in pochi lo sanno, anche se in molti lo immaginano. Un irreale declino, non solo dal punto di vista del gioco e dei risultati, ma anche da quello economico e di partecipazione degli appassionati, che ha visto protagonista la prima squadra di basket cittadina: la (Nuova) Pallacanestro Gorizia.

Era il 28 maggio 1998, quando al PalaBigot di via delle Grappate la Pallacanestro Gorizia si giocava, contro la sportivamente odiata Pallacanestro Trieste, la finale playoff del campionato di A2. Davanti a più di 5.000 spettatori, la Pallacanestro Gorizia si impose in quello storico derby regionale e si garantì un posto per il campionato di A1, massima serie del Basket nazionale, per la stagione seguente.

Da quella notte indimenticabile sono passati dodici anni, moltissimi giocatori hanno calcato il parquet del Palasport goriziano, ma sempre meno tifosi hanno occupato le gradinate.

La gestione Terraneo (storico presidente dell’ultima promozione) sembra lontana anni luce, a causa soprattutto delle gestioni successive che, a onor del campo, non hanno saputo ridonare alla Nuova Pallacanestro Gorizia la gloria passata. Massimo Paniccia prima (Solari Gorizia) e l’avvocato goriziano Enrico Agostinis poi, hanno condotto una gestione societaria senz’altro attenta, ma mancante di uno sponsor importante e di personale societario all’altezza delle ambizioni.

La situazione che tutti noi appassionati di basket stiamo vivendo in questi giorni è soltanto la fine di una corsa che mai, da dodici anni a questa parte, ha avuto un obiettivo reale e, fattore ancor più importante, raggiungibile.

Una squadra senza vivaio significa una società senza ambizioni. Se poi ci tornassero in mente i giovani che hanno calcato (non solo negli “anni d’oro”) i parquet isontini, da Pecile a Lamma, passando per i giovanissimi Candussi, Turel e Fabio Mian, la nostalgia del grande basket si fa sentire ancora di più.

C’è poi da dire che, tra le piazze storiche del basket nazionale, siamo stati in buona compagnia. Così come la vicina Trieste, che dopo aver vissuto un passato glorioso si è ritrovata a lottare in serie minori, le due maggiori compagini bolognesi hanno recentemente affrontato tempi bui. Dico affrontato perché ne sono usciti, chi meglio e chi peggio: rispettivamente la Virtus, dopo due stagioni in LegaDue ha guadagnato la promozione il LegaA, mentre la Fortitudo, dopo le prime due stagioni di purgatorio in A Dilettanti e in LegaDue, è stata iscritta, per motivi economici, al campionato di B Dilettanti. Nulla, confrontato con le gloriose storie delle due società, ma pur sempre qualcosa che aiuti a lasciare intatto l’affetto dei tifosi e degli appassionati.

È possibile augurarsi una soluzione simile anche per la Pallacanestro Gorizia? Finché non esisterà un vivaio e non sarà presente un forte investimento, no. Nella maniera più assoluta.

Ora, in questa città che ha da sempre vissuto “a pane e basket”, resterà solo il pane.

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