Questa me la spieghi #1: Ore 21, concerto interrotto al Caffè Unione.

Prima puntata della rubrica Questa me la spieghi, curata da Alessandro Caragnano, che prenderà in esame le notizie più stravaganti dalla cronaca locale per cercare di capire e di farvi capire meglio cosa c’è dietro.

Le alte temperature estive ci stavano da qualche giorno lasciando, era una delle ultime occasioni per vivere in maniche corte la caratteristica spensieratezza delle sere d’estate, domenica 29 agosto poteva essere una serata come tante, vissuta all’insegna del divertimento e di un buon calice.

Erano pressappoco le 21 e in via Garibaldi era tutto pronto per il concerto, il motore dell’allegria era già scaldato da un aperitivo, il gruppo musicale stava provando, le persone si stavano raccogliendo attorno ai musicisti. Si inizia a suonare e iniziano le lamentele.

Sarà il genere musicale sbagliato, direte voi. Macché, cosa sarebbe stato più azzeccato in una serata come quella di un trascinante ritmo latino americano? Il problema non era la musica.

Seconda ipotesi: volumi assordanti. Assolutamente no, la musica latino americana non è certo nota per i suoi bassi o per i suoi assoli di batteria. Il suono prodotto da chitarre, fisarmoniche, mandolini, tamburelli e congas non credo sia in grado di disturbare a tal punto da minacciare la quiete pubblica.

Altre ipotesi a me non vengono in mente, se non una, remota certo, ma valutando attentamente la situazione forse la più credibile: che qualcuno lo faccia apposta.

Quando l’orologio batte l’ora (nel nostro caso le 21 erano passate da pochi minuti, il tempo di suonare 3 pezzi), non c’è nulla che freni il dito indice di un improvvisato “eroe della quiete pubblica” a digitare il numero magico e a far intervenire (dopo più di una chiamata, come di norma) una pattuglia della Polizia in via Garibaldi.

Motivi validi? Apparentemente nessuno, come poi riportato dagli stessi tutori dell’ordine e delle quiete pubblica (quelli veri, non quelli improvvisati).

Nonostante tutto, un problema continua ad esserci. Se il nostro “eroe della quiete pubblica” avesse ricomposto il numero a tre cifre, sarebbe automaticamente scattata la denuncia.

“Io avrei fatto continuare il gruppo – ci confessa Rosa Esposito, amministratrice del Palazzo Unione Caffè – ma la denuncia non sarebbe arrivata a me, bensì al proprietario del locale. È stato un peccato perché la serata era splendida”.

Anche se per la serata le autorizzazione erano tutte in regola, non se l’è sentita di mettere nei guai il proprietario o, meglio, di fargli arrivare a casa una denuncia di cui lui non sarebbe stato al corrente.

La musica si spegne in un attimo, ma i malumori restano, e forse sono ancora più chiassosi.

Non è la prima volta che una pattuglia viene chiamata all’azione in via Garibaldi, dove la recente riqualificazione ha fatto sì che divenisse uno dei posti prediletti dai goriziani under30.

Rosa Esposito continuerà per la sua strada, organizzando altri eventi, musicali e non, “magari all’interno, dove il locale è insonorizzato e dove potremo prepararci a qualche evento invernale, mentre d’estate cercheremo di fare più attenzione”.

“Sono grata al Sindaco e all’Assessore Ceretta – conclude la signorina Esposito – per le parole solidali che ho ricevuto”, e dicendo questo le scappa una frase, detta come se fosse un segreto, “anche le signore anziane che vengono a prendere il caffè nel mio bar mi han detto di continuare così”. Anche noi dello staff di Foglio Goriziano ci associamo nel dirti di continuare!

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Le opinioni dei lettori su "Questa me la spieghi #1: Ore 21, concerto interrotto al Caffè Unione."

  1. Il guaio è che il rispetto per chi lavora a Gorizia manca da un pò di tempo. E la cosa è ancora peggiore, quando gli imprenditori in questione sono giovani under 30. Diventa un pò noioso dire le stesse cose quando non c’è nessuno che ascolta e tanto meno capisce, come si dice in certi casi ” non c’è peggior’ sordo, di chi non vuol’ sentire”.

    Comunque, a dirla tutta, l’ordinanza del sindaco parla chiaro, le licenze ci sono ma soprattutto il famigerato “disturbo alla quite pubblica” alle 21.00 mi sembra un pò eccessivo, ci vorrebbe anche un pò di “tolleranza” dalle forze dell’ordine per certe cose, secondo me,
    le misurazioni dei decibel andrebbero fatte a casa di chi fa le richieste, ad un ora “accettabile”a spese dell’ utente che ovviamente non può fare denunce anonime.

    Insomma, non chiedo anarchia, ma solo rispetto per chi lavora, con sacrificio e dedizione, per migliorare un pò la vita di questa “città universitaria”. E se uno su cento si lamenta, beh, in democrazia vale la forza del numero o la forza del singolo ?
    Facciano una raccolta di firme se ne hanno il coraggio, ma difficilmente la faranno !

  2. ma dico io…sembra che Gorizia voglia proprio morire…più volte ho sentito dire da ragazzi goriziani che questa è una città morta, che non c’è vita, non c’è brio… …Ora sento per l’ennesima volta di un concerto annullato, dopo che anch’io con il mio gruppo musicale, quando si pensava a un concerto a Gorizia, ho ricevuto la chiamata di disdetta proprio per paura di lamentele dei residenti…è una situazione molto triste per un ragazzo segretamente innamorato della piccola Gorizia…

    raccolta di firme? perchè no…che se ne faccia portavoce il foglio goriziano no?… ;) io la butto lì…

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