Quartieri, soluzione targata Pd

Sembrava destinato ad essere il caso dell’estate. Sembrava un dilemma dalla difficile soluzione, un intrigo di cavilli legali, un labirinto di volontà celate.
Eppure, il Partito Democratico — o meglio, il suo Circolo Camillo Medeot — ha trovato la soluzione al caso-quartieri. La Regione impone la riduzione da 10 a 4 delle assemblee circoscrizionali? Poco importa, accontentiamoli. E poi si fa di testa nostra.

IL PRESIDENTE. Un fotogramma tratto dal video del Circolo Camillo Medeot che ritrae il presidente, Carlo Andrea Rojic (30).
«Per Gorizia, questa riduzione imposta, determina anche problemi di natura storico-culturale tra realtà molto diverse», ha affermato il Presidente del Circolo Medeot, Carlo Andrea Rojic, che ha poi continuato, «la Regione, con tale norma, tiene effettivamente presente ciò che è previsto nello Statuto comunale della nostra città?». Logicamente no, caro Rojic. Semmai, sarà lo Statuto del nostro comune a dover tener presente quelle che sono le leggi regionali che lo interessano. Mica l’opposto.
Ma ecco la proposta: «si riducano pure a quattro le circoscrizioni, se necessario, garantendo tuttavia un’omogeneità territoriale nell’interesse e nel rispetto delle comunità linguistiche e storiche, ma manteniamo i 10 quartieri come organismi di aggregazione, riferimenti del territorio, punto di connessione tra i cittadini e l’amministrazione pubblica. Un’edizione rinnovata dei vecchi borghi, presenti a Gorizia da oltre cent’anni».
La soluzione, molto italiana, è dunque di avere, come narra la tradizione popolare, la botte piena e la moglie ubriaca. Quattro circoscrizioni “regolari”, nel rispetto delle comunità storiche e linguistiche. Facendo il punto: tre sono le circoscrizioni di minoranza linguistica slovena ed una, Lucinico, di minoranza linguistica friulana. Eccole trovate. Quattro ghetti linguistici e tutti felici. Il resto della città, molto semplicemente, senza circoscrizione. Gorizia, e basta.
Ma il bello arriva ora. Si propone un’edizione rinnovata dei vecchi borghi cittadini, ma senza considerare che gli antichi borghi superano numericamente le attuali circoscrizioni. Gorizia vanterebbe così la bellezza di quattro circoscrizioni-ghetto e una decina abbondante di associazioni di borgo. In uno stesso territorio, immagino ad esempio Lucinico, avremmo dei cittadini secessionisti che si dovrebbero accontentare di una circoscrizione e di un’associazione di borgo. Enti che, tra le altre considerazioni, andrebbero di certo d’amore e d’accordo, nel pieno spirito goriziano.
Non voglio poi discutere l’indiscutibile proposta di regolamentare tali associazioni di borgo dallo Statuto comunale e farle manovrare dai partiti politici locali. L’idea non sta in piedi, ma hanno inventato il volontariato amministrativo.
Nell’intervento del presidente Rojic, distribuito da circolomedeot.it, si fa poi un po’ di storia locale, tasto su cui non si è ancora premuto a sufficienza. «Gorizia», ci ricorda il presidente Rojic, «vive l’esperienza dei consigli circoscrizionali da più di trent’anni e ciò ha avvicinato migliaia di cittadini alla condivisione delle scelte amministrative e gestionali del territorio». Lasciamo perdere la megalomania matematica che continua a colpire i contatori del Partito Democratico.
«I quartieri sono una palestra dove imparare ad amministrare la cosa pubblica», conclude Rojic, «nei quali si sono formati centinaia di amministratori pubblici. I quartieri possono essere considerati come una vera scuola del fare».
Ora, caro Rojic, vorrei che rispondesse ad una domanda. Pure semplice. Sui 132 – dimissioni permettendo – consiglieri circoscrizionali attualmente in carica, quanti non hanno ancora compiuto i 30 anni? Età per niente migliore ad altre, ma certo più adatta a “far palestra”, anche politica.

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