Quartieri, ipotesi consigliere delegato

Cartina circoscrizione
L'attuale suddivisione della città in dieci circoscrizioni.
Il 12 marzo, il Consiglio Comunale di Gorizia, non riuscendo a raggiungere un accordo sulle circoscrizioni, ha di fatto decretato la loro fine amministrativa. Dalla rabbiosa reazione della comunità slovena alla profonda delusione del sindaco Romoli, le reazioni sono state molteplici, e continueranno a far discutere per l’intera campagna elettorale. Perché ora, tolto dalla mente il “sogno” dei Quartieri, resta da definire (e lo resterà per i 5 anni della prossima amministrazione) l’alternativa.
Nonostante i giochi siano fatti, e il tempo a disposizione per ridisegnare la città con 6 circoscrizioni prima del turno elettorale semplicemente non esiste, la ferita della soppressione dei Quartieri brucia ancora. “La comunità più colpita sarà quella slovena – ha dichiarato in una nota la Slovenska Skupnost. Parliamo di un danno enorme alla comunità goriziana e alla cultura democratica della città”. L’accordo, sottolinea la Ssk, non è stato raggiunto a causa della proposta “blindata, inaccettabile e gravemente lesiva per la democrazia, la partecipazione e dei diritti della comunità slovena” presentata dall’assessore al Decentramento, Fabio Gentile, sulla base della quale si discute da circa dodici mesi.
Più lieve la posizione del candidato sindaco del centrosinistra Giuseppe Cingolani (alla quale si accoda il Circolo Medeot), che guardando già alla ricostruzione del decentramento cittadino, ritiene necessario ridare dignità ai Quartieri, tagliando “le inefficienze e gli sprechi”. “È ridicolo che si eliminino le circoscrizioni per tagliare i costi della politica – afferma Cingolani in una nota. I Consigli di Quartiere sono stati per oltre 40 anni un costante punto di riferimento”. Chiare e definite le due proposte di Cingolani per il post-Quartieri: “ribadire l’autonomia statutaria del Comune, calpestata dalla Regione, e recuperare lo spirito originario dei Quartieri, basato sul volontariato”. Il futuro del decentramento, per quanto detto da Cingolani, sarebbe da basarsi sulla presenza di associazioni riconosciute dal Comune, che dovrebbero rispondere ai criteri di “democraticità interna, trasparenza di bilancio, limite di mandati dei presidenti, delimitazioni territoriali, competenze e ruolo amministrativo”.
È invece il sindaco Romoli a proporre, sulla base del modello udinese, il consigliere comunale delegato, che sotituirebbe il ruolo dei Consigli di Quartiere, per la soppressione dei quali anche il primo cittadino ha espresso rammarico. “Sono una grave perdita per la città di Gorizia – ha detto Romoli durante la consegna delle Costituzioni in Campagnuzza. Il mancato accordo tra le parti politiche è stato un brutto segno di incapacità politica”. La proposta del sindaco Romoli per il futuro delle circoscrizioni è una particolare delega da assegnare ad un consigliere comunale per ogni circoscrizioni. Dieci consiglieri, così, dovrebbero prendere il posto dei Consigli di Quartiere, portando a conoscenza dei colleghi e della Giunta le problematiche della circoscrizione di riferimento.

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