«Qualcuno salvi il duca»

Associazioni a caccia di fondi per regalare una nuova giovinezza alla statua del Duca d’Aosta e al vicino lapidario dei caduti del 1° e 4° Stormo. Il sogno, tramutatosi in un dettagliato progetto di recupero e restauro, è quello delle associazioni 4° Stormo e Arma Areonautica, già in contatto con un esperto nel campo del restauro dei beni culturali per un intervento di pulizia, manutenzione e illuminazione dell’area monumentale a cavallo di via Trieste. La statua del duca si erge infatti nell’area dell’aeroporto che porta il suo nome, nel luogo esatto dove un tempo sorgeva la sua palazzina, mentre il lapidario è oggi incastonato nel muro di cinta della caserma della Compagnia di Gorizia della Guardia di finanza, un tempo palazzina ufficiali della Regia Aeronautica e in seguito distaccamento dell’Aeronautica militare. «Ci siamo fatti avanti con Fincantieri, purtroppo senza successo» racconta il presidente dell’associazione 4° Stormo, Renato Cocianni, «ora ci stiamo guardando intorno in cerca di un nuovo soggetto che possa aiutarci in questo sogno. Parliamo di somme comprese tra i 40 e i 45 mila euro». Nello specifico, il preventivo in mano alle associazioni fissa alcune cifre: 14.500 euro per il restauro del monumento, del basamento, dei cippi, della scritta di dedica al Duca d’Aosta e per la sistemazione del muretto e della pavimentazione in graniglia, altri 6 mila per il restauro del lapidario e ulteriori 4 mila euro per le spese del ponteggio necessario all’intervento sulla statua e per la redazione del progetto di restauro. Un importo parziale, dunque, pari a 24.500 euro Iva compresa. Ai quali però bisogna sommare quelli per rifare l’impianto elettrico. «Il rapporto tra Gorizia e il reparto è sempre stato speciale» conclude Cocianni, «quasi tutti i comandanti hanno fatto visita alla nostra città e ci piacerebbe che questa tradizione proseguisse in futuro, nonostante il ricordo di queste pagine di storia stia lentamente morendo tra le generazioni più giovani».

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