Qual è la verità?

La telenovela del San Luigi continua. D’altronde non ci si poteva aspettare altro dal comportamento iniziale e portato avanti dai salesiani. Maestri nella comunicazione, ma soprattutto nel stendere un pietoso velo su una situazione che forse, anche se qualcuno non lo vuole ammettere, interessa un “pochino” pure alla Città. Anche oggi, per essere corretti fino in fondo e informare altrettanto correttamente, per ben tre volte abbiamo chiamato i salesiani, o meglio l’unico di loro rimasto al San Luigi per la notte, e per altrettante volte ci siam sentiti sbattere giù il telefono: educazione, spirito cristiano e da educatori? Pensiamo proprio di no. Forse gli insegnamenti di Papa Bergoglio sono caduti nel vuoto. Volevamo solo sapere alla fonte se fosse vera la notizia se sette poveri minori non accompagnati fossero ospitati nel convitto. E se rimarranno a lungo, e se ne arriveranno altri. Nessuna speculazione, né presa di posizione anche perché sembra che nessuna istituzione fosse stata messa al corrente del trasferimento da Trieste. Insomma, una sorta di omertà inspiegabile. Ma forse il trasferimento è stato concordato con i vertici della onlus triestina già impegnata nel settore,che come ci ha confermato don Vittorio Toninandel, ormai ex direttore del San Luigi, ha già rilevato la gestione subentrando da alcuni giorni proprio ai salesiani di Gorizia. Rimane in capo all’Ispettoria generale di Mestre, invece, come avevamo già riferito nelle ultime settimane, la proprietà della struttura, quasi certamente in attesa che la compravendita con i futuri proprietari del San Luigi vada a buon fine all’inizio del prossimo anno. In conclusione, una vicenda che rimane inspiegabilmente avvolta dal mistero. Così come è accaduto fin dalle prime notizie circa la vendita del convitto. E che ora sta assumendo dei contorni ancora meno chiari. Va ricordato, a onor di cronaca, che se risultasse vero il trasferimento dei giovani richiedenti asilo solamente per motivi di emergenza, e se davvero dovessero fermarsi a Gorizia solamente pochi giorni, sarebbe il secondo caso simile in un anno. Già nel giugno scorso infatti i salesiani ospitarono in via provvisoria una manciata di minori richiedenti asilo non accompagnati. Ma dai salesiani volevamo anche sapere se in futuro, come si vocifera ormai tempo, la struttura verrebbe occupata anche da profughi, magari temporaneamente. E forse sarebbe la cosa più giusta per dare un ricovero ai 150 che si riparano sotto il primo tetto che trovano, sia tetto vero, o di eternit o di cartone. Sarebbe una soluzione anche per i cittadini. Sempre in attesa dell’allegerimento della pressione in Città, promessa in una mega conferenza stampa della Regione, di veder dopo mesi e mesi finalmente risolto il mega galattico progetto di accoglienza diffusa, l’altro dell’integrazione, che continuano ad essere solo nei sogni di chi di dovere. Per quanto riguarda i salesiani, infine, ci auguriamo che prima o poi si degnino di raccontare alla Città la verità.

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