PROVINCIALI2011: I TRE PROGRAMMI

A meno di 24 ore dal voto, raccogliamo qui i programmi elettorali di Enrico Gherghetta, Stefano Cosma e Simonetta Vecchi, i tre candidati alla presidenza della Provincia di Gorizia per il voto di domani e lunedì.
Leggi il programma di Enrico Gherghetta.
Leggi il programma di Stefano Cosma.
Leggi il programma di Simonetta Vecchi.

ENRICO GHERGHETTA (Fiume, 1957)


Vogliamo una provincia di Gorizia che non abbia l’assillo della difesa. Un luogo bello, sano ed ecologico. Dove tutti vengono considerati persone e non numeri, dove chi non ce la fa, venga aiutato.
Vogliamo una provincia nella quale i suoi abitanti, le imprese, le istituzioni, i giovani, guardino con fiducia al futuro. Costruiscano progetti. Crescano economicamente e culturalmente. Sappiano guardare oltre. Accettino fino in fondo la sfida dell’Europa.
Vogliamo una provincia forte e unita per vincere la crisi e costruire un nuovo modello di sviluppo.
Vogliamo una provincia europea, perché l’Europa è il nostro presente.
Vogliamo poter dire sempre che non abbiamo un territorio da difendere, abbiamo un territorio da aprire.

MENO BUROCRAZIA E PIU’ CITTADINO

Il federalismo non è una mera ripartizioni di poteri tra le istituzioni, ma ha l’obiettivo di rendere il cittadino consapevole e sovrano.
Il federalismo fiscale ha senso se riduce le tasse a cittadini e imprese e se combatte con più forza l’evasione fiscale, altrimenti è solo uno spostamento di ufficio esattoriale.
La Repubblica è formata dai Comuni, dalle Province, dalle Regioni e dallo Stato, equiordinati tra loro: noi non siamo un ente periferico ma, assieme ai Comuni, la Repubblica più vicina ai cittadini.
Questo è previsto dalla nostra Costituzione, che è nata dalla Resistenza e con i suoi principi e i valori che enuncia è la più bella del mondo.

Non ci serve questa Regione: vogliamo una Regione leggera, con meno consiglieri e meno dipendenti, senza soldi da erogare direttamente ne attività amministrative da gestire, senza leggi di spesa e solo programmazione e indirizzo.
La Provincia oltre a svolgere il naturale ruolo di coordinamento e supporto alle realtà locali, ha un preciso ruolo di area vasta che va sostenuto e rafforzato.

Per ridurre le spese inutili vanno favorire tutte le forme di integrazione e collaborazione istituzionali, eliminata la miriade di enti pubblici e privati, ridato peso e ruolo a Comuni e Province, ridotto il costo della politica che deve tornare a essere passione ed esempio di vita e non più carriera.
Per una nuova idea di democrazia va facilitato il protagonismo dei cittadini, delle associazioni e delle imprese alla pubblica amministrazione, secondo il principio della cittadinanza attiva.
Se a casa tua non governi acqua, rifiuti e trasporti, allora non è casa tua.
Comuni e Province devono difendere i cittadini nella erogazione di tali servizi.

Chi lavora e paga le tasse deve avere il diritto al voto amministrativo. Questo vale per tutti, compresi gli stranieri, altrimenti è un diritto negato.
Serve una Provincia aperta a tutte le idee di cambiamento e chiusa a tutti i pregiudizi e divisioni, siano essi linguistici o territoriali.
Una Provincia unita e al servizio di tutti che valorizza il grande patrimonio professionale dei suoi dipendenti pubblici.

UNA MODERNA AREA VASTA

Chi dice che la Provincia ha quattro cose da fare non sa di cosa parla.
L’ente Provincia ha tutta una serie di competenze di area vasta che gli derivano dalle leggi regionali: alcune sono esclusive, altre sono in comune con i Comuni e la Regione.
Il loro numero è cresciuto molto in questi anni, non esiste più la Provincia di 5 anni fa.
Ricordiamone alcune:
· lavoro, centri per l’impiego e contributi alle imprese;
· sviluppo, direzione e funzionamento patto per lo sviluppo;
· ambiente, autorizzazioni emissioni atmosfera, scarichi, inquinamento luminoso, amianto, agenda 21 ecc.;
· energia, fotovoltaico e solare, impianti di produzione e distribuzione di determinate dimensioni;
· acqua, direzione e governo AATO;
· rifiuti, pianificazione rsu, speciali, inerti ecc.;
· caccia;
· polizia provinciale;
· musei, unica provincia in Italia ad avere Musei, grandi mostre;
· comunità linguistiche, sloveno e friulano, parlate locali;
· pari opportunità, consigliere di parità;
· immigrazione, piano provinciale;
· consulta provinciale volontariato;
· disabilità, CISI, contributi cooperazione sociale, inserimento assistito sul lavoro;
· diritto allo studio, contributi acquisto libri e scuole parificate;
· forum giovani provinciale;
· cooperazione decentrata;
· piano per l’impiantistica sportiva;
· strade provinciali, 150 km di strade provinciali;
· trasporti, programmazione trasporto pubblico, realizzazione poli intermodali;
· motorizzazione civile;
· scuole superiori, edilizia e programmazione;
· turismo, marketing Collio, Carso 2014+, agriturismi, promozione;
· agricoltura, PIT, Gal Carso, tavolo verde;
· ex Comunità Montana del Carso e ex Comunità Montana del Collio;
· miriadi di contributi sulla promozione culturale, sportiva e associativa previsti da legge.
Questo programma indica puntualmente le azioni e i programmi che intendiamo svolgere.

VINCERE LA CRISI

Assistiamo ad un grande cambiamento. Siamo un territorio che ha visto cadere i confini e con essi la nostra economia assistita e statalista. Subiamo una pesante fiscalità di svantaggio e di costo del lavoro con i Paesi dell’Est.
La crisi sta spostando risorse e produzioni nei paesi emergenti, le nostre fabbriche rischiano di chiudere. Gli antichi strumenti assistenziali non esistono più. Bisogna investire nell’innovazione e nel futuro. Per vincere la crisi abbiamo bisogno di coraggio, buon senso e più innovazione del sistema.
Abbiamo bisogno di meno litigiosità e più idee giovani.
Grandi progetti ci riguardano, come il Superporto, la Tav, la via di Gorizia, il Parco commerciale di Villesse. Grandi cambiamenti sociali ci coinvolgono, immigrazione, espansione di un lavoro sempre più precario anche tra i liberi professionisti, paura del domani occupazionale, invecchiamento della popolazione. Il mondo è in affanno, dobbiamo passare da una economia della crescita a una economia della sostenibilità.
In questo contesto i nostri vantaggi sono:
1. Il porto più al nord del Mediterraneo, e quindi quello più vicino al centro Europa
2. La prima pianura provenendo da est, assieme alla valle del Vipaco e alla bassa pianura friulana, luogo naturale di insediamenti produttivi e di commerci
3. La via di Gorizia, ovvero l’unico valico di pianura delle Alpi, dove far passare infrastrutture viarie senza danni ambientali
4. La terza Provincia italiana per sicurezza criminale, e quindi luogo tranquillo per investimenti sicuri
5. La Provincia dell’integrazione che ha imparato dalla storia del confine mobile a far convivere gruppi e culture diverse. Chi più integra, più cresce

Attrarre capitali è il nostro primo e fondamentale impegno: per creare nuove opportunità di lavoro qualificato, stabile che crei ricchezza, superando tutte le forme di insicurezza e precarizzazione; per creare un modello di sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente.
Serve un “Progetto Impresa”, rivolto soprattutto alle PMI, radicato nel territorio che risponda a semplici domande che riguardano chi vuol mettere su impresa:
· l’idea, ovvero dove va il mercato,
· il luogo, ovvero l’area e il capannone dove aprire l’attività,
· il personale, ovvero la formazione della manodopera specializzata e gli incentivi alle assunzioni,
· i soldi, ovvero il sistema del credito e dei contributi,
· i partner, ovvero le relazioni locali o internazionali per stare dentro i processi di internazionalizzazione,
· l’innovazione e ricerca, ovvero le opportunità del territorio,
· meno burocrazia, ovvero come fare a muoversi nella giungla, lo sportello unico, forme di appalto veloce,
· ambiente facile, ovvero responsabilità ambientale dell’impresa,
· un profitto umano, ovvero responsabilità sociale dell’impresa.

Non vogliamo ricatti economici ed occupazionali di alcun tipo, a chi viene qui chiediamo solamente il rispetto delle leggi, delle persone e il rispetto dell’ambiente: la nostra “Civil Law”.

1. Tenere insieme sviluppo e identità, in una comunità aperta.
2. No al nucleare, né qui e né altrove.
3. No al ricatto del lavoro.
4. Si alla riduzione del divario fiscale italo – sloveno.
5. Potenziare l’asse dal mare all’est europeo, la via di Gorizia.
6. Realizzazione di un masterplan sul futuro, che sia a base di una pianificazione strategica condivisa con il territorio, che recuperi e aggiorni i piani sviluppati in questi anni dalla Provincia, e definisca ambiti e scelte del territorio provinciale del domani.
7. In una visione di più ampio respiro, tale masterplan potrebbe diventare il piano strategico di EureGo (europrovincia isontina) e potrebbe essere supportato da Transland (ufficio unico tra EELL di pianificazione provinciale). Tre strumenti solidi a disposizione del Patto per lo Sviluppo che in questo senso diventa una vera Agenzia territoriale.
8. Adeguamento quindi del Protocollo transfrontaliero e sua unione con il Patto per lo Sviluppo.
9. Indirizzo base industria: uno sviluppo equo-sostenibile dell’area geopolitica transfrontaliera mirato sulla nostra green economy.
10. Indirizzo base turismo: una offerta turistica integrata soft, dal Collio al Carso, da Grado alla nautica, dall’Isonzo alla storia, passando per l’enogastronomia e l’ambiente, Isontino terra del benessere:
· unità del turismo provinciale, promozione unica,
· completamento e allargamento Carso 2014+,
· progetto Isonzo,
· masterplan del litorale,
· favorire punti di promozione turistica,
· valorizzazione prodotti tipici locali,
· rete provinciale delle enoteche.
11. Indirizzo base agricoltura: filiera corta e di qualità, centralità del territorio e del paesaggio in un’ottica di distretto rurale:
· favorire il recupero di terreni incolti e/o abbandonati;
· forte protagonismo e partecipazione al Piano di sviluppo rurale, con i suoi 4 PIT e le sue 3 azioni collettive, e con il GAL Carso;
· difesa e valorizzazione del prodotto locale e del settore vitivinicolo;
· sostegno agriturismo;
· realizzazione di Punti promozione territorio, in collaborazione con le associazioni di categoria degli agricoltori;
· estensione dell’irrigazione;
· Provincia free OGM e certificazione del percorso prodotti.
12. Qualificazione della presenza universitaria e formativa sul nostro territorio e suo collegamento con il mondo del lavoro.
13. Approfondimento economico:
· valorizzazione dei nostri 5 piccoli ma significativi vantaggi al fine di difendere l’apparato produttivo e attrarre nuovi capitali,
· Progetto Impresa, con particolare attenzione alla cooperazione sociale, all’artigianato e alle PMI,
· Progetto lavoro indipendente, per: elevare la qualità dell’offerta professionale come condizione per una migliore qualità del sistema; offrire un servizio utile di “accrediti” obbligatori che non penalizzi i giovani liberi professionisti,
· modernità e condivisione nelle infrastrutture a cominciare da quelle esistenti,
· network ed estensione delle aree produttive,
· bassi costi dell’energia e dei servizi,
· occupazione transfrontaliera e estensione dei meccanismi di protezione sociale a sostegno delle persone che rischiano la perdita del lavoro,
· estensione dei meccanismi di garanzia del credito per le piccole e medie imprese, che per noi significa Fondo Gorizia e nuovo ruolo del credito regionale.
14. Ricerca e costruzione di forme unitarie provinciali di governance:
· nell’industria – collaborazione spinta tra Consorzi industriali con l’obiettivo di arrivare ad un unico Consorzio;
· nel turismo – una nuova collaborazione pubblico privato all’insegna dello sviluppo e promozione del territorio, “Isontino terra del benessere”;
· nel fare impresa PMI – crescita della “casa dell’impresa”, scuola di impresa per giovani;
· nell’agricoltura – il tavolo verde e la collaborazione con le associazioni di categoria;
· nelle professioni – progetto lavoro indipendente, analisi delle problematiche delle professioni, delle “partite IVA” e dei collaboratori a progetto con l’istituzione di un Tavolo dedicato.
15. Velocità e certezza di tempi nella esecuzione opere pubbliche – Task force e cronoprogramma in internet, attenzione alle ditte locali.
16. Estensione della banda larga per realizzare una Provincia digitale (ADSL anche nei piccoli comuni e diffusione hot spot). In particolare si prevede la creazione di un centinaio di hot spot, con wi-fi gratis, collocati in tutto il territorio presso gli esercizi pubblici e/o presso gli edifici dei Comuni, sotto una unica rete della Provincia. Va verificata anche la collocazione sui bus.

UNA PROVINCIA BELLA, SANA ED ECOLOGICA

La nostra è una bella Provincia. La qualità della vita è sicuramente migliore che da altre parti, vuoi per la qualità di servizi, vuoi per la vicinanza del mare e della montagna. Geograficamente siamo collocati in una posizione ottimale. Dobbiamo valorizzare tali bellezze e porre attenzione nelle scelte di pianificazione territoriale in modo che la Provincia, di concerto con i Comuni, favorisca una gestione del territorio omogenea e accurata: concertazione e trasparenza come metodo permanente. No a una economia che divora il territorio. L’ambiente ha bisogno di area vasta.
I grandi progetti che interessano il territorio devono interagire con tutto ciò. L’uso abituale di Agenda 21, la responsabilità ambientale delle imprese, non sono un ostacolo allo sviluppo ma strumenti di uno sviluppo nuovo.
L’economia del mare, l’energia dal sole, l’acqua pubblica, il riciclo dei rifiuti e i collegamenti con l’est sono le grandi risorse naturali a nostra disposizione: la nostra green economy.
Oltre a consentire di migliorare la qualità della vita, tutto ciò rappresenta un fattore decisivo di competitività delle imprese e dei sistemi territoriali.

1. No al nucleare, nè qui nè altrove.
2. Promozione di azioni in favore della sicurezza e ambientalizzazione della CTE di Monfalcone.
3. Avanti con il progetto Eco-Provincia sugli edifici provinciali, trasformazione di tutte le caldaie a metano, i primi impianti di teleriscaldamento, analisi delle dispersioni termiche degli edifici, progetto contro la dispersione termica, progetto dell’uso dei tetti per energia alternativa, wi-fi gratis nelle scuole.
4. Indirizzo base fotovoltaico: nascita tavolo energia; promozione di forme di collaborazione nella ricerca e innovazione sul terreno delle energie rinnovabili; priorità all’insediamento sui tetti, mentre a terra solo sulla base di un piano condiviso con comuni, associazioni di categoria dell’agricoltura e associazioni ambientaliste.
5. Promuovere una filiera educativa sui temi dell’energia nel settore scolastico e negli enti di formazione professionale: giudizio positivo sul progetto di parco delle energie rinnovabili e dell’architettura sostenibile.
6. Energia dal sole, incentivi della Provincia per impianti fotovoltaici e per pannelli solari nei tetti delle abitazioni con attenzione agli aspetti paesaggistici.
7. Promuovere la bioedilizia e il risparmio energetico attraverso la formazione degli addetti e realizzando progetti pilota.
8. Promuovere l’interramento degli elettrodotti esistenti e favorire la presenza esclusiva di strutture interrate.
9. Favorire la ricollocazione degli impianti radio-televisivi sul San Michele.
10. Casa: sostenere l’edilizia residenziale pubblica nel rispetto della specificità del territorio; maggior collegamento con i propri rappresentanti in Ater; indirizzo contro l’alienazione del patrimonio pubblico e per la promozione del recupero; creazione un Osservatorio Provinciale Casa; realizzazione Conferenza Provinciale di concerto con i Comuni.
11. Valorizzazione e promozione dei borghi rurali e delle bellezze naturali attraverso un documento paesaggistico provinciale.
12. Sostegno e valorizzazione parchi, oasi ambientali, aree protette e riserve presenti sul territorio e promozione del turismo ecologico.
13. Valorizzazione ambientale e turistica dei fiumi e torrenti minori, con particolare attenzione al Vipacco.
14. Promuovere il Parco internazionale del Carso, dal Carso a Cherso.
15. Realizzazione Piano di manutenzione Isonzo in accordo con l’ATO acqua per avere una risposta definitiva su argini, ghiaie e golene, e realizzazione del Progetto Isonzo per un fiume pulito, sicuro, fruibile, che vuol dire anche pista ciclabile dalle sorgenti alla foce e niente problemi a Marina Julia. Giornata internazionale dell’Isonzo.
16. Difesa dell’acqua pubblica come bene dell’umanità, sostegno al SI al referendum, contenimento tariffe sempre attorno a 1€ per mille litri.
17. Economia del mare, progetto masterplan del litorale che dia una visione unitaria dell’offerta produttiva, turistica e ambientale:
· sostegno alla crescita del porto di Monfalcone e alla presenza di aree produttive a ridosso;
· sostegno alle azioni tese a creare una cantieristica sempre più moderna e sicura;
· turismo nautico – più posti barca;
· turismo balneare – SI a investimenti ecosostenibili a Grado;
· oasi ambientali – più fondi per la gestione da parte della Regione;
· pesca e itticoltura – regole certe.
18. Applicazione nuovo Programma Provinciale dei rifiuti, puntando sul riciclo totale rifiuti anche con impianti rifiuti zero del tipo Vedelago.
19. Nessuna previsione di nuove discariche e/o inceneritori e attenzione permanente a tutte le novità tecnologiche nel settore.
20. Realizzazione della tariffa unica provinciale sui rifiuti, modulata sui singoli consumi e con la riduzione delle tariffe del 2% all’anno.
21. Contributi ai Comuni per la realizzazione di ecopiazzole moderne, come da Programma rifiuti.
22. Graduale eliminazione dei vari siti inquinati e attenzione a tutti gli inquinamenti, naturali o artificiali (radon, rumore, aria, campi magnetici, falde, diossina ecc.).
23. Piano provinciale dei grandi inquinamenti visivi e adeguamento degli impianti di pubblica illuminazione in accordo con i Comuni.
24. Continuare con i progetti mirati Microhabitat.
25. Continuare con i contributi della Provincia alle famiglie per eliminare l’amianto ancora presente sul territorio con l’obbiettivo di renderne la Provincia definitivamente libera.
26. Prosecuzione nella realizzazione della rete provinciale di piste ciclabili, verificando l’utilizzo di materiali riciclati.
27. Sostegno alla caccia di qualità. Il cacciatore sempre più responsabile del territorio e amico dell’agricoltura.
28. Maggiore coinvolgimento dei cacciatori nella pianificazione e nella gestione del territorio, anche tramite Agenda 21.
29. Rinnovata commissione provinciale per la caccia.
30. Gestione venatoria del cervo in Collio e gestione venatoria del cinghiale con l’obiettivo di limitare i danni all’agricoltura.

PER UN MONDO DI PERSONE

Il mondo è fatto di persone ma noi preferiamo considerare ogni persona un mondo.
È il tema dei diritti, delle pari opportunità, dei bisogni primari da assicurare, dei nuovi livelli di cittadinanza, delle libertà eguali, ma soprattutto è il tema di una società dove ciascuno deve essere trattato come persona e non come numero e dove chi è in difficoltà possa trovare sostegno adeguato.
Sono troppe le famiglie che oggi non arrivano a fine mese.
Nessuno deve essere lasciato solo, nessuno deve sentirsi solo.
Includere e non escludere, aprire e non chiudere, buttare giù i muri e non alzarli. Vogliamo una provincia ospitale e accogliente. Vogliamo una politica dei diritti come lealtà civile da condividere e rispettare, anche sui temi etici.
Il tessuto associativo in provincia, per lo più su base volontaria, è un patrimonio ingente, da valorizzare, da utilizzare, da sostenere.
L’impegno sullo sport come modello di vita e di salute deve rappresentare una priorità di intervento.

1. La nostra eccellenza si chiama solidarietà.
2. Le differenze devono essere un valore ed una ricchezza, la nostra vuole essere una comunità aperta e accogliente.
3. Potenziare il ruolo socio – assistenziale e socio sanitario territoriale della Provincia.
4. Mantenere e potenziare il CISI e il SIL con l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
5. Continuare nell’impegno a favore dei disabili: migliori forme di trasporto pubblico e privato; eliminazione barriere architettoniche; pratica sportiva; collaborazione con le associazioni su progetti mirati.
6. Favorire la riapertura dell’Ospizio Marino e promuovere l’attrazione riabilitativa e climatica di Grado.
7. Impresa sociale: più cooperazione sociale, più cooperative forti, più assunzioni di persone disabili e svantaggiate. Far crescere il settore, ancora debole e chiuso, attraverso convenzioni con gli EELL e apertura del sistema a nuovi soggetti di nuova creazione.
8. In materia di sanità, nel rispetto delle competenze dell’assemblea dei Sindaci, operare per il mantenimento e rilancio dell’ASS n. 2 isontina, per l’integrazione tra ospedale e territorio, contro questa idea di area vasta, per l’ospedale unico su due sedi, per entrambi i punti nascita e per concrete forme di collaborazione trasfrontaliera con la vicina Slovenia.
9. Sostegno al riconoscimento presso il Ministero della Salute del “metodo Zamboni” e attenzione agli sviluppi sulle ricerche relative alla correlazione tra sclerosi multipla e Ccsvi (insufficienza venosa cronica cerebrospinale).
10. Sostegno al testamento biologico, convenzione con i Notai per l’utilizzo dell’amministratore di sostegno, sito di informazione e consigli per l’uso.
11. Venire incontro ai problemi degli anziani attraverso il Protocollo provinciale con le associazioni dei pensionati.
12. Favorire politiche contro la violenza sulle donne e sui minori: progetto “una casa per ricominciare”.
13. Favorire politiche verso la famiglia e la genitorialità: progetto “carta bimbo”. Sostegno alle banche del tempo.
14. Nuovo progetto GAF (giovani alla frontiera): forum giovani; centri giovani; overnight; wi-fi gratis; DVD forum; palio teatrale; tirocini; viaggi in Europa; lingue straniere; scuola di impresa, concerti e rassegne musicali; ecc.
15. Promuovere le pari opportunità: incarichi; consigliera di parità; bilancio di genere; voci di donna ecc.
16. Contrastare tutte le forme di omofobia.
17. Più attenzione ai diritti delle coppie di fatto.
18. Campagna mirata sugli incidenti domestici e sulla valutazione di sicurezza della propria abitazione.
19. Agire verso la ASS per potenziare il Dipartimento di prevenzione, sostenendo e promuovendo dibattito e informazione sui vari aspetti.
20. La Provincia parte civile nei processi amianto. L’ospedale di Monfalcone riferimento regionale per le Patologie Asbesto correlate e per la ricerca e assistenza delle malattie professionali, comprese quelle di “nuova generazione”.
21. Favorire politiche di informazione indirizzate ai soggetti sensibili nell’ottica delle riduzione del danno (alcool, sostanze stupefacenti).
22. Difesa del potere d’acquisto delle famiglie e sostegno alla domanda.
23. Sostenere la rete di volontariato e associazionismo, patrimonio enorme del nostro territorio. Festa internazionale del volontariato.
24. Sostenere progetti in difesa dei consumatori e collaborare con le associazioni.
25. Campagna per il risparmio consapevole, trasparente e responsabile. Sito con “carta del risparmiatore“ e le 5 regole d’oro, in collaborazione con le categorie professionali.
26. Mantenere il forte impegno sullo sport con il tavolo dello sport, le forme di consultazione, i vari progetti tra cui il progetto qualità, il contenimento delle tariffe delle palestre, il sostegno allo sport disabili, allo sport scuola e alla pratica sportiva a ogni età.
27. Favorire le forme associative nello sport e la lotta al doping. Proporre un modello alternativo all’esasperazione della competitività.
28. Sport come esempio di vita: le stelle dello sport, educare con lo sport.
29. Sport come strumento per una maggiore integrazione e inclusione sociale delle comunità straniere: progetto Mimosa.
30. Completamento Piano impiantistica sportiva con priorità alla messa a norma e alla ottimizzazione dei tempi d’uso.
31. Sostegno e valorizzazione della attività speleologica.

UNA PROVINCIA APERTA, SICURA ED EUROPEA

Siamo una Provincia piccola, ma il nostro ruolo è importante in questa Regione, non abbiamo bisogno di rivendicare nulla perché siamo centrali nella nuova Europa e siamo sempre stati capaci di costruire occasioni di sviluppo importanti.
La collaborazione con la vicina Slovenia in ogni campo della vita economica e sociale rappresenta una via naturale per lo sviluppo del nostro territorio e per il consolidamento delle relazioni sociali tra i cittadini europei.
L’unità della nostra Provincia non è solo uno slogan, ma deve essere la base per diventare europei e sviluppare una nuova identità provinciale.
Serve una Provincia aperta a tutte le idee di cambiamento e chiusa a tutti i pregiudizi e divisioni, siano essi linguistici o territoriali. La gente è più unita della politica.
Chi lavora e paga le tasse deve avere il diritto al voto amministrativo. Questo vale per tutti, compresi gli stranieri, altrimenti è un diritto negato.
L’Europa ha superato la sua fase pionieristica, e non richiede più simbolismi o grandi sogni, ma una concreta e fattiva quotidianità istituzionale, economica, fiscale e del vivere civile, dove la sicurezza sociale sia garantita a tutti. È questo il punto d’approdo: una normalità europea fatta di progetti concreti e diritti praticati.
L’integrazione è fatta di diritti e di doveri, per tutti.
La paura non serve, la conoscenza e il reciproco rispetto sono le migliori garanzie.
La sicurezza, la legalità e le libertà individuali sono quindi il contesto in cui far crescere i diritti di tutti.

1. Unità della Provincia di Gorizia che si oppone all’idea delle città metropolitane e rifiuta l’idea del friuli storico.
2. Aggiornamento del Protocollo transfrontaliero e sua unione con il Patto per lo Sviluppo all’interno di una prospettiva di EureGo (europrovincia isontina) e attraverso un quotidiano lavoro transfrontaliero su singoli settori.
3. Applicazione e difesa della legge sulla comunità slovena.
4. Valorizzazione della lingua friulana.
5. Bilancio in italiano, sloveno e friulano.
6. Valorizzazione della multiculturalità e delle comunità linguistiche nel rispetto delle tradizioni, gradese e bisiaco.
7. Avanti con la cooperazione internazionale su acqua, Argentina, bacino del Mediterraneo, Balcani. Collegamento con concittadini all’estero.
8. No al CIE di Gradisca, no ai CIE, impegno per una nuova politica europea sull’immigrazione.
9. Impegno a favore dei richiedenti asilo: alloggio e tutela legale.
10. Piano provinciale dell’immigrazione, sportelli in rete, insegnamento lingua e leggi italiane, mediazione culturale, sicurezza sul lavoro, diritti e doveri.
11. Favorire la mediazione sociale e la reciproca conoscenza interculturale.
12. Realizzare forme di collaborazione transfrontaliera sui diritti.
13. Favorire l’integrazione sociale e culturale degli immigrati residenti sul nostro territorio anche in vista dell’auspicabile estensione a loro favore del diritto di voto amministrativo.
14. Adeguare la nostra Polizia Provinciale alle priorità di competenza ambientale previste dal regolamento provinciale.
15. Predisposizione del primo Piano della sicurezza provinciale, con particolare attenzione alla sicurezza urbana, sul lavoro, sulle strade e nelle abitazioni.
16. Proporre la Cittadella dell’ordine pubblico presso l’area di non volo dell’Aeroporto di Gorizia, con un nuovo carcere che sia luogo di pena e riabilitazione.
17. Difesa e sostegno alla presenza del Tribunale, collaborazioni con tutti gli attori presenti, Tribunale, Procura, Avvocati.
18. Per i diritti sindacali dei lavoratori della sicurezza.

LA PIENA E BUONA OCCUPAZIONE

Il lavoro rappresenta una priorità nel nostro programma. L’anima della coalizione di centro-sinistra.
Disuguaglianza nella distribuzione del reddito e terziario sempre più precarizzato, sono testimoni di come la competizione globale stia mettendo in crisi il nostro modello di stato sociale.
È assolutamente ingiusto che l’imposizione fiscale sul reddito da lavoro sia maggiore di quella sulla rendita finanziaria.
Le forme esasperate di flessibilità sul lavoro creano precarietà soprattutto tra i giovani e incapacità di potersi costruire un futuro certo.
Non siamo noi che dobbiamo lavorare come i cinesi ma loro avere i diritti che abbiamo noi.
Non è facile ne immediato anche se comincia a farsi strada l’idea che dobbiamo esportare più democrazia e “civil law” e meno delocalizzazioni .
Nella nostra Provincia il tasso di disoccupazione è tra i più bassi d’Italia, ma non basta. Molti posti di lavoro sono a rischio e l’apparato produttivo continua a essere debole sul fronte dell’innovazione e della capitalizzazione. Non ci può essere crescita economica senza occupazione.
La crisi è straordinaria ma gli ammortizzatori sociali sono ancora quelli costruiti per soluzioni ordinarie. Non c’è buona occupazione senza nuovi ammortizzatori sociali e senza stabilità.
La cancellazione del reddito di cittadinanza da parte della Regione è stato un grave errore che ha tolto agli enti locali uno strumento utilissimo per affrontare la crisi e le nuove povertà.

1. Difendere e valorizzare il ruolo di eccellenza dei CPI (centri per l’impiego) della Provincia, nel contesto del Piano triennale per l’occupazione, in stretta sinergia con la Regione nell’individuare gli interventi e le priorità per creare e difendere l’occupazione:
· Sostegno nuove assunzioni
· Gravi crisi aziendali
· Percorsi personalizzati
· Formazione mirata
· Stabilizzazione occupazionale
· Assunzioni elevate qualifiche
· Nuova imprenditoria
· Competitività imprese
· Collocazione mirata persone disabili e/o svantaggiate
· Quote immigrazione
· Sportello badanti
2. Nuovo ruolo dei servizi per l’impiego: potenziamento della Task force provinciale che promuove l’incontro fra domanda e offerta attraverso visite mirate.
3. Fare crescere lo sportello occupazionale transfrontaliero per un mercato del lavoro con la stessa tassazione e gli stessi diritti e opportunità. Promozione rete Eures.
4. Promozione dei percorsi formativi e dell’inserimento occupazionale delle categorie più deboli attraverso il collocamento mirato.
5. Valorizzazione del ruolo attivo della Provincia nella soluzione delle situazioni di crisi.
6. Formazione professionale: alle Province la programmazione sul territorio, in modo da integrare l’offerta pubblica e privata in un unico Progetto formazione per una offerta di qualità e per un effettivo raccordo tra scuola, Università e centri di formazione professionale per diffondere competenze realmente utili al mercato del lavoro.
7. Giovani: contrastare il fenomeno della disoccupazione giovanile mettendo in campo specifici strumenti come i tirocini finanziati in azienda e la promozione dell’autoimprenditorialità.
8. Politiche di genere: favorire la conciliazione fra tempi di vita e di lavoro attraverso la flessibilità degli orari di lavoro e la facilità di accesso ai servizi di supporto.
9. Tavolo sicurezza sul lavoro in collaborazione con l’ASL, l’Ispettorato del lavoro, le forze dell’ordine, gli enti di formazione professionale, INPS e INAIL, ecc.: promozione sicurezza, convenzione prime cure, formazione antinfortunistica permanente, potenziamento delle strutture di vigilanza e monitoraggio dei rischi.
10. Sostenere l’accesso al credito da parte dei lavoratori precari e dei lavoratori in CIG.
11. Promuovere la responsabilità sociale della imprese: la nuova cultura di impresa al fine di garantire la qualità, la sicurezza e la regolarità delle condizioni di lavoro oltre che il rispetto per l’ambiente e la comunità dove l’impresa opera. Si sosterranno azioni per la promozione del bilancio sociale e la certificazione etica.
12. Qualità del lavoro: il lavoro non è solo una questione di numeri relativi a disoccupazione, mobilità, saldo avviamenti-cessazioni, ammortizzatori sociali, ecc., ma anche di qualità del lavoro:
· negli ultimi anni si registra un incremento considerevole del ricorso alle assunzioni a tempo determinato. Se da una parte questo viene visto come una risposta alle comprensibili esigenze di flessibilità imprenditoriale, è anche vero che queste tipologie contrattuali, per l’incertezza di entrate a medio termine, possono portare una riduzione dei diritti dei lavoratori se collegate a tipologie contrattuali altamente precarie e poco enumerate. Esse possono altresì deprimere consumi e investimenti (si veda ad esempio la crisi dell’edilizia) delle persone assunte con tali contratti e quindi di conseguenza ad una diminuzione della produzione industriale;
· disoccupazione intellettuale: molte ricerche macroeconomiche hanno evidenziato nel nostro territorio una bassa ricerca da parte delle aziende di laureati. Questo ha spinto la Provincia a concedere contributi per le assunzioni di personale qualificato con lauree tecniche , ma deve anche far riflettere da una parte sulla necessità di un marketing territoriale rivolto, oltre che alle aziende di produzione, anche ad aziende di servizi, e dall’altra ad un ripensamento e ad una rivalutazione dell’avviamento verso lavori manuali, come quelli artigianali, con migliori prospettive occupazionali;
· marketing territoriale: deve essere perseguito anche attraverso la valorizzazione degli enormi vantaggi logistici del nostro territorio. A titolo esemplificativo la realizzazione di un accesso al mare per la zona Schiavetti di Monfalcone permetterebbe di avere una zona industriale, unica in Italia, con accesso al mare, con collegamento ferroviario e con una bretella che collega al casello autostradale e all’aeroporto;
· problematiche del lavoro indipendente: la Provincia ha deciso di avviare uno studio, in collaborazione con l’Agenzia Regionale del Lavoro, per studiare tutto quel mondo composto da liberi professionisti, collaboratori a progetto, partite iva “mono-committenti”, di cui non sempre le Istituzioni percepiscono l’importanza e le problematiche afferenti a queste categorie. Infatti la diversità di problematiche, la tendenza alla frammentazione, la rappresentanza presente solo in alcuni casi , seppur significativi come ad esempio gli Ordini Professionali, richiedono uno sforzo di analisi da parte dei soggetti pubblici su tutta una serie di tematiche come l’aspetto previdenziale, la rappresentanza, il proliferare degli iscritti, le difficoltà ad incassare le proprie prestazioni, il rapporto con il credito, ecc. che possa portare ad un rapporto maggiormente costruttivo.

LA QUALITA’ SI FA CON LE PERSONE

Ognuno di noi è chiamato a studiare e leggere di più, in una parola ad “formarsi” in maniera permanente.
Questo vale tanto per gli operatori economici e i ricercatori quanto per i dipendenti e gli amministratori pubblici.
Senza qualità l’Italia è destinata al declino. La qualità si fa con le capacità delle persone. Ciò significa che bisogna investire nel patrimonio umano e cioè nella conoscenza, nei saperi e nella ricerca. Significa premiare il merito e non l’appartenenza a questa o quella tribù: praticamente una rivoluzione culturale.
Una società che non riconosce il merito è una società senza diritti.
Una società giusta si fonda sul giusto riconoscimento di ciascuno per quanto vale a prescindere da ogni diversità premiando il merito, lo studio e le capacità: per arrivare a ciò bisogna garantire le pari opportunità e rimuovere tutti gli ostacoli.

1. Welfare culturale: investire sul bene più durevole, la cultura, con un uso razionale e sinergico delle risorse e con la capacità di attrarre anche risorse private e nuove forme di mecenatismo.
2. Sostenere la forte attività museale ed espositiva, con le grandi mostre a Palazzo Attems ristrutturato e nuove mostre provinciali presso Borgo Castello.
3. Valorizzazione della Galleria Spazzapan d’arte contemporanea.
4. Tavolo provinciale della cultura, per ricercare le migliori sinergie e collaborazioni con enti locali e privati, anche transfrontalieri.
5. Realizzazione del Cartellone annuale delle iniziative della Provincia nel settore culturale.
6. Potenziamento dell’archivio e della biblioteca storica.
7. Apertura spazi espositivi a Grado e Monfalcone.
8. Cultura per tutti: mantenimento ed estensione ad altre realtà del progetto “2 settimane”, sala espositiva attualmente in centro a Gorizia a costi bassi per consentire a tutti coloro che si affacciano al mondo della cultura di avere uno spazio pubblico per esporre le loro opere e le idee.
9. Rafforzamento del sistema bibliotecario isontino, della cultura del ‘900 e della rete e promozione di attività con i Comuni.
10. Incentivare progetti per estendere la lettura dei libri oltre i tradizionali lettori. Avanti con Libri e Libertà e realizzazione club di lettura, stampa e giochi da tavolo.
11. Avanti con il Carnevale isontino e le forme di collaborazione ricreative e culturali di livello provinciale.
12. Sostegno e valorizzazione delle associazioni folcloristiche.
13. Sostenere in ogni modo il sapere, i progetti delle scuole, l’attività educativa transnazionale, la scuola serale per adulti, i progetti educativi di sostenibilità ambientale, contro la dispersione scolastica, le iniziative in materia di orientamento.
14. Sostenere le scuole di musica.
15. Sostenere i diritti dei lavoratori precari della scuola e valorizzarne i lavoratori e il corpo insegnati.
16. Difendere i diritti all’insegnamento in lingua slovena e in lingua friulana.
17. Valorizzazione delle Università della terza età.
18. Istituire la “Conferenza permanente scolastica Provinciale”, come luogo di confronto e di programmazione degli interventi, con la presenza di tutti gli attori della scuola.
19. Nuovo Piano di edilizia scolastica su base sostenibile e di risparmio energetico, con l’obiettivo di realizzare scuole moderne, tecnologiche, comode, belle e soprattutto sicure. Verifica sismica alla luce della nuova normativa e definitivo abbattimento delle barriere architettoniche.
20. Sistemazione e adeguamento delle palestre, nuova palestra a Gorizia.
21. Auditorium scolastico e avanti con il Liceo sportivo e del mare a Monfalcone.
22. Mantenimento centro polo scolastico a Gradisca e valorizzazione Istituto Agrario.
23. Valorizzazione Istituto Alberghiero a Grado e sinergia con gli enti di formazione professionale.
24. Tutti gli indici di competitività dei sistemi nel mondo ci dicono la stessa cosa: più lingue si conoscono, più si è competitivi e maggiore è il benessere. Conoscere più lingue non soddisfa solo una idea di crescita basata su “il più” ma anche un modello sociale che, pur consapevole dei limiti dello sviluppo, cerca “il meglio”. Realizzare un progetto per promuovere lo studio della seconda, terza lingua, come elemento di vantaggio dell’Isontino.
25. Mantenere la linea di spesa per i nuovi scuolabus per e il fondo straordinario per arredi scolastici.
26. Approfondimento Università e ricerca:
· nuovo protocollo universitario provinciale per una fase 2 improntata a più qualità e professionalità delle qualifiche,
· ruolo centrale del Consorzio universitario,
· qualificazione del polo universitario di Gorizia e apertura a nuove presenze anche private,
· valorizzazione istituti ricerca esistenti,
· sviluppo Ditenave,
· sviluppo ricerca energie rinnovabili,
· investire sulla innovazione, la ricerca applicata, il sapere, la conoscenza, la competenza. E non certo la via del nucleare.

LA CASA COMUNE DEGLI ISONTINI

Per una Provincia aperta, che sappia dialogare e coinvolgere servono strumenti di trasparenza e partecipazione permanente secondo la migliore tradizione europea e secondo il principio della governance diffusa.
Abbiamo sempre pensato ad una Provincia trasparente e facile da usare. Ciò si ottiene con l’uso di internet, con un efficace piano della comunicazione e con miriadi di tavoli di confronto e di coordinamento.
Ma tutto questo lavoro ha un senso se il cittadino percepisce la Provincia come casa propria e gli amministratori come dipendenti al suo servizio.
Per fare questo bisogna sconfiggere l’autoreferenzialità della politica ma non basta: la comunità isontina non deve solo poter partecipare, ma deve sentire di essere in grado di fare, si chiamano buone pratiche di “empowerment” e hanno l’obiettivo di far crescere nella comunità la fiducia nelle proprie forze.
La verifica del lavoro svolto deve essere periodica e pubblica. Bisogna passare a una Provincia senza carta, tutta in modalità elettronica e informatica, che oltre a ridurre i costi di gestione agevoli la trasparenza e la partecipazione.
Il pianeta è di tutti, anche dei nostri amici animali.

1. Spazio alle idee dei giovani.
2. Avanti con le Giunte itineranti e ufficio distaccato a Monfalcone.
3. Promuovere la collaborazione istituzionale permanente con Comuni e Regione.
4. Patto per lo sviluppo economico, per vincere insieme la crisi e condividere il modello di sviluppo.
5. La gestione condivisa di gravi crisi occupazionali e i tavoli di concertazione, l’ottenimento degli stati di crisi, la collaborazione con le rappresentanze sindacali e con l’associazione industriali.
6. Protocollo di collaborazione transfrontaliera, perché l’apertura ad est è il nostro valore aggiunto.
7. Avanti con la politica dei Protocolli di intesa: viabilità, edilizia scolastica e impiantistica sportiva, come metodo di lavoro con i Comuni, da estendere anche ad altri settori.
8. Nuova politica dei “Tavoli” per condividere in forma snella e operativa le scelte con i portatori di interesse: agricoltura, sport, energia, speleologia, animali, folclore, turismo, caccia, ambiente, cultura ecc..
9. Grandi progetti turistici su Collio, Carso e Isonzo da costruire in accordo con tutti i Comuni interessati.
10. Soggetto unico di coordinamento provinciale per la programmazione, intervento e promozione turistica.
11. Forum ambientale provinciale Agenda 21 che consenta scelte sostenibili e condivise.
12. Task force sulle opere viarie, perché le scelte abbiano date certe.
13. Valorizzazione del ruolo delle Consulte previste per Statuto.
14. Piano Provinciale di riordino scolastico attraverso la “conferenza scolastica provinciale” per la definizione dei nuovi assetti dei poli scolastici, che vuol dire una visione unitaria del percorso di crescita degli alunni.
15. Protocolli microhabitat con i Comuni e con i portatori di interessi diffusi.
16. Il Forum giovani e tavolo assessori politiche giovanili a cui far programmare e gestire le iniziative.
17. Nuovo piano della comunicazione.
18. Carta trasparenza sui criteri delle nomine e gli incarichi.
19. Nessun doppio incarico per assessori e presidente (se non previsti istituzionalmente, UPI, Assemblea Autonomie ecc…).
20. Ricercare la maggiore efficienza del sistema con l’obiettivo di ridurre tasse e tariffe.
21. Continuare con la forte presenza di donne nella giunta, negli incarichi e negli avanzamenti di carriera.
22. Nuovo piano triennale di contenimento della spesa pubblica.
23. Favorire forme di cittadinanza attiva, secondo il principio della sussidiarietà dal basso (o circolare).
24. Rendere trasparenti ed accessibili, in internet, tutte le deliberazioni e le determinazioni dirigenziali della Provincia, tutti gli incarichi e i relativi compensi, la presenza nelle partecipate, tutti i contributi erogati, i bilanci, i fornitori, bandi, concorsi ecc..
25. Provincia senza carta: posta elettronica certificata, albo pretorio digitale.
26. Bilancio sociale e sua diffusione.
27. Sportello 4 zampe, i principi: tutelare il benessere degli animali riconoscendoli componenti essenziali dell’ambiente; difendere la loro esistenza nel rispetto delle loro peculiarità; promuovere lo sviluppo di corretti ed armonici rapporti uomo-animale; promuovere la Pet therapy.
28. Sportello 4 zampe, le azioni: regolamento tipo comuni, lotta alla vivisezione, collaborazione con le associazioni animaliste, riconoscimento del ruolo dei volontari, attività didattica nelle scuole, promozione adozione animali abbandonati, spiagge per animali, sterilizzazioni, decessi, e non ultimo proteggere e salvaguardare il territorio, i diversi habitat naturali e gli ecosistemi in generale, come luoghi propri del regno animale.

NIENTE MURI NE’ MACERIE

Saremo forti cittadini europei se avremo solide radici e tradizioni.
È un bel dire in una terra che è stata al centro di guerre, scontri etnici e politici, tragedie, e che non a caso viene chiamata la terra del confine mobile.
Qualcuno ci ricorda che era anche un confine plurale e in questa pluralità sono le nostre radici.
Il passato, la nostra storia non deve essere un peso da sopportare ma un patrimonio comune: per noi dare spazio all’elaborazione critica del passato significa progettare un domani condiviso che passa attraverso il comune orgoglio del cammino democratico e antifascista che ha portato l’Italia a diventare una Repubblica e il comune riconoscimento degli orrori del ventennio fascista, delle tragedie causate della guerra nazifascista e delle tragedie del nostro dopoguerra.
Comune sentire antifascista, democratico e repubblicano. Comune rispetto e cordoglio per i drammi e le vittime di questo confine martoriato.
Sono le persone, siamo noi, solo noi, che dobbiamo intraprendere questa strada. Niente più muri. Niente più macerie.

1. La cosa più importante è la pace. Avanti con innumerevoli iniziative promosse assieme agli enti e alle associazioni aderenti alla Consulta provinciale per la Pace, tra le quali la riconferma del Treno della Memoria e la convenzione con il Comune di Medea per l’Ara Pacis come luogo simbolo di pace.
2. Adesione a Nessuno Tocchi Caino contro la pena di morte.
3. Sostenere ed incoraggiare tutte le iniziative volte a promuovere il dialogo multiculturale e la difesa di tutte le minoranze e culture.
4. Valorizzare il Comitato permanente sulla Resistenza e sulla Costituzione.
5. Realizzare il Museo del ‘900: favorire studi, ricerche e pubblicazioni sulla storia delle nostre terre, in particolare sulle drammatiche vicende legate alle due guerre.
6. Sostenere le associazioni combattentistiche e favorire il dialogo italo sloveno sulle vicende storiche promuovendo la riconciliazione.
7. Valorizzare il turismo storico, i siti della grande guerra e i percorsi di pace.
8. Promuovere la ricerca, gli studi etnografici e le pubblicazioni sugli usi e costumi delle singole realtà.
9. Valorizzare le peculiarità culturali bisiaca e gradese.
10. Sostenere i gruppi folkloristici.
11. Promuovere l’Isontino come terra dell’accoglienza e integrazione.

MUOVERSI IN LIBERTA’

La nostra è tra le Province più infrastrutturate d’Italia.
La nuova centralità viaria e geografica ci impone quindi di mettere ordine nel sistema delle infrastrutture viarie e logistiche:
· per sfruttare al meglio tale centralità di traffici;
· per garantire mobilità a persone e merci;
· per garantire una crescita sostenibile con l’ambiente.
E’ sulla qualità delle infrastrutture viarie che si gioca il destino del nostro sviluppo economico, il futuro ambientale e la nostra stessa qualità della vita.
La Provincia è tutto un cantiere viario. Il protocollo di intesa sulla viabilità ha messo in moto e realizzato interventi senza precedenti nel pieno rispetto delle comunità e dell’ambiente.
Questo dimostra che programmare si può e che condividere non è mai una perdita di tempo.
Trasferire il trasporto merci da gomma a rotaia rappresenta un obiettivo storico dal punto di vista ambientale e per essere collegati alle grandi reti di comunicazione europee. Ma noi non siamo una prateria e la stessa Commissione Van Miert prescrive attenzioni particolari in situazioni orografiche particolari: la nostra è tra quelle, un ecosistema delicato e unico del suo genere, tra il Carso e il mare.
In un sistema Italia che non va, noi dobbiamo essere più bravi per dare buone risposte in tempi brevi e non cattive risposte in tempi lunghi.

1. Nuovo ruolo di pianificazione alle Province del FVG, in quanto le infrastrutture rappresentano elementi portanti per lo sviluppo del territorio. Si chiede pertanto una modifica della legislazione vigente in merito, demandando alle Province la realizzazione di Programmi provinciali attuativi del Piano Regionale delle Infrastrutture di Trasporto, della mobilità, delle merci e della logistica.
2. Task force (tecnica, economica, sociale, ambientale) per seguire l’andamento delle singole opere. In alcuni casi, dove siamo ancora in fase preliminare, la task force e il forum ambientale di agenda 21 dovranno lavorare assieme.
3. Potenziamento dell’asse su Lubiana, autostrada e ferrovia, naturale corridoio verso est, secondo il progetto presentato dalla Provincia. Giudizio positivo su ADRIA-A e verifica della sua fattibilità.
4. Sulla linea ferroviaria AV/AC la posizione è quella espressa con ampio voto dal Consiglio Provinciale, ovvero:
· accogliere le osservazioni presentate dai Comuni di Doberdò del Lago, San Canzian d’Isonzo, Turriaco, Staranzano, Ronchi dei Legionari e Monfalcone e invitare RFI ad adeguare il progetto secondo tali disposizioni e la Regione a sostenerle all’atto dell’intesa con lo Stato;
· ritenere indispensabile che il progetto sia corredato dalla analisi costi-benefici, da quella economico finanziaria e da una adeguata analisi trasportistica;
· proporre la costituzione di un tavolo istituzionale permanente che segua l’iter progettuale e dei lavori, sotto l’egida della Regione, in modo da rendere trasparente tutto il prosieguo dell’opera superando così nei fatti i vincoli della illiberale Legge Obiettivo che male si concilia con un territorio ultra-sensibile come il Carso, che è patrimonio dell’umanità, e la cui tutela deve essere un obiettivo di tutta la Comunità nazionale ed europea, sul quale per altro è storicamente presente la minoranza slovena;
· proporre che la via per Gorizia sia considerata complementare al Corridoio 5°;
· ritenere infine indispensabile un nuovo progetto di collegamento tra la linea ferroviaria Trieste – Udine con quella di Trieste – Venezia, in modo da garantire una agevole connessione tra Gorizia e il Polo intermodale di Ronchi dei Legionari. Tale progetto deve essere contemporaneo con quello sul Bivio San Polo e deve essere condiviso con i Comuni interessati.
5. Netta contrarietà al tracciato ferroviario AV/AC in località Sablici.
6. Demolizione del raccordo Ronchi Sud – Ronchi Nord e interramento della linea ferroviaria Bivio S.Polo-Gorizia nel tratto di Selz e Vermegliano, riportando ad unità urbanistica il Comune di Ronchi dei Legionari.
7. Per la “Racchetta ferroviaria Redipuglia-Ronchi Aeroporto”, fare proprie le osservazioni contrarie della Città Mandamento, chiedendo che il collegamento tra Ronchi Sud e Gorizia sia condiviso con i Comuni interessati. Assoluto no a qualsiasi riedizione della “goccia ferroviaria”.
8. Completare i lavori dei sottopassi ferroviari e aggiornare l’intesa con Regione e RFI.
9. Tre forti aree logistiche a Gorizia, Ronchi e Monfalcone (Sdag, Mossa, aeroporto di Go, aeroporto di Ronchi, polo intermodale, porto e aree collegate).
10. Si al superporto a Monfalcone e contemporanea costruzione di occasione per gli operatori attuali.
11. Sostenere la realizzazione in tempi brevi del Piano regolatore del porto.
12. Favorire il completamento dello scavo del canale di Monfalcone in tempi rapidi.
13. Gorizia inclusa tra le aree retroportuali.
14. Tempi certi per il progetto del Polo intermodale di Ronchi.
15. Completare il Polo intermodale di Cormons.
16. Realizzazione delle opere previste nel Protocollo Viabilità: rotonda San Pier, rotonda Ronchi, porta ingresso Sagrado ecc.
17. Definizione nuovo Protocollo provinciale Viabilità con priorità alla strada turistica Cormons-San Floriano e al nodo di Romans.
18. Completamento 56 bis.
19. Seguire i lavori e il completamento della Villesse-Gorizia, prestando attenzione ai problemi degli agricoltori e delle popolazioni interessate, in particolare alla viabilità di Savogna d’Isonzo.
20. Seguire i lavori e il completamento della variante di Mariano, in accordo e collaborazione con il Comune.
21. Demolizione dei cavalcavia di Cormons e Fogliano, della ex ferrovia Redipuglia-Cormons e progetto per un riutilizzo parziale a fine locale in accordo con i Comuni interessati, sia come pista ciclabile e sia come possibile tratta di un bypass stradale di Sagrado.
22. Realizzazione del Ponte sul Boscat come collegamento aree agricole e come bypass traffico leggero di Grado.
23. Attuazione programmi e progetti di sicurezza stradale, realizzazione incroci, moderatori di velocità, attività educativa.
24. No ai Tir sul Vallone e verifica degli attraversamenti di traffico pesante nelle strade provinciali in prossimità di centri sensibili.
25. Insistere per rendere possibile la liberalizzazione del tratto autostradale Villesse – Lisert, verificando anche il passaggio a vignetta come previsto dalla UE.
26. Realizzazione nuova bretella stradale da Bistrigna a Z.I. di Staranzano.
27. Proseguire con la sistemazione della Strada provinciale n. 19 verso Grado.
28. Continua verifica e messa in sicurezza degli impalcati dei ponti.
29. Consolidamento e prevenzione dei fenomeni franosi.
30. Sistemare e mantenere in efficienza le strade provinciali.
31. Ricercare accordi per gli sfalci e per l’emergenza neve e ghiaccio con le associazioni degli agricoltori.
32. Nuovo regolamento per gli spazi pubblicitari lungo le strade.
33. Promuovere l’uso del trasporto pubblico e prepararsi alla gara TPL.
34. Realizzare una rete sovracomunale di piste ciclabili anche con finalità turistiche e transfrontaliere. Completare la pista del litorale dal Caneo a Staranzano. Realizzare la parte italiana della pista dell’Isonzo, dalla foce alle sorgenti. Utilizzare se possibile materiali provenienti da riciclo rifiuti.
35. Interventi a favore degli utenti delle ferrovie.
36. Funzionamento ottimale della Motorizzazione Civile Provinciale.

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STEFANO COSMA (Trieste, 1966)


PREMESSE

L’Italia ha bisogno di una profonda rigenerazione politica e morale. È giunto di nuovo il tempo di fare appello alle sue migliori energie, allo slancio delle donne e degli uomini liberi, alla responsabilità delle donne e degli uomini forti, per determinare una grande svolta nel futuro della nazione. Un nuovo coraggioso impegno è richiesto a chi crede nel valori della giustizia e della libertà. Perciò nasce il progetto del Nuovo Polo per l’Italia, cui hanno aderito a livello nazionale Udc, Fli ed Api.

Nasce per proporre una nuova casa politica a tutti le italiane e gli italiani che avvertono con preoccupazione il vuoto etico e politico sul quale si basa l’attuale sistema dei partiti. La cosiddetta Seconda Repubblica è fallita. Non ha saputo ricostruire il corpo e l’anima della nostra democrazia. Non ha creato le basi di un nuovo patto istituzionale tra gli italiani.

Noi amiamo l’Italia, la nostra Patria e la vogliamo orgogliosa e consapevole, unita nelle sue differenze, civile e generosa, tollerante ed accogliente; una Nazione di cittadini liberi, che credono nell’etica della responsabilità. Noi vogliamo un’Italia in cui i cittadini che fanno il loro dovere godano di diritti certi, garantiti da uno Stato più efficiente e meno invadente, senza burocrazia e clientele.

Il cosiddetto “terzo polo” si riconosce, perciò, nel manifesto per il cambiamento e il buongoverno. È un’alleanza tra persone, realtà territoriali e associative provenienti da esperienze diverse che organizzano un nuovo progetto politico.

La volontà di questa alleanza è di avere un’Italia protagonista e competitiva nel mondo, aperta al mercato e alla concorrenza. Uno Stato che, nell’anno in cui celebra 150 anni dalla sua unità, sia intransigente contro la corruzione e contro tutte le mafie, che promuova la legalità, l’etica pubblica e il senso civico.

Un’Italia del merito, senza privilegi, caste e rendite di posizione, dove tutti abbiano uguali opportunità e vengano premiati i più capaci, ma anche solidale, attenta ai più deboli e agli anziani, fondata sulla sussidiarietà, che valorizzi l’associazionismo e il volontariato. Senza dimenticare il rispetto della dignità di ogni persona, cosciente della funzione educativa e sociale della famiglia, garante dei diritti civili di ognuno.

Purtroppo tante questioni, emerse negli Anni Novanta, sono ancora irrisolte, anzi, incancrenite dal tempo perduto. Le pochissime riforme sono state fatte seguendo suggestioni del momento o logiche di convenienza, fuori da un omogeneo progetto nazionale. E così si continua ancora oggi, tentando di piegare leggi elettorali e nodi istituzionali agli interessi di parte. Bisognerebbe trovare le sedi e gli strumenti per soluzioni largamente condivise. Il panorama è stato invece dominato da una sorta di guerra civile ideologica.

Ecco che Unione di Centro, Futuro e Libertà ed Alleanza per l’Italia condividono obiettivi comuni. Che la politica, ad esempio, non sia solo scontro e propaganda, ma si ispiri a valori e programmi per garantire l’interesse nazionale e il bene comune. Rimettere in moto lo sviluppo economico puntando sulle imprese, sui giovani e sulle donne, sull’economia verde, sullo sviluppo della rete, un’Italia che produca più ricchezza e garantisca una maggiore qualità della vita. Investire nella cultura, nella formazione e nella ricerca, nella scuola e nell’università: un’Italia che promuova l’innovazione, le infrastrutture immateriali e dove arte, cinema, incoming turistico, musica e teatro siano motore della crescita.

La competenza, lo spirito di servizio, il senso dello Stato devono essere modello di selezione della classe dirigente. È giunto dunque il momento di aprire una nuova storia politica. Non un “terzo polo” di risulta tra due immutabili giganti bipolari, ma un’offerta politica, di governo, di partecipazione democratica del tutto nuova, che nasca dalla “rottura” del finto bipartitismo, pericolante esito del fallimento della cosiddetta Seconda Repubblica. C’è bisogno di maggior legalità e abbiamo raccolto la richiesta diffusa che viene dalla società civile e dalla parte sana della politica.

Ecco che anche a livello locale, nel territorio provinciale di Gorizia, è cresciuta prima e si è consolidata poi la volontà politica di proporsi alle elettrici ed agli elettori con il Nuovo Polo per l’Italia, in questo caso per l’Isontino.

Non c’è più tempo da perdere, né per pigrizie, per paure, per coltivare piccole rendite di posizione. È tempo di rimettersi in cammino con il coraggio degli uomini liberi e forti. Ci presentiamo uniti da una sorta di “armonia delle diversità”, per dare un futuro a Gorizia, ai centri principali della provincia, da Grado a Monfalcone, da Gradisca d’Isonzo a Cormòns, e a tutti i piccoli paesi che con le loro specificità, identità linguistiche e culturali, percorsi storici differenti, saperi e sapori che li contraddistinguono, formano un bellissimo mosaico: la provincia di Gorizia.

Perciò si è formata una grande forza su cui far convergere, dagli attuali schieramenti in guerra, democratici e riformatori, moderati e liberali, popolari e futuristi, ma anche i delusi dalla politica ancora disposti a sognare.

VALORI ISPIRATORI

SVILUPPO E LIBERTA’

Il tema dello sviluppo della comunità è legato intimamente a quello delle sviluppo di ogni singolo uomo. La persona umana per sua natura è dinamicamente protesa al proprio sviluppo. Non si tratta di uno sviluppo garantito da meccanismi naturali, perché ognuno di noi sa di essere in grado di compiere scelte libere e responsabili. Non si tratta nemmeno di uno sviluppo in balia del nostro capriccio, in quanto tutti sappiamo di essere dono e non risultato di autogenerazione. In noi la libertà è originariamente caratterizzata dal nostro essere e dai suoi limiti. Nessuno plasma la propria coscienza arbitrariamente, ma tutti costruiscono il proprio “io” sulla base di un “sé” che ci è stato dato. Non solo le altre persone sono indisponibili, ma anche noi lo siamo a noi stessi. Lo sviluppo della persona si degrada, se essa pretende di essere l’unica produttrice di se stessa. Analogamente, lo sviluppo di una comunità degenera se ritiene di potersi ricreare avvalendosi dei “prodigi” della tecnologia. Così come lo sviluppo economico si rivela fittizio e dannoso se si affida ai “prodigi” della finanza per sostenere crescite innaturali e consumistiche. Davanti a questa pretesa prometeica, dobbiamo irrobustire l’amore per una libertà non arbitraria, ma resa veramente umana dal riconoscimento del bene che la precede. Occorre, a tal fine, che noi rientriamo in noi stessi per riconoscere le fondamentali norme della legge morale naturale.

SVILUPPO E PROGRESSO TECNOLOGICO. AMBIENTE

Il problema dello sviluppo oggi è strettamente congiunto con il progresso tecnologico, con le sue strabilianti applicazioni in campo biologico. La tecnica – è bene sottolinearlo – è un fatto profondamente umano, legato all’autonomia e alla libertà dell’uomo. Nella tecnica si esprime e si conferma la signoria dello spirito sulla materia. La tecnica permette di dominare la materia, di ridurre i rischi, di risparmiare fatica, di migliorare le condizioni di vita. Essa risponde alla stessa vocazione del lavoro umano: nella tecnica, vista come opera del proprio genio, l’uomo riconosce se stesso e realizza la propria umanità. La tecnica è l’aspetto oggettivo dell’agire umano, la cui origine e ragion d’essere sta nell’elemento soggettivo: l’uomo che opera. Per questo la tecnica non è mai solo tecnica. Essa manifesta l’uomo e le sue aspirazioni allo sviluppo, esprime la tensione dell’animo umano al graduale superamento di certi condizionamenti materiali. La tecnica, pertanto, si inserisce nel mandato di coltivare e custodire la terra e va orientata a rafforzare l’alleanza tra essere umano e ambiente.
Ma la libertà umana è propriamente se stessa, solo quando risponde al fascino della tecnica con decisioni che siano frutto di responsabilità morale.

SVILUPPO TECNOLOGICO E MEZZI DI COMUNICAZIONE SOCIALE

Connessa con lo sviluppo tecnologico è l’accresciuta pervasività dei mezzi di comunicazione sociale. E’ ormai quasi impossibile immaginare l’esistenza della famiglia umana senza di essi. Ma al pari di quanto richiesto da una corretta gestione dello sviluppo, il senso e la finalizzazione dei media vanno ricercati nel fondamento antropologico. Ciò vuol dire che essi possono divenire occasione di umanizzazione non solo quando, grazie allo sviluppo tecnologico, offrono maggiori possibilità di comunicazione e di informazione, ma soprattutto quando sono organizzati e orientati alla luce di un’immagine della persona e del bene comune che ne rispecchi le valenze universali.

BIOETICA

Campo primario e cruciale della lotta culturale tra l’assolutismo della tecnica e la responsabilità morale dell’uomo è quella della bioetica, in cui si gioca radicalmente la possibilità stessa di uno sviluppo umano integrale. Si tratta di un ambito delicatissimo e decisivo, in cui emerge con drammatica forza la questione fondamentale: se l’uomo si sia prodotto da se stesso o se egli dipenda da Dio. Le scoperte scientifiche in questo campo e le possibilità di intervento tecnico sembrano talmente avanzate da imporre la scelta tra due razionalità: quella della ragione aperta alla trascendenza o quella della ragione chiusa nell’immanenza. Si è di fronte a un aut aut decisivo. La razionalità del fare tecnico centrato su se stesso si dimostra però irrazionale, perché comporta un rifiuto deciso del senso e del valore. Non a caso la chiusura alla trascendenza si scontra con la difficoltà a pensare come dal nulla sia scaturito l’essere e come dal caso sia nata l’intelligenza. Di fronte a questi drammatici problemi, ragione e fede si aiutano a vicenda. Solo assieme salveranno l’uomo. Attratta da puro fare tecnico, la ragione senza la fede è destinata a perdersi nell’illusione della propria onnipotenza. La fede senza la ragione, rischia l’estraniamento dalla vita concreta delle persone.

LA QUESTIONE SOCIALE

La questione sociale è diventata radicalmente questione antropologica, nel senso che essa implica il modo stesso non solo di concepire, ma anche di manipolare la vita, sempre più posta dalle biotecnologie nelle mani dell’uomo. La fecondazione in vitro, la ricerca sugli embrioni, la possibilità della clonazione e dell’ibridazione umana nascono e sono promosse nell’attuale cultura del disincanto totale, che crede di aver svelato ogni mistero, perché si è ormai arrivati alla radice della vita. Qui l’assolutismo della tecnica trova la sua massima espressione. In tale tipo di cultura la coscienza è solo chiamata a prendere atto di una mera possibilità tecnica. Non si possono tuttavia minimizzare gli scenari inquietanti per il futuro dell’uomo e i nuovi potenti strumenti che la “cultura della morte” ha a disposizione. Alla diffusa, tragica, piaga dell’aborto si potrebbe aggiungere in futuro, ma è già surrettiziamente in nuce, una sistematica pianificazione eugenetica delle nascite. Sul versante opposto, va facendosi strada una mens eutanasica, manifestazione non meno abusiva di dominio sulla vita, che in certe condizioni viene considerata non più degna di essere vissuta. Dietro questi scenari stanno posizioni culturali negatrici della dignità umana. Queste pratiche, a loro volta, sono destinate ad alimentare una concezione materiale e meccanicistica della vita umana. Chi potrà misurare gli effetti negativi di una simile mentalità sullo sviluppo? Come ci si potrà stupire dell’indifferenza per le situazioni umane di degrado, se l’indifferenza caratterizza perfino il nostro atteggiamento verso ciò che è umano e ciò che non lo è? Stupisce la selettività arbitraria di quanto oggi viene proposto come degno di rispetto. Pronti a scandalizzarci per cose marginali, molti sembrano tollerare ingiustizie inaudite. Mentre i poveri del mondo bussano ancora alle porte dell’opulenza – e l’Italia con il dramma nordafricano ne è testimone -, il mondo ricco rischia di non sentire più quei colpi alla sua porta, per una coscienza ormai incapace di riconoscere l’umano. La legge naturale indica la grandezza dell’uomo, ma anche la sua miseria quando egli disconosce il richiamo della verità morale.

FAMIGLIA

La famiglia rappresenta una risorsa vitale per la comunità locale: è condizione per l’equilibrio e l’integrazione delle persone; è il luogo dove si sperimentano e si trasmettono alle nuove generazioni valori sociali fondamentali come la solidarietà, la reciprocità, la gratuità, l’accettazione del diverso, l’accoglienza; ha la capacità di farsi carico di situazioni di disagio e di devianza. La famiglia, poiché ha il dovere di educare i suoi membri, è titolare di specifici diritti. La stessa Dichiarazione universale dei diritti umani, che costituisce un’acquisizione di civiltà giuridica di valore veramente universale, afferma che la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato. Le politiche familiari non sono assistenziali, quindi devono in ogni occasione e ad ogni livello essere applicate in chiave sussidiaria e devono sempre considerare la famiglia in quanto tale, tenendo conto dei carichi familiari. La politica familiare non deve risultare la sommatoria di una pluralità – il più delle volte non coordinata – di politiche sociali rivolte agli individui. Investire sulla Famiglia, vuol dire investire nel futuro.
Una particolare attenzione va riferita alle famiglie numerose anche per dare loro un po’ di giustizia restituendo un minimo di equità rispetto alle tante penalizzazioni che subiscono. Un tanto è anche sancito dalla Carta costituzionale italiana che all’articolo 31 così si esprime: ”La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose”. La difficoltà di “metter su famiglia” va affrontata sviluppando forme di sostegno degli investimenti che le famiglie, soprattutto quelle giovani, compiono nell’ambito lavorativo, abitativo ed educativo.
L’offerta di servizi socio-educativi per la prima infanzia rappresenta una delle strategie basilari per offrire alla famiglia maggiori servizi: spazi per la socializzazione e per la crescita, momenti di confronto e di sperimentazione di diversificate esperienze. Le politiche familiari riguardano anche: gli sgravi fiscali, la scuola, la bioetica, il lavoro, la tariffazione dei servizi. Molte Leggi e molti interventi delle Istituzioni devono essere considerati “politica familiare” in quanto impattano positivamente o negativamente sulla famiglia.
La famiglia nata dal matrimonio deve, pertanto, ricevere un apprezzamento concreto per le responsabilità che si assume, al di là di ogni valutazione che si possa esprimere nei confronti di altre forme di convivenza. Bisogna sostenere, nella sua normalità, la famiglia nelle sue funzioni vitali – legame di coppia, procreazione, crescita ed educazione dei figli, convivenza con gli anziani, sostegno ai componenti deboli e ai figli non ancora indipendenti pur non creando disparità nei diritti dei singoli individui e nell’accesso al welfare.
Nell’ambito di una complessiva attenzione alle esigenze di organizzazione e gestione dei tempi della famiglia e al ruolo attivo di tutti i suoi componenti, è doverosa una presa di consapevolezza della rilevanza sociale del ruolo familiare dei nonni, per valorizzare anche il “volontariato domestico”, nell’ottica sussidiaria.

PROGRAMMA PER LA PROVINCIA DI GORIZIA

Amministrazione generale e l’organizzazione del personale

Il personale conta circa 230 dipendenti. Gli organi di direzione politica, sulla base delle competenze assegnate dalle leggi e dagli statuti, dovrebbero svolgere, nel loro insieme, quelle importanti funzioni di indirizzo politico-amministrativo e di controllo rivolte alla struttura. Non si tratta, tuttavia, di poteri generici privi di contenuto, così come si potrebbe pensare, bensì di attività strategiche rivolte a individuare obiettivi da raggiungere, programmi da realizzare, direttive da impartire e risorse da assegnare.
La riforma Brunetta, infatti, ha previsto un sistema di valutazione che premi il merito; ciò vale soprattutto per la dirigenza, ma nulla é stato fatto. Inoltre, a fronte dei precisi limiti di legge, l’amministrazione uscente ha speso centinaia di migliaia di euro in consulenze invece di valorizzare la professionalità interna. Ad esempio, ci sono decine di dipendenti nel settore personale, mentre nell’ufficio ambiente ce ne sono pochissimi.

Il frequente e diffuso ricorso degli organi politici della Provincia di Gorizia (presidente e assessori) all’esercizio diretto di attività amministrative, per semplice non conoscenza delle norme o nella convinzione forse di acquisire maggior potere, ha provocato gravi fenomeni di interferenza della politica nella amministrazione con conseguenze spesso dannose nei confronti dell’attività dell’ente locale.

Le decisioni assunte dagli organi di direzione politica, anche attraverso forme di partecipazione e di consultazione, sono dunque dirette in prima istanza ai dirigenti ai quali spettano tutti i compiti, compresa l’adozione di atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno. Conseguentemente, essi sono direttamente responsabili, in relazione agli obiettivi dell’ente, della correttezza amministrativa, dell’efficienza della gestione e dei risultati da conseguire.
Va dedicata maggior attenzione alla spesa per il mantenimento dell’Ente. Dalla lettura del bilancio si evidenziano spese spesso inutili o eccessive.

SVILUPPO ECONOMICO RELATIVO AL MERCATO DEL LAVORO

Con l’articolo 33, comma 1, della legge regionale 18/2005 la Regione ha trasferito funzioni amministrative alla Provincia in materia di politica attiva del lavoro – stabilizzazione occupazionale.
La Provincia ha istituito i centri per l’impiego a cui rivolgersi per cercare lavoro:

Gorizia – via Alfieri 38
Monfalcone – p.le Salvo d’Acquisto 3

Bisogna utilizzare al meglio tali funzioni per combattere il precariato e favorire l’impiego dei giovani, operare per quella che viene definita coesione sociale. In un periodo come quello attuale, afflitto da una cronica immobilità della politica, c’è bisogno che tutti gli attori del sistema produttivo trovino le risposte per risolvere i problemi delle classi svantaggiate del nostro Paese.

FUNZIONI DI ISTRUZIONE PUBBLICA

Le funzioni di istruzione pubblica della Provincia attengono alla costruzione ed alla manutenzione degli edifici scolastici delle scuole di secondo grado.
Gli edifici scolastici di competenza della Provincia sono:

Gorizia

– Istituto d’Arte “Max Fabiani” – Piazza Medaglia d’Oro n. 2

– Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato (I.P.S.I.A.) “L. Da Vinci” e Istituto Professionale per i Servizi Commerciali “R. M. Cossar” – Viale Virgilio n. 2

– Liceo Classico “Dante Alighieri” – Viale XX Settembre n. 11

– Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi” – Piazza Julia n. 5

– Istituto Tecnico Industriale (I.T.I.) “G. Galilei” e Istituto Tecnico Commerciale “E. Fermi”– Via Puccini n. 22

– Istituto Tecnico per Geometri (I.T.G.) “N. Pacassi” – Via Vittorio Veneto n. 174

– Istituto Tecnico Statale per le Attività Sociali (I.T.S.A.S.) “D’Annunzio” – via Italico Brass n.22

– Complesso delle scuole slovene: Istituto Magistrale “S. Gregorcic” e Liceo Classico “P. Trubar” e Istituto Professionale per i Servizi Commerciali “I. Cankar” e Istituto Tecnico Commerciale “Z. Zois” e Istituto Tecnico Industriale “J. Vega” – Via Puccini n. 1

– Istituto Magistrale “S. Slataper” e Liceo scientifico “Duca degli Abruzzi” (biennio) e Istituto Tecnico Statale per le Attività Sociali (I.T.S.A.S) (indirizzo turistico) – via Diaz n. 20

Monfalcone

– Liceo Scientifico “Michelangelo Buonarroti” – via Matteotti n. 9

– Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato (I.P.S.I.A.) – via Boito n. 56

– Istituto Professionale per i Servizi Commerciali – Via Baden Powell n. 2

– Istituto Professionale per l’Attività Alberghiera e Liceo Scientifico “Michelangelo Buonarroti” (sezione staccata) – Viale Oscar Cosulich n. 1

Grado

– Istituto Professionale Alberghiero e Marinaro – via Marchesini n. 14

Staranzano

– Istituto Tecnico Commerciale (I.T.C.) “Luigi Einaudi” e Istituto Tecnico Industriale (I.T.I.) “G. Marconi” – Via Mattei n. 12

Gradisca d’Isonzo

– Istituto Tecnico Agrario (ITAS) “Giovanni Brignoli” – Via Roma n. 9

Bisogna provvedere alla manutenzione ordinaria di tutti gli edifici ed a quella straordinaria per l’ITSAS “Gabriele D’Annunzio”, che necessita di manutenzione straordinaria come la ristrutturazione dell’edificio di segreteria; per l’ITG Pacassi, nel quale vanno abbattute le barriere architettoniche; per il Liceo Scientifico di Gorizia bisogna sistemare l’area esterna e rifare le facciate ed il tetto della palestra. Il Liceo Scientifico di Monfalcone ha bisogno di un auditorium (Aula Magna), mentre a Grado bisogna finire la ristrutturazione del Professionale Alberghiero di Grado, reinsediare a Grado l’attività scolastica oggi trasferita a Monfalcone nella sede provvisoria di viale Oscar Cosulich ed usufruire qui dello spazio liberato per espandere il Liceo Scientifico di Monfalcone (sede staccata). All’ITAS Brignoli di Gradisca bisogna rimuovere la copertura in eternit.

SPORT E TEMPO LIBERO, POLITICHE GIOVANILI E PER LA PACE

La Provincia non ha competenza primaria in questo campo, salvo che per gli impianti sportivi sovracomunali. Vanno ridotte, se non eliminate, voci di spesa catalogate come “cooperazione decentrata”: collaborazione con il Burkina Faso per educare i cittadini sul consumo compatibile dell’acqua, adesione alla Carovana per il forum alternativo di Istanbul per discutere sul Contratto mondiale per l’Acqua, coltivazione della jatropha per fermare la desertificazione del Senegal. Al finanziamento di queste attività concorre anche l’addizionale facoltativa dell’1% sulle bollette dell’acqua. Anche voci catalogate come “politiche per la pace” sono finanziate con l’addizionale facoltativa provinciale del 5% sulle bollette della raccolta rifiuti. Gli introiti derivanti dalle suddette addizionali devono essere utilizzati per abbattere eventuali rincari sulle bollette. Lasciamo alla FAO e ad altre organizzazioni internazionali ed umanitarie queste nobili missioni.

FUNZIONI NEL SETTORE SOCIALE

Questo programma prevede soprattutto il contributo al CISI (Consorzio Isontino Servizi Integrati che opera a favore dei diversamente abili) e siamo fermamente convinti che le funzioni del CISI debbano essere trasferite alla Provincia nel quadro dell’eliminazione degli enti di secondo grado in favore di maggiori responsabilità e competenze alle province, enti ad elezione diretta.

GESTIONE DEI BENI DEMANIALI E PATRIMONIALI

I Musei, i beni architettonici di pregio e gli edifici istituzionali di proprietà della Provincia sono molteplici:

– Palazzo Attems-Petzenstein:

Palazzo Attems-Petzenstein, concordemente attribuito all’architetto Nicolò Pacassi rappresenta notoriamente uno dei più illustri palazzi del territorio goriziano. Nel settecentesco palazzo sono allocati i Musei Provinciali e la Pinacoteca.

– Case Dornberg, Tasso e Formentini:

Il complesso museale di borgo castello è formato dagli enti denominati Casa Formentini e case Dornberg e Tasso, nonché casa Morassi che è distaccata rispetto alle prime. Tutti questi immobili sono utilizzati come sede di museo (della moda, della Grande Guerra e parte della pinacoteca).

– Palazzo Alvarez:

In via Diaz, di proprietà della Provincia è sede della Biblioteca provinciale e dell’Archivio Storico Provinciale nonché sede universitaria.

– Palazzo degli Stati Provinciali:

L’edificio ospita la Questura in piazza Cavour. Edificato nel 1200 ed ampliato nel 1500, il palazzo fu sede dei “Padri della patria Goriziana”, l’assemblea, di cui facevano parte rappresentanti della nobiltà, del clero e della contea, che amministrò per secoli la città e il suo territorio. E’ allo studio l’adeguamento dell’impianto elettrico del Palazzo degli Stati Provinciali. La Questura vuole trasferirsi e potrebbe, perciò, tornare nella piena disponibilità della Provincia.

– Archivio di Stato:

La sede in via Ospitale 2 è un edificio degli anni ’60 di proprietà della Provincia.

– Sede del Centro Servizi Amministrativi:

Il palazzo di via Rismondo 6 a Gorizia, di proprietà dell’Amministrazione provinciale di Gorizia, edificio di pregevole architettura di fine ottocento, è stato sede scolastica sino alla dichiarata inagibilità per motivi statici e di sicurezza. Infatti le lesioni strutturali venutesi accentuando dopo gli eventi sismici del 1976 hanno indotto nel 1987, i tecnici responsabili della Provincia, a chiudere l’edificio all’uso pubblico. Successivamente, l’amministrazione provinciale è giunta alla determinazione di procedere alla ristrutturazione del palazzo per poter utilizzare un patrimonio immobiliare di notevole valore architettonico (su di esso è stata posta nel 1980 la tutela conservativa della Soprintendenza) evitandone il degrado e l’abbandono. La destinazione d’uso scelta è stata quella ad uffici; con ciò non viene minimamente alterato l’impianto distributivo originario del palazzo.

– Chiesetta Vizintini:

La cappella Vizintini nel Comune di Doberdò del Lago è un piccolo edificio senza una valenza architettonica di rilievo, ma con una valenza storica propria delle chiese ungheresi dimostrata dalla stella a sei punte scalfita sulla volta esistente quale firma dell’esercito ungherese.
La chiesetta potrebbe risalire al 1915, allorché l’esercito austro-ungarico utilizzò la zona del Vallone-Dol come base logistica per rifornire le proprie linee tra il monte San Michele ed il Sei Busi dove si stava scontrando con l’esercito italiano. Non fu opera di un architetto, ma solo dell’operato industrioso di militari ungheresi desiderosi di costruirsi una “nicchia di conforto” in una terra su cui il sangue scorreva. Venne abbandonata incompiuta sei giorni prima dell’armistizio del 1918.

– Palazzo della Provincia:

Il Palazzo attualmente sede della Provincia di Gorizia è situato in Corso Italia 55 ed è stato costruito a metà del 1800. Storicamente conosciuto col nome di “Palazzo dei tre Portoni”, a descrizione del triplice ingresso, era originariamente adibito a struttura alberghiera. Acquistato nel 1939 dalla provincia di Gorizia, è stato da allora sede di attività istituzionali.

Casa vacanze – Bagni di Lusnizza

Per la casa vacanze di Bagni di Lusnizza è in fase di realizzazione un piazzale multifunzionale antistante.

– Villa Olivo:

E’ stata da poco acquistata dalla Provincia. E’ la villa adiacente al Palazzo della Provincia. Un acquisto inutile e dispendioso.

– Capannone cantonieri – Gradisca d’Isonzo

SETTORE TURISTICO E RICREATIVO

Si tratta di investimenti su progetti europei. Il progetto europeo Carso 2014 è molto importante sia per risorse che per obiettivi. Altri progetti per favorire l’incoming turistico nel Collio e per creare piste ciclabili nel territorio provinciale sono encomiabili e vanno continuati.

URBANISTICA E PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE

Sono in fase di attuazione il Piano interramento linee elettriche e il Piano energetico provinciale. Su questo programma la Provincia procede troppo lentamente e si rileva che non è giustificata la spesa di € 715.000,00 per supporto alla attività dell’AATO visto che l’Autorità d’ambito territoriale ottimale è un consorzio di comuni che si avvale operativamente di IRIS ACQUA per la gestione dell’acqua e delle fognature.

Funzioni nel campo della tutela ambientale.

Modifica del piano provinciale per la gestione dei rifiuti urbani. Il Piano provinciale smaltimento rifiuti deve prevedere le soluzioni più idonee e meno costose per lo smaltimento del secco residuo quando la discarica di Pecol dei Lupi sarà esaurita. Occorre seguire più attentamente l’attività dell’ATO, inerente il ciclo integrato dell’acqua, che ha predisposto il cosiddetto Piano d’ambito, strumento essenziale per la programmazione degli interventi migliorativi sugli impianti di prelevamento, distribuzione, trattamento delle acque potabili e di quelle reflue. Ci impegniamo a diminuire l’addizionale provinciale sulla bolletta dei rifiuti che i cittadini pagano ai comuni. È in fase di stesura la modifica del piano provinciale per la gestione dei rifiuti urbani.

Funzioni nel campo dello sviluppo economico

Si tratta sostanzialmente di sviluppo rurale. Alla Provincia stanno passando le competenze della soppressa Comunità Montana, che rivestono un ruolo importante.

Viabilità, Lavori Pubblici e Patrimonio

Manutenzione ordinaria e straordinaria delle 23 strade provinciali per uno sviluppo complessivo di km. 128:

S.P. n. 1 Fogliano – Pieris
S.P. n. 2 Pieris – Monfalcone
S.P. n. 3 Mariano – Villesse
S.P. n. 4 Capriva – Gradisca
S.P. n. 5 S. Lorenzo – Mariano
S.P. n. 6 Bivio Angoris – Medea – Versa
S.P. n. 7 Medea – Fratta
S.P. n. 8 Gorizia – Savogna – Sagrado
S.P. n. 9 Sagrado – Devetachi
S.P. n. 10 S. Lorenzo – Farra
S.P. n. 11 Ronchi – Staranzano
S.P. n. 12 Ronchi – San Pier d’Isonzo
S.P. n. 13 Rubbia – Gabria
S.P. n. 14 Brazzano – Dolegna
S.P. n. 15 Di Doberdò
S.P. n. 16 Di Angoris
S.P. n. 17 Del Collio
S.P. n. 18 Raccordo per Romans d’Isonzo
S.P. n. 19 Monfalcone – Grado
S.P. n. 20 Raccordo di Villa Luisa
S.P. n. 21 Dolegna – Mernicco
S.P. n. 22 Ponte Tiel – Belvedere
S.P. n. 23 Diramazione per Fiumicello

Funzioni nel campo dei trasporti. Trasporto pubblico locale.

Riprogrammare, anche per il medio periodo, l’unità di gestione dei servizi di trasporto pubblico locale in provincia di Gorizia
Individuare i nodi di interscambio, primo dei quali l’Aeroporto.
Installare il più possibile cartelloni con ben segnate le linee, dai quali l’utente può agevolmente scegliersi il viaggio e lo scambio delle linee così come avviene in tutte le stazioni di qualunque metropolitana ed anche nelle città più attente.
Introdurre l’abbonamento rete provinciale come a Trieste, in modo che con tale abbonamento si possa salire indifferentemente sia sui servizi urbani che su quelli extraurbani con evidente vantaggio per l’utenza.
Intensificare le corse (per l’urbano ogni dieci minuti).
Istituire fermate protette ed accessibili ai disabili usufruendo dei finanziamenti regionali istituiti allo scopo.
Attuare il Piano regionale laddove prevede il finanziamento delle nuove autostazioni di Gorizia, Cormons e del centro intermodale dell’Aeroporto al servizio anche di Monfalcone. Progettare al più presto queste infrastrutture, ottenere i finanziamenti regionali già stanziati e costruirle, scrollandosi l’inerzia di questi ultimi anni.
Destinare al miglioramento dei servizi, soprattutto quelli urbani di Gorizia e Monfalcone, i cospicui utili annuali conseguiti detenendo la maggioranza del pacchetto azionario della concessionaria APT SpA.
Seguire l’esempio della Provincia di Trieste che ha trasformato tutte le sue linee provinciali in urbane, e ciò ha permesso all’utenza di viaggiare su autobus urbani da Muggia a Grignano così come da San Dorligo a San Giovanni di Duino, con convenienza ad usare l’abbonamento rete visti i molti punti di coincidenza delle linee e la frequenza delle corse. Attuando una rete di linee urbane su tutto il territorio della provincia di Gorizia, si potrà ottenere finalmente un’efficace servizio provinciale di trasporto pubblico locale che oggi è utilizzato solo dagli studenti ed, in generale, da coloro che sono sprovvisti di automobile
Migliorare, insomma i servizi di trasporto pubblico per facilitare la mobilità e l’interazione delle persone all’interno del territorio provinciale per favorire nei fatti, e non solo con le parole, l’unità provinciale.

Funzioni trasferite in materia di Motorizzazione

La legge regionale 23/2007 ha trasferito alla Provincia la Motorizzazione Civile
Occorre proseguire con la gestione coordinata con le altre province della regione.

Funzioni relative alla cultura e ai beni culturali

La politica culturale della Provincia, e i progetti ad essa connessi, deve concentrare le risorse, finanziarie ed umane, nell’organizzazione di pochi grandi eventi, di grande richiamo culturale ma anche turistico.

Per rendere i musei sempre più funzionali ed efficaci per la presentazione dei beni esposti e da esporre al pubblico bisogna portare avanti il progetto di inventariazione e ricollocazione della Collezione Diaz, nonché la messa in luce della parte rimanente degli affreschi di Palazzo Attems e i restauri di mobili e arredi che saranno parte integrante del riallestimento delle sedi museali. Occorrono interventi di restauro lapideo sulle sculture presenti nel giardino di Palazzo Attems.

La Galleria d’arte contemporanea “Luigi Spazzapan”, gestita dalla Provincia nella sede di Gradisca di proprietà di quel Comune, deve diventare un punto fermo nella valorizzazione degli artisti locali contemporanei in un contesto di qualità delle esposizioni e rigore delle scelte.

Nell’ambito del sostegno che la Provincia dà alle associazioni locali, attraverso i contributi di carattere finanziario, si deve inserire la “Casa Morassi”. Inserita in un contesto splendido, quale quello di Borgo Castello, deve divenire punto di riferimento per le iniziative delle associazioni culturali che operano nel territorio provinciale.

Gli ulteriori spazi attrezzati nel complesso di Palazzo Alvarez destinati alla Biblioteca provinciale deve permettere di rendere fruibile l’intero patrimonio bibliografico provinciale. In particolare devono essere accessibili, dopo l’opera di ricatalogazione e sistemazione, le edizioni dell’800 (circa 8000) tra opuscoli e volumi tra le quali si trovano fonti e opere ancor oggi fondamentali per la ricerca storica, rarità editoriali e collezioni organiche. Inoltre deve ritornare fruibile l’importante raccolta relativa alla prima guerra mondiale, che contiene opere uniche in regione.

POSIZIONE DELLA PROVINCIA SU ALCUNI GRANDI TEMI

Anche se l’Amministrazione provinciale non ha competenza primaria su molti dei temi qui di seguito elencati, pur tuttavia, essendo un Ente eletto dai cittadini, la sua opinione riveste grande rilevanza ai fini del soddisfacimento delle istanze e delle aspirazioni della popolazione provinciale.

UNITA’ DELLA PORVINCIA

Il territorio provinciale ha la dimensione e le caratteristiche più appropriate per una efficace programmazione economica e pianificazione urbanistica, in quanto possiede:

Gorizia, la cui tradizione culturale ed amministrativa, derivante dall’eredità asburgica e dalla mescolanza di popoli e civiltà, non è il solo motivo principale del suo essere capoluogo di provincia ma è il presupposto del suo compito di guida sicura dello sviluppo civile ed equilibrato della comunità isontina;
– l’industria, il porto ed il turismo a Monfalcone;
le colture vitivinicole di fama mondiale nelle Doc Collio, Isonzo, Carso e Aquileia;
il turismo a Grado;
ed anche un tessuto molto sviluppato di piccole attività industriali, artigianali, commerciali, turistiche ed agricole, diffuso in tutto il territorio provinciale.

Per salvaguardare il buon livello di vita raggiunto dai suoi abitanti e per far crescere la comunità isontina a livello delle più avanzate realtà europee, è opportuno non assecondare proposte di divisione amministrativa del territorio provinciale. Anzi, non va dimenticato che l’Arcidiocesi di Gorizia esce dai confini della provincia per estendersi ad alcuni comuni della provincia di Trieste e ad altri di quella udinese.

IDENTITA’ LOCALI

L’Isontino si caratterizza per la sua ricchezza, per quella varietà di tessere di diverso colore che ne costituiscono un bellissimo mosaico e che si ritrova così nel paesaggio – dalla laguna alle carso – come nelle minoranze linguistiche attive e presenti da secoli. Nel nostro territorio, il cui capoluogo compie 1010 anni dalla prima citazione, c’è l’importante componente di lingua e cultura slovena, le cui scuole superiori sono gestite proprio dalla Provincia, fondamentale anche per la massima collaborazione che va avviata con il vicino Stato sloveno in molti settori, dall’economia al turismo, dall’agricoltura alla cultura ecc. C’è la lingua friulana, usata nella Destra Isonzo, il cui legame al territorio è testimoniato vieppiù dalla fondazione che avvenne a Gorizia nel 1919 della Società Filologica Friulana. Da non dimenticare, infine, i dialetti “graisan” e “bisiaco”.

INDUSTRIA

Gli abitanti della Provincia di Gorizia sono poco meno di 140.000. Quelli in età tra i 20 ed i 60 anni sono circa 77.500. Gli occupati sono 55.500 (i 22.000 non occupati sono casalinghe, disoccupati, studenti universitari, pensionati con meno di 60 anni, ecc.) di cui:
1.600 in agricoltura
15.700 nell’industria e di questi 1.800 nell’edilizia
38.200 nelle altre attività di cui 9.000 nel commercio
Dei 14.000 occupati nell’industria (non conteggiando quelli dell’edilizia) 7.000 lavorano nei comuni di Monfalcone, Ronchi e Staranzano e gli altri 7.000 nel resto della Provincia.

I 14.000 occupati nell’industria costituiscono una buona percentuale rispetto al totale della forza lavoro provinciale, per cui si può asserire che la provincia di Gorizia è una provincia molto industrializzata e che ha raggiunto, grosso modo, la piena occupazione.

Questo risultato è dovuto a scelte lungimiranti delle forze politiche del dopoguerra che hanno saputo indirizzare notevoli risorse pubbliche per l’infrastrutturazione delle zone industriali, vincendo la scommessa. Ora, però, dopo 30 anni di sviluppo industriale, tutto il settore risulta in sofferenza. Vi sarà ancora sviluppo industriale solo in quelle località (parchi tecnologici) ed in quei settori in cui si sono effettuati investimenti nell’innovazione tecnologica.

In regione Friuli Venezia Giulia, ed anche in provincia, ciò è avvenuto in minima parte e quindi molte industrie non riescono a stare sul mercato o vengono delocalizzate laddove minore è il costo della manodopera (Cina, Est europeo, ecc.).
Quindi il settore industriale non garantirà in futuro nuova occupazione e neanche il mantenimento dei livelli attuali.

La Regione, ma anche noi, punta, per creare nuova occupazione e nuovo valore aggiunto, sullo sviluppo delle infrastrutture al servizio dei trasporti per incrementare il traffico delle merci e dei passeggeri. Tutto ciò, però, chiama ad un rinnovato impegno nella politica industriale per difendere al massimo l’industrializzazione raggiunta.

Per contrastare la perdita di quote di mercato, la crescita inadeguata e il fermo della produttività occorre un approccio comune, consapevole e responsabile. Bisogna puntare ad una nuova competizione, per la quale è necessaria una forte innovazione nella ricerca e nello sviluppo. Occorre valorizzare l’integrazione ambientale fra imprese, istituzioni ed università. Infine un miglioramento delle infrastrutture e della burocratizzazione amministrativa.

Vanno richiamate e fatte proprie le disposizioni regionali recenti e vanno seguite quelle in fieri, apportandovi altresì il nostro contributo. Sono le leggi sull’innovazione e sulla competizione. Puntare ad integrare Imprese, Istituzioni, Università e Istituti di ricerca per favorire la nascita di un nuovo ambiente socio economico che privilegia la cultura, la conoscenza e fa crescere risorse che saranno attori della civiltà della conoscenza che stiamo vivendo.

Valorizzazione funzionale e gestionale dei Consorzi industriali anche individuando un ente gestore leader per meglio attuare l’attività di cooperazione fra enti. Valorizzazione degli enti funzionali alla diffusione dell’Innovazione, della Ricerca e dello Sviluppo. In particolare il Consorzio per lo sviluppo della zona industriale di Gorizia dovrebbe creare nuova imprenditorialità ed attrarre attività con elevata innovazione tecnologica, istituendo servizi comuni, fortemente richiesti, quali un ufficio marketing ed un ufficio per la predisposizione delle pratiche per l’ottenimento dei finanziamenti pubblici per la ricerca, ecc. Parimenti il Consorzio per lo sviluppo industriale di Monfalcone.

TURISMO

Le nuove esigenze del consumatore in termini di personalizzazione del servizio si riflettono anche nei modi di fare turismo, dove motivazioni ed aspettative si rivolgono soprattutto a modalità di turismo che siano occasioni di conoscenza, approfondimento, incontro. Vi è, in sostanza, una crescente personalizzazione del “pacchetto” turistico che ha portato ad una elevata frammentazione della domanda, fino ad arrivare a tendenze più particolari, di nicchia, che ricercano un’offerta altamente specializzata.

In quest’ottica, l’intento della Provincia è di far sì che l’evento culturale di qualità diventi lo stuzzicante richiamo per il turista che non cerca l’attrattiva semplice del pacchetto tutto compreso “mari e monti” ma che vede il soggiorno come momento di crescita, di conoscenza. Un nuovo modo quindi di concepire il turismo che ha fatto, ad esempio, esplodere nel giro di un decennio i fenomeni dell’agriturismo e del turismo enogastronomico.

Sulla base di ciò i diversi eventi organizzati dalla Provincia (es. grandi mostre) prevedono sempre una parte di promozione e di offerta turistica del territorio. Per essere veramente operativi in questo settore, bisogna unificare le Aziende di promozione turistica per proporre un pacchetto unico di offerta turistica per tutta la provincia compreso Aquileia.

COLLABORAZIONE TRANSFRONTALIERA E POLITICHE COMUNITARIE

L’allargamento dell’Unione Europea, con l’entrata di dieci nuovi paesi dal 1° maggio 2004, ha rappresentato una svolta storica per la pace, la stabilità politica e la collaborazione economica nel nostro continente. Le aree di confine, per lungo tempo marginali nell’ambito dei singoli stati, hanno oggi l’opportunità di divenire centrali nel nuovo contesto europeo. Quest’opportunità è particolarmente rilevante per l’area isontina, in quanto sta consentendo di riallacciare gradualmente i secolari rapporti tra le due parti in un territorio storicamente omogeneo, che per poco più di mezzo secolo il confine ha diviso. Il 21 dicembre 2007 la Slovenia è entrata nella cosiddetta “area Schengen” ed assieme alla barriera confinaria sta cadendo gradualmente anche la barriera psicologica e se questo cambiamento andrà di pari passo con concreti progetti italo-sloveni di collaborazione in tutti i settori fondamentali per una sana crescita del tessuto sociale, economico, urbanistico, ambientale ci aspetta un futuro con rosee prospettive di sviluppo turistico, ed il Goriziano – in senso storico e internazionale – può diventare non solo un ricco giacimento enogastronomico, ma anche un polo attrattivo per investimenti finanziari, occupazionali ed immobiliari. Il 21 dicembre è il solstizio d’inverno, giorno in cui il buio della notte raggiunge la sua massima durata, ma è anche il momento dell’anno a partire dal quale le giornate ricominciano ad allungarsi. Perciò, come nel solstizio nell’istante stesso della vittoria delle tenebre nasce lo spiraglio della nuova luce, così anche per la provincia italiana di Gorizia e la Goriška slovena inizierà un nuovo periodo di fulgore.

Una particolare attenzione, nel campo dei collegamenti infrastrutturali, va dedicata al progetto di creazione di un parallelismo ferroviario che, analogamente a quanto previsto per quello autostradale ormai in via di completamento, consenta di connettere la tratta ferroviaria Gorizia-Vrtojba-Sezana-Divaca al sistema Venezia-Trieste-Lubiana: il tutto nella logica della creazione della cosiddetta Alta Capacità ferroviaria, in particolare nel tratto Ronchi Sud – Lubiana.

Un effettivo superamento del confine presuppone efficaci vie di trasporto, puntando, anche in osservanza degli indirizzi dell’Ue, al rilancio delle ferrovie per ridurre la congestione stradale, migliorare le prestazioni ambientali del sistema di trasporto merci e potenziare il trasporto intermodale, contribuendo in questo modo a realizzare un sistema di trasporti efficiente e sostenibile. Con la realizzazione di una piattaforma logistica di scambio gomma-rotaia nell’area confinaria di Sant’Andrea-Vrtojba e col raddoppio e l’elettrificazione della tratta Vrtojba-Sezana si potrebbe realizzare in tempi brevi, con un impatto ambientale minimo e un contenuto investimento finanziario, una prima efficace connessione tra la rete ferroviaria italiana e quella slovena, quale elemento di complementarietà in attesa della realizzazione delle altre opere previste sul Corridoio 5, che certamente richiedono tempi più lunghi e risorse più importanti.

TRASPORTO PUBBLICO LOCALE SU FERROVIA

L’attuale servizio ferroviario regionale non corrisponde alle aspettative dell’utenza in quanto poco frequente ed effettuato con materiale rotabile troppo obsoleto.
Per migliorare il servizio, dal momento che sono state trasferite alla Regione le competenze in materia di trasporto pubblico locale ferroviario, occorre portare il servizio ad una più alta frequenza di corse. Occorre che l’iniziativa politica dell’Isontino si sostanzi affinchè:
1. La Regione realizzi il piano del trasporto pubblico locale ferroviario così come sopradescritto.
2. Si proceda alla costruzione del centro intermodale passeggeri davanti all’aeroporto.
3. Si realizzi il passante ferroviario che permetta ai treni, provenienti da Trieste per Gorizia-Udine e viceversa, di passare per l’aeroporto.

TRASPORTO PUBBLICO DI CABOTAGGIO VIA MARE

Attualmente esiste una linea di trasporto passeggeri via mare collegante gli scali provinciali ad altre località regionali. La linea, in concessione all’APT di Gorizia, collega Grado con Trieste.

Occorre che la Provincia si attivi per istituire una nuova linea marittima Monfalcone-Marina Julia-Sistiana-Trieste con partenza da Monfalcone in orario adeguato per recarsi alle spiagge e soprattutto per servire Marina Julia che conta un presenza annua di più di 100.000 persone. In alternativa almeno la Monfalcone-Sistiana soppressa di recente senza giustificazioni.

TRASPORTO AEREO

L’aeroporto di Ronchi dei Legionari, pur essendo efficiente e moderno, è utilizzato in maniera modesta da parte dell’utenza (la somma dei passeggeri in partenza ed in arrivo ammonta ogni anno a circa 700.000 unità). Spesso viene preferito, soprattutto dagli abitanti del Pordenonese ma anche da molti della provincia di Udine, l’aeroporto Marco Polo di Venezia, il quale offre molti più voli e, comunque, dista da Pordenone, in automobile, in egual misura che da Ronchi.

I collegamenti ferroviari sono inesistenti ed i collegamenti con autobus sono efficaci quelli con Trieste ma non quelli con Udine e Pordenone.
La Provincia dovrà farsi portavoce dei bisogni del territorio per potenziare sempre più l’aeroporto, aumentando i collegamenti aerei con altri scali italiani ed europei.

PORTO DI MONFALCONE

Nuove imprese portuali, nuovi spedizionieri ed agenzie marittime in porto per nuove assunzioni qualificate. Ciò è possibile soprattutto con la realizzazione di uno scalo container e comunque con l’apprestamento a funzioni portuali degli spazi ancora a disposizione. Occorre l’approvazione del nuovo piano regolatore del porto. Quello attuale è superato e redatto 30 anni fa.
Occorre l’approfondimento del canale di accesso a – m. 12,50 medio mare. La costruzione di banchine, piazzali, ecc. può essere realizzata con i proventi derivanti dallo stoccaggio delle merci sui piazzali in concessione. Il porto di Monfalcone deve essere gestito dalla Regione avvalendosi del Consorzio industriale. Vanno favorite iniziative come quella lanciata dal gruppo Unicredit per fare crescere lo scalo.

AUTOPORTO DI GORIZIA

L’autoporto di Gorizia costituisce per la provincia di Gorizia, e non solo, un’infrastruttura importantissima al servizio dei trasporti internazionali giocando un ruolo essenziale per lo sviluppo della nostra economia. A ben guardare, esso si colloca sul Corridoio 5 che, a Villesse, si sdoppia verso Gorizia e la Slovenia con il suo tracciato autostradale e a Ronchi Sud con il suo tracciato ferroviario.

Bisogna valutare se completare l’Autoporto con il terzo lotto, che prevede tutti i servizi per la sosta e l’attivazione di iniziative intelligenti per offrire ulteriori sevizi commerciali alle merci in sosta ed in transito, o se puntare sul trasporto integrato gomma-rotaia con treni Ro-La creando la massima sinergia con l’adiacente autoporto di Vertoiba.

IL CORRIDOIO 5

La Comunità europea ha previsto che questo Corridoio passi attraverso la Spagna, la Francia, il Nord d’Italia, la Slovenia, l’Ungheria e l’Ucraina (Barcellona – Kiev).

Per quanto riguarda le autostrade, mancano alcuni pezzi in Slovenia, in Ungheria ed in Ucraina, ma per quanto riguarda il nostro territorio non ci sono problemi, se non la terza corsia dell’A4 finalmente prossima a realizzazione.

Per quanto riguarda la ferrovia, ci sono molti problemi in Slovenia, in Ungheria ed in Ucraina (qui lo scartamento dei binari russi è più largo). Le industrie della provincia ed il Porto di Monfalcone potranno quindi avvalersi di questa opportunità per avviare le merci in tempi rapidi e a bassi costi.

Le infrastrutture ed i servizi per invogliare la sosta dei convogli ed ottenere i relativi benefici sono presenti:
a Monfalcone con una zona doganale a ridosso del Porto, con piazzali di sosta, ristorante, bar, foresteria e con una palazzina con docce e servizi per i camionisti;
in aeroporto è prevista la costruzione del nuovo polo intermodale passeggeri;
a Gorizia con la costruzione del terzo lotto dell’autoporto che prevede il completamento delle infrastrutture e dei servizi per la sosta ed inoltre prevede iniziative intelligenti per offrire ulteriori servizi commerciali alle merci in sosta ed in transito.

Occorre, pertanto, attivare a tutti i livelli le energie per completare le infrastrutture necessarie a cogliere le opportunità che il Corridoio 5 può offrire in termini di lavoro e di vantaggi economici, facendo della provincia di Gorizia una grande piattaforma multimodale.

SANITA’

Per garantire una possibilità di sviluppo secondo criteri di efficienza e qualità, deve essere massimamente sviluppata l’integrazione e la collaborazione tra tutte le strutture dell’ASS Isontina (ospedaliere e territoriali, inclusi i medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta) nel loro ambito e nei confronti delle Amministrazioni pubbliche e delle associazioni operanti nel settore.

E’ prioritario favorire un accesso equo alla Sanità pubblica per tutti i cittadini della regione; equità intesa come tempi di attesa, facilità di prenotazione, distanze da percorrere, riduzione al minimo dei costi temporali ed economici, ecc.

E’ altrettanto prioritario che non possano esistere nella gestione aziendale vuoti operativi così significativi da poter compromettere progettualità ed indirizzi già acquisiti, questo per non ledere ulteriormente i diritti dei cittadini e perché l’amministrazione pubblica deve controllare la continuità, l’efficacia e la trasparenza operativa dei suoi amministratori.

Bisogna:

1. non intendere l’organizzazione sanitaria secondo i criteri di “area vasta” intesa come mero passaggio di funzioni verso l’Azienda ospedaliera di Trieste, fermo restando quei servizi sanitari specialistici che effettivamente operano per un’area più vasta degli attuali territori delle ASS;

2. rivedere la programmazione dei servizi di trasporto pubblico locale per far accedere i malati, ed in generale gli utenti della sanità, alle strutture ospedaliere di Gorizia e di Monfalcone (l’Isontino ha un unico ospedale le cui specializzazioni sono divise nei due plessi di Monfalcone e Gorizia) oggi praticamente impossibilitati ad utilizzare i mezzi pubblici a causa degli orari e del costo del trasporto (occorre introdurre l’abbonamento rete in quanto da molte località della provincia servono tre abbonamenti per raggiungere e frequentare gli ospedali provinciali).

3. considerare che l’Ue ha da poco approvato una Direttiva sulla sanità transfrontaliera, rendendo improcrastinabile un confronto ed una collaborazione con la vicina Slovenia.

La Provincia, per concludere, esercita molte funzioni e compiti amministrativi stabiliti dalla legge, in relazione a diversi seguenti settori:

a) difesa del suolo, tutela e valorizzazione dell’ambiente;
b) iniziative culturali e valorizzazione dei beni culturali di valenza provinciale;
c) viabilità e trasporti;
d) protezione della flora e della fauna, aree naturali protette;
e) caccia e pesca nelle acque interne;
f) smaltimento dei rifiuti e tutela dagli inquinamenti;
g) diritto allo studio ed edilizia scolastica, relativamente all’istruzione secondaria di secondo grado;
h) politica attiva del lavoro.
i) agricoltura;
j) formazione professionale.
k) concorre alla determinazione del programma regionale di sviluppo e degli altri programmi e piani regionali secondo norme dettate dalla legge regionale, anche attraverso il coordinamento delle proposte avanzate dai Comuni;
l) formula e adotta, con riferimento alle previsioni e agli obiettivi del programma regionale di sviluppo, propri programmi pluriennali sia di carattere generale che settoriale, coordinandoli con l’attività programmatoria dei Comuni e degli Ambiti per lo sviluppo territoriale (ASTER), nonché concertando con la Regione il finanziamento per l’attuazione dei propri programmi;
m) elabora piani di coordinamento settoriale riferiti alle competenze a essa attribuite.

CONCLUSIONI

Da tempo si protrae la campagna di delegittimazione delle Province italiane e dei loro amministratori e non si tiene in minimo conto del consolidamento del ruolo delle istituzioni provinciali a seguito della riforma costituzionale del 2001 e delle accresciute ed importanti funzioni amministrative che esse esercitano in settori strategici per il governo del paese. L’attacco alle istituzioni provinciali si inserisce in modo organico in una strategia di delegittimazione della politica che ha l’obiettivo di ridurre gli spazi della democrazia e il ruolo delle istituzioni rappresentative delle comunità territoriali;

Ma, invece, va considerato che dalla ricerca sulla Governance provinciale emerge la necessità di offrire al Paese un solido punto di riferimento democratico in grado di condensare le molteplici istanze che nascono a livello locale e per il governo dei territori. Dalle assemblee generali delle Province d’Italia è emersa la piena disponibilità delle Province a dare il loro contributo al necessario processo di riordino istituzionale, per una razionalizzazione delle pubbliche amministrazioni che superi gli sprechi e le sovrapposizioni, in una prospettiva di una profonda semplificazione dei rapporti tra le istituzioni, i cittadini e le imprese.

Perciò, al fine di far concorrere con il sistema Italia anche la Provincia di Gorizia e per affrontare le tre grandi sfide:
1. la modernizzazione dell’assetto istituzionale;
2. la crescita sostenibile dell’economia;
3. l’adattamento del modello di coesione sociale.

Pertanto la Provincia di Gorizia deve attivarsi con le altre province italiane:
a procedere in modo rapido all’individuazione delle funzioni fondamentali dei Comuni e delle Province per dare vita ad una “Carta delle autonomie locali” coerente con i principi contenuti nelle disposizioni del titolo V, parte II, della Costituzione e che tali principi siano recepiti anche dalla Regione Friuli Venezia Giulia;
a far approvare un sano federalismo fiscale per dare attuazione all’articolo 119 della Costituzione e consentire alle province e a tutte le istituzioni costitutive della Repubblica la possibilità di gestire le loro funzioni in piena autonomia e responsabilità, garantendo comunque un sistema di perequazione che sostenga i territori più svantaggiati;
ad applicare in modo coerente l’accordo tra il Governo, le Province e i Comuni, in particolare prevedendo l’anticipazione di misure di riordino istituzionale che portino la immediata soppressione di enti e strutture ridondanti per abbattere i costi della politica.

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SIMONETTA VECCHI (Gorizia, 1965)


AMBIENTE
TUTELA AMBIENTALE – LE NOSTRE PROPOSTE

L’acqua deve restare un bene pubblico e, a prescindere dalle modalità gestionali del servizio idrico integrato che il legislatore ci imporrà, dovremo continuare a lavorare per offrire ai cittadini un servizio efficiente, anche alla luce degli ingenti interventi previsti nel piano d’ambito che prevede un ammodernamento delle rete di vasta portata. Va implementata la collaborazione con il Consorzio di Bonifica della Pianura Isontina per individuare congiuntamente le migliori scelte finalizzate a garantire un approvvigionamento idrico costante per l’agricoltura e nel valutare la reale fattibilità, anche sotto il profilo dell’impatto ambientale, di un piccolo invaso sull’Isonzo, saremo chiamati a fare sistema per garantire il rispetto degli accordi internazionali sul regolamento dei flussi d’acqua del fiume.
La raccolta differenziata dei rifiuti non è in discussione, è ormai uno stile di vita acquisito dalle nostre famiglie ma non possiamo negare che ci sono nodi pesantissimi ancora da sciogliere:
• il piano rifiuti provinciale , che non ha passato il vaglio degli uffici regionali, dovrà essere ripensato in stretta collaborazione con la Regione così da garantirne l’immediata applicabilità;
• cosa fare dopo la chiusura della discarica di Pecol dei Lupi?
• non possiamo illudere i cittadini sugli effetti salvifici di soluzioni tecniche miracolose e sarà necessario individuare una modalità di smaltimento della frazione non riciclata
• fatta salva l’autonomia dei comuni nella scelta dell’ente gestore sarà nostro compito contribuire ad individuare un percorso gestionale in grado valorizzare le potenzialità degli impianti esistenti a Moraro, prevedendo un utilizzo almeno regionale degli stessi;
• quanto alla possibilità di utilizzare discariche oltreconfine, fatti salvi gli accordi necessari tra i due stati sovrani, sarà necessario valutare della conformità dei siti prescelti alle normative nazionali e la loro adeguatezza in termini di compatibilità ambientale;
• per il futuro sarà opportuno valutare la fattibilità di utilizzare punti di raccolta con badge a banda magnetica e contestuale pesatura dei rifiuto, avendo come modello l’eccellenza raggiunta da alcune provincie virtuoso di regioni vicine.
Ci impegneremo seriamente affinchè le nostre famiglie non continuino a sopportare i costi di una riorganizzazione del sistema che sembra non finire mai.
La nuova politica dell’energia richiede un approccio sistemico che va ben oltre le scelte dell’Amministrazione Provinciale e l’approccio ad un problema così importante non deve mai essere condizionato dall’emotività. Come amministratori e come cittadini, saremo impegnanti in prima persona a dare attuazione al protocollo di Kyoto per l’abbattimento emissioni in atmosfera e questo impegno si realizzerà attraverso azioni concrete che coinvolgeranno gli operatori economici e le famiglie:
• promozione di azioni di monitoraggio sulla qualità dell’aria, in collaborazione con ARPA, nelle situazioni più a rischio (aziende, centrali elettriche, nodi stradali)
• controllo sugli impianti domestici di riscaldamento
• incentivi per l’energia pulita ( fotovoltaico, geotermia) ma con un’attenta valutazione dell’efficacia nel tempo degli impianti ed individuando sin d’ora le modalità di smaltimento degli stessi al momento della dismissione.
Un altro obiettivo fondamentale è costituito dalla necessità di procedere in tempi brevi all’ammodernamento/incremento delle reti di trasmissione elettrica; la Provincia nel suo ruolo di coordinamento e raccordo tra i soggetti convolti (principalmente Comuni, Regione, gestori privati), o dovrà attivarsi con i promotori per favorire l’interramento delle linee , ove tecnicamente possibile e l’individuazione di corridoi energetici a bassissimo impatto ambientale e strategicamente efficaci per l’intero ambito provinciale.

LAVORO
INDUSTRIA E ARTIGIANATO

Le ultime indagini effettuate dalla CCIAA (Camera di commercio industria, artigianato e agricoltura) di Gorizia indicano che nel settore manifatturiero, in particolare per le imprese di media e grande dimensione, si nota una ripresa del mercato e della capacità produttiva collegata alla domanda estera e un incremento dell’occupazione del settore rispetto ai livelli del 2009. Per quanto riguarda le costruzioni la domanda al settore rimane invece debole con conseguenze negative sull’occupazione.Quanto al commercio, le previsioni rilevate fanno supporre un miglioramento nelle vendite del commercio al dettaglio nel prossimo futuro. L’occupazione nel settore del commercio risente però della debole domanda attuale. In merito alla situazione occupazionale provinciale nel suo complesso, secondo gli ultimi monitoraggi dell’Agenzia regionale del lavoro, dobbiamo, quindi, prendere atto di un saldo negativo tra avviamenti e cessazioni nella seconda parte del 2010, con una costante diminuzione dei contratti a tempo indeterminato, anche se ci fa ben sperare un lieve miglioramento generale rispetto al 2009. Il lavoro è quindi la vera sfida da vincere per il futuro.

Come agiremo

Per ottenere risultati concreti daremo nuova efficacia al tanto decantato “Patto per lo sviluppo della Provincia di Gorizia”, coinvolgendo nuovi soggetti portatori di interesse, in primo luogo i poli scolastici e lei imprese. Il nostro primo obiettivo deve essere la riorganizzazione del sistema economico provinciale, progetto estremamente ambizioso in cui l’Amministrazione può svolgere un importantissimo ruolo di coordinamento e raccordo. Siamo pronti a lavorare per:
uscire dalla logica dell’economia di confine e dell’assistenzialismo
concordare con la Regione una strategia comune per consentire l’insediamento sul territorio di nuove imprese grazie ai vantaggi offerti dal federalismo fiscale
promuovere investimenti pubblici e privati per ricerca e innovazione, al fine di favorire la modernizzazione del sistema produttivo nell’industria, artigianato e agricoltura
razionalizzazione nell’utilizzo delle risorse pubbliche concentrando gli interventi su progetti concreti
efficienza e tempestività nelle risposte da parte della Pubblica Amministrazione
attuare una diversificazione dei distretti industriali
massima attenzione ai progetti di cooperazione sociale
riqualificazione professionale attraverso percorsi programmati gestiti assieme alle strutture della formazione regionale con particolare attenzione per le donne, per gli over 50 nonché per i lavoratori precari e atipici
proseguire gli investimenti sulle opere pubbliche
Per offrire prospettive concrete alle nuove generazioni diverrà essenziale la collaborazione con i poli scolastici provinciali e l’istituzione di un tavolo di lavoro permanente tra istituti tecnici, consorzi industriali, associazioni di categoria e aziende al fine di promuovere presso le famiglie l’alta valenza dell’istruzione tecnica e gli interessantissimi risvolti occupazionali di questa scelta di indirizzo scolastico.
Ci attiveremo per favorire una programmazione specifica da parte degli uffici di collocamento indirizzata in primo luogo ai soggetti che necessitano di percorsi formativi mirati a soddisfare le richieste delle aziende locali; anche in questo caso sarà necessario lavorare in sinergia con gli istituti scolastici e universitari.

TERRITORIO
IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO

Il ruolo delle Provincie nella pianificazione territoriale è da sempre carente, da un lato a causa di un assetto normativo non sempre adeguato ad attribuire un ruolo di programmazione e pianificazione a tali enti, dall’altro perché fare delle scelte e proporre dei modelli di salvaguardia e sviluppo significa assumersi delle responsabilità decisionali che, inevitabilmente, possono trovare il favore ed il consenso di alcuni, ma sono spesso impopolari.
Il peso politico che la Provincia ha avuto in questi ultimi cinque anni ha prodotto ben pochi risultati e non si è mai affrontato con lungimiranza un lavoro programmatorio di “area vasta”, così da poter da un lato valutare in modo consapevole ed oggettivo importanti opere infrastrutturali che vengono proposte sul nostro territorio e dall’altro offrire ai Comuni degli strumenti conoscitivi che permettessero di procedere alla definizione dei singoli strumenti urbanistici comunali in coerenza con i comuni contermini.
La legge 1150/42 istituiva quali strumenti di pianificazione a scala sovra comunale i Piani Territoriali di Coordinamento, strumento di pianificazione intermedia tra Piano Territoriale Regionale e Piano Regolatore Generale Comunale
Nel 1978 la Regione Friuli Venezia Giulia, prima in Italia, riesce a dotarsi di un Piano Urbanistico Regionale Generale.
La legge Regionale 52 del 1191 demandava alle Provincie la pianificazione di area vasta definendo il Piano Territoriale Provinciale di Coordinamento, che pur caratterizzato da ridotti margini di operatività, era stato pensato come strumento di specificazione delle indicazioni del piano regionale, attraverso la definizione di sub aree d’intervento sulle quali doveva essere predisposto un quadro di riferimento di livello sovra comunale per la pianificazione urbanistica dei Comuni.
Va detto che , durante la presidenza Brandolin la provincia di Gorizia si era attivata per promuovere attività finalizzate alla costruzione di quadri conoscitivi territoriali che potessero descrivere il territorio provinciale con una visione più ampia del singolo Comune, al fine di fornire conoscenze di base necessarie per l’elaborazione di strumenti di pianificazione pertinenti con i temi di area vasta.
Del lavoro svolto su questo tema non è dato a sapere che fine abbia fatto.
La nuova legge urbanistica regionale n° 5/2007 fa propri alcuni punti contenuti nella riforma dell’ordinamento delle autonomie (L.r. 1/2006) la quale prevedeva che i Comuni si associno tra loro in ASTER (Ambiti per lo sviluppo Territoriale). In attesa della definizione del nuovo Piano Territoriale Regionale nel 2008 è stata emanata una nuova legge con contenuti urbanistici: la n° 12/2008 che di fatto congela i contenuti della L.R. 5/2007 e torna a fare valere la L.R. 52/1991 con annesso Piano Urbanistico Regionale datato 1978.
In questo periodo, in altre regioni italiane, sono stati messi a punto del modelli di pianificazione territoriale, a livello provinciale, decisamente interessanti.

PERCHE’ DEFINIRE UN PIANO TERRITORIALE DI AREA

L’Amministrazione Provinciale ha diverse competenze con inevitabili ricadute sul territorio: dal ciclo dei rifiuti, all’istruzione, dai trasporti pubblici all’energia, dalla mobilità alla rete infrastrutturale delle strade. L’Amministrazione Provinciale, inoltre, è chiamata a dare dei pareri, anche se di sola natura politica, su importanti opere infrastrutturali, non ultima la TAV, che attraverserà in maniera importante il territorio provinciale. E’ quindi necessaria una seria azione di programmazione che riesca a mettere a sistema tutte e le scelte operate in modo da finalizzarle al raggiungimento di un preciso obiettivo, nella piena delle ricadute e delle trasformazioni che si andavano ad attuare sul territorio.

PERCHE’ LAVORARE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

Uno sviluppo sostenibile, così come è stato definito dalle più importanti conferenze sull’ambiente e sul territorio che si sono tenute negli ultimi anni a livello europeo, garantisce i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri.
Il postulato di progetto territoriale sostenibile si traduce in un concetto di integrazione di risorse umane, naturali e fisiche.
Risorse Umane: popolazione insediata, il sapere, strutture sociali formali ed informali, coesione sociale.
Risorse Naturali: elementi territoriali, biodiversità, edifici storici.
Risorse Fisiche : economia, edifici, infrastrutture, impianti.

COS’E’ UN PIANO STRATEGICO

Il piano strategico è un modello di pianificazione che supera completamente la filosofia dello zonning, proponendosi di superare la logica gerarchica del governo del territorio per lasciare il posto alla leale e consapevole collaborazione tra soggetti amministrativi che sono dotati di ruoli e competenze diverse in una ottica di co-pianificazione.
Al centro di questo scenario dovremo porre le esigenze dei cittadini, delle famiglie e delle imprese, considerando il territorio non solo come componente fisica ma nella sua accezione più ampia fatta di culture, economie paesaggi etc.
Il piano strategico è pensato come piano per la vita. E’ uno strumento pensato per delineare le linee si sviluppo sostenibile del territorio, al fine di perseguire la tutela, l’integrità fisica ed ambientale, nonché l’identità culturale e paesaggistica dello stesso.

IL NOSTRO TERRITORIO

Per la provincia di Gorizia , un piano siffatto sarà in grado di offrire una
nuova visione di sviluppo del territorio, coerente con i propri limiti (capacità di carico) e le proprie potenzialità, che unisca le risorse ambientali e fisiche al capitale umano quale componente attiva del territorio, passando attraverso la costruzione di un Piano Strategico che affronti in modo sostenibile l’immediato futuro e la responsabilità verso le nuove generazioni.
Questo nuovo approccio, dunque, non deve limitarsi all’analisi delle sole variabili urbane (insieme di infrastrutture e di costruito), ma deve tenere conto dei flussi costituiti dalla conoscenza, dalla creatività e dalla tecnologia. Da questa analisi sintetica si può comprendere come il territorio della Provincia di Gorizia diventi un complesso in cui si riconoscono diversi “motori di propulsione” materiali e immateriali:
il sistema del patrimonio storico-culturale e naturale del Carso Isontino;
il sistema costituito dai nuclei urbani e industriali delle città del Mandamento Monfalconese;
il sistema delle aree collinari di cerniera limitrofe alla provincia di Udine;
il sistema dell’area protetta della laguna di Grado che si distingue sia per l’alto valore ecologico che per la connotazione turistica.
Il sistema della città transfrontaliera di Gorizia con i Comuni di cintura
Per cercare nuove opportunità di sviluppo e competitività all’interno del sistema, non solo regionale, ma anche nazionale e internazionale, è necessario realizzare una rete di connessione tra le singole entità locali in modo da rafforzare le caratteristiche del territorio provinciale, permettendo, attraverso strategie condivise, di superare le eventuali criticità future (ad esempio quella relativa al Corridoio V), di rafforzare i potenziali presenti (l’aeroporto di Ronchi dei Legionari) e di tutelare le identità dei luoghi (Carso e Laguna).

CULTURA
CULTURA E VALORIZZAZIONE DELLE MINORANZE LINGUISTICHE

La Provincia di Gorizia rappresenta sicuramente un unicum, per la sua storia cosi particolare e sofferta, per la presenza sul territorio di importanti minoranze linguistiche giustamente orgogliose della propria storia e cultura. I confini in questa nostra terra sono stati tanti e non sempre segnati dalle sbarre: confini linguistici, culturali, politici, che stanno cadendo man mano che si fanno più lontane le ferite del nostro passato e i giovani diventano i protagonisti della nostra piccola Europa. Dopo la tutela, è giunto il momento di parlare di valorizzazione di questa immensa ricchezza che caratterizza il territorio: apriamo i sancta sanctorum delle nostre comunità, concentriamoci su progetti di ampio respiro , valorizziamo il passato ma non temiamo le avanguardie, collaboriamo con Provincie e Regioni vicine e con la Slovenia.

TURISMO
UNA NUOVA POLITICA PER IL TURISMO

Dovremo impegnarci a fondo affinché il turismo diventi veramente la prima voce del nostro sistema economico. Promuovere seriamente il turismo significherà fare sistema per valorizzare il nostro territorio, la cui unicità non è delocalizzabile e ha potenzialità di sviluppo ancora molto grandi. Le azioni da svolgere nel prossimo futuro sono molteplici:

la Provincia deve promuovere la costituzione di un tavolo permanente delle politiche del turismo per consentire una pianificazione almeno annuale delle iniziative programmate sul e per il territorio, al fine di evitare spreco di risorse e sovrapposizioni;
rapporti di collaborazione costante fra tutti i soggetti coinvolti: consorzi, aziende di promozione turistica, comuni, soggetti privati;
sinergia con l’Azienda Provinciale dei Trasporti in occasione di manifestazioni dislocate su più comuni;
nuovo ruolo dell’aeroporto : non si deve solo partire ma si deve arrivare in Provincia di Gorizia;
stretto rapporto di collaborazione con i gli operatori attivi nelle altre Provincie per inserire il nostro territorio in percorsi turistici (navi da crociera, percorsi storici etc.);
promuovere sempre il territorio nel suo complesso: centri balneari, poli termali, centri storici, percorsi museali, itinerari storici, enogastronomia.

SCUOLA

Un sistema scolastico d’eccellenza sarà l’ obiettivo principale della nostra azione amministrativa e il miglior biglietto da visita per il futuro che possiamo offrire ai giovani. Per raggiungere questo obiettivo non si potrà prescindere da una politica degli investimenti, modulata secondo una scala di priorità da concordare prioritariamente con i Comuni, volta a realizzare:
la messa in sicurezza degli edifici scolastici dal punto statico adeguando gli stessi alle nuove normative antisismiche
l’ammodernamento delle strutture spesso obsolete anche nella distribuzione degli spazi didattici.
La riorganizzazione dei poli scolastici verrà attuata tenendo sempre presente l’obbiettivo dell’eccellenza dell’offerta formativa da offrire alle famiglie, con una forte capacità d’attrazione per studenti provenienti dalle vicine provincie di Udne e Trieste e da oltreconfine.
Il lavoro sulla qualità dell’offerta didattica non potrà che essere continuativo nel tempo e dovrà tenere conto di molteplici e mutevoli fattori legati alla trasformazione della società e a nuove esigenze del mondo economico ma fin d’ora possiamo individuare alcuni obiettivi importanti:
creazione d un liceo coreutico-musicale per implementare la capacità attrattiva del polo artistico di Gorizia per i numerosi studenti delle scuole di musica locali che potranno prepararsi ai conservatori post riforma;
realizzazione di un polo tecnico – nautico in grado di offrire ai giovani una formazione di alto livello finalizzata all’inserimento nel mondo del lavoro nelle aziende cantieristiche d’alta gamma recentemente insediatesi nella zona di Monfalcone , con interessanti prospettive occupazionali.

INFRASTRUTTURE

La più importante novità di questi anni per la nostra provincia è la ritrovata centralità e perché questa diventi un’opportunità di sviluppo per Il territorio sarà essenziale lavorare sull’ammodernamento del sistema delle infrastrutture e della logistica.
La Provincia dovrà essere in grado di fungere da ente di coordinamento per tutti gli importanti interventi in atto o previsti sul territorio, anche se realizzati da altri soggetti (comuni, regione investitori privati).
L’obiettivo primario è la realizzazione di un sistema integrato fra i servizi portuali presenti a Monfalcone con le aree di stoccaggio e di distribuzione merci dell’autoporto di Gorizia,attraverso il potenziamento dei collegamenti stradali e ferroviari.
Nella realizzazione di questo progetto n on si potrà prescindere da una forte sinergia tra gli enti pubblici interessati e gli operatori economici privati.
Per realizzare questo obiettivo essenziale per il futuro del territorio saremo chiamati a confrontarci su alcune problematiche estremamente “pesanti”:
TAV: i tempi di realizzazione non sono immediati e nell’ottica di mitigare l’impatto ambientale dell’intervento e di garantire il massimo coinvolgimento delgi enti locali interessati non potremo esimerci da porre la l problema della fattibilità di un percorso alternativo al tratto Ronchi-Trieste in galleria per evitare di devastare il Carso e comprimendo i costi di realizzazione.
POTENZIAMENTO TRASPORTO FERROVIARIO / TRASPORTI PUBBLICI SU GOMMA: la nostra automobile deve diventare il mezzo di trasporto residuale non solo per problemi di approvvigionamento energetico ma soprattutto per ragioni di sostenibilità ambientale; vanno quindi potenziate le linee di collegamento con i centri maggiori, i servizi(ospedali etc.), le primcipali zone industriali, il polo commerciale di Villesse , i centri turistici costieri di Grado e del litorale monfalconese.Per quanto riguarda il settore ferroviario dovremo iniziare un’azione sinergica per affrontale in modo chiaro ed efficace un programma di potenziamento del trasporto per merci e persone.
VALORIZZAZIONE DEL RUOLO DELL’AEREOPORTO: pur nel rispetto di ruoli e competenze la Provincia dovrà farsi portavoce dei bisogni del territorio affinchè questa struttura, attualmente sottoutilizzata, diventi finalmente un volano di sviluppo.

AGRICOLTURA

Il settore primario è quello che più risente delle conseguenze della globalizzazione e delle rigide normative comunitarie e le azioni dell’Amministrazione Provinciale saranno purtroppo limitaTe.
Potremo però compiere un’importante lavoro di promozione incentrato su alcuni obiettivi fondamentali:
• formazione per il corretto uso dei fitofarmaci;
• no a produzioni OGM;
• valorizzazione dell’agricoltura di qualità attraverso attività promozionale ed informativa ai cittadini;
• promozione della ristorazione scolastica di qualità e a km 0
• ruolo essenziale dell’enogastronomia provinciale nella politica turistica del territorio.

POLITICHE SOCIALI
POLITICHE SOCIO ASSISTENZIALI E SANITARIE

Le competenze specifichdalla Provincia sono limitate , se si esclude il ruolo nel CISI, ma può essere svolto un efficace ruolo di coordinamento in diversi settori:

promozione di attività finalizzate a garantire la sicurezza sui posti di lavoro
campagne di prevenzine e informazione da svogersi in collaborazione con Azienda Santaria, Ambiti Socio Assistenziali e Comuni ;
collaborazione transfrontaliera in materia di prevenzione e formazione;
collaborazione e sostegno economico ad associazioni di volontariato e operatori del terzo settore in campo assistenziale, centri antiviolenza, prevenzione e cura delle dipendenze, disagio giovanile, disabilità;
collaborazione con le scuole per mense scolastiche di qualità e prevenzione del bullismo;
sostegno alla creazione di un centro per la cura delle malattie asbesto correlate

ASSOCIAZIONISMO E VOLONTARIATO

Il variegato mondo dell’associazionismo e davvero l’orgoglio di questa Provincia e spesso il mondo del volontariato diventa un supporto operativo indispensabile per gli enti locali e un aiuto insostituibile per le famiglie. I campi di attività sono molteplici e vanno dall’assistenza, alla cultura, allo sport dilettantistico. Li risorse economiche sono limitate ma sacrificando, temporaneamente, altri settori d’intervento mantenere un sostegno sarà un dovere imprescindibile.

SPORT

Lo sport dilettantistico da sempre ha dato lustro alla nostra Provincia e dalle nostre società sono assurti alle glorie nazionali e internazionali numerosi campioni. Ma lo sport ha un’ altra valenza: quella sociale. Fin dall’infanzia a pratica di un’attività sportiva è importantissima per la formazione fisica e psichica della persona. Gli investimenti sull’impiantistica sportiva si giustificano alla luce di queste considerazioni. Anche in questo campo dovremo tenere conto della limitatezza delle risorse disponibili e sarà giocoforza necessario fare delle scelte, seppur impopolari. Sarà quindi necessario impostare una seria razionalizzazione degli interventi su impianti che possono servire un bacino d’utenza sovra comunale, tenendo conto delle distanze limitate tra i centri del territorio.

PARI OPPORTUNITA’

Le pari opportunità sono una sfida sempre aperta. Le competenze della Provincia possono espletarsi nel sostegno alle associazioni che gestiscono situazioni di emergenza e criticità e nel proseguimento di attività culturali in cui possa trovare espressione la specifica creatività femminile.

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