Pronto soccorso e attese

Ci deve essere stato un summit ieri all’Aas2, la Bassa friulana-Isontina, e anche lungo. Altrimenti non si spiega il comunicato-“lenzuolo” (assurda la lunghezza del temino) diramato a firma del dottor Alberto Barillari, primario del pronto soccorso di Monfalcone e facente funzione a Gorizia in attesa del concorso per la nomina del sostituto del compianto Pinuccio Giagnorio deceduto più di un anno fa e che secondo i soliti proclami avrebbe dovuto essere espletato in termini brevissimi (non sarà che si punti a un primario unico?). Un “lenzuolo”, si diceva, partorito dopo la protesta del sindaco Romoli che, senza alcun privilegio, ha sperimentato quanto accade ai cittadini giornalmente al pronto soccorso di Gorizia, come del resto nella maggior parte di queste strutture in Fvg, non ultimo a Monfalcone. E tutto ciò nonostante le solite rassicurazioni che giungono dai vertici regionali della sanità sull’efficienza. Chissà se prima o poi i “nostri eroi” riusciranno ad alzarsi dalla sedia per andare a visitare tutte le strutture e i vari reparti, invece di snocciolare solo dati che si lasciano scrivere. È inutile dare numeri, la realtà e ben diversa, il sistema non funziona e non per colpa del personale sul campo che senza timore di smentite tiene ancora in piedi la baracca con grandi sacrifici, accollandosi anche critiche e improperi che dovrebbero essere rivolti a chi smantella la sanità. Barillari nel “lenzuolo” scrive che gli organici sono stati implementati, ma dalle attese nessuno se ne è accorto. Comunque così fosse allora è questione di organizzazione che spetta ai capi, senza ombra di dubbio. Per non dimenticare poi che la situazione dipende anche dai famosi Cap molti ancora nella mente dell’assessore Telesca, come del resto il potenziamento dell’assistenza territoriale, e tanto altro che potrebbe far da filtro ai pronto soccorso. Ed ora cari lettori leggetevi, se avrete la forza di arrivare alla fine, il “lenzuolo” inviatoci dall’Aas2 con preghiera di pubblicarlo integralmente (un unicum da conservare in biblioteca). Auguri!

Sono Direttore facente funzioni del Pronto Soccorso di Gorizia da fine gennaio 2016; tale incarico mi è stato assegnato in attesa di bandire ed espletare il concorso per un nuovo Direttore che sostituirà il compianto dr. Giagnorio.
Sono un dipendente pubblico, orgoglioso di rappresentare la sanità regionale, consapevolmente fiero di lavorare in Pronto Soccorso, poiché questo reparto è il valore aggiunto della nostra organizzazione sanitaria: un luogo ove il servizio è garantito ogni giorno dell’anno per 24 ore, un luogo che da risposte a tutti i pazienti , un luogo di accoglienza e di rispetto per la sofferenza e per le molte patologie anche lievi, che preoccupano i cittadini.
Scrivo per far conoscere ai cittadini ed ai nostri amministratori qual è l’operatività del Pronto Soccorso di Gorizia ed in particolare cosa vi succedeva il giorno 5 marzo .
L’accesso pedonale al Pronto Soccorso immette gli utenti in sala d’attesa, ove un cartello indica di suonare il campanello per richiedere l’intervento dell’infermiere triagista.
Avvenuto il triage infermieristico ed assegnato il codice colore, gli utenti vengono poi valutati secondo priorità clinica, da due medici sempre presenti nella fascia oraria 8-20. Gli utenti che giungono con ambulanza vengono sempre valutati da un infermiere e poi rimangono nel corridoio interno del Pronto Soccorso, per essere valutati anch’essi secondo priorità.
Il caso del quale ci porta a conoscenza il nostro primo cittadino, dr. Romoli, è quello di un utente che accede al Pronto soccorso e viene registrata alle ore 14.23, triagiata come codice verde; in quel momento in Pronto Soccorso sono gestiti 29 pazienti (un codice rosso, 6 codici gialli, 18 codici verdi e 6 codici bianchi), fra osservazione breve intensiva, box visita e corridoio. Di questi, tre accedono al Pronto Soccorso fra le 12.54 e le 14.02: due con codice giallo ed uno con codice rosso. La contemporaneità degli accessi ha poi impegnato per circa 3 ore il personale di turno e gli specialisti coinvolti.
In questo frangente di tempo, l’apparente “stasi” dell’attività era motivata della necessità di stabilizzare e trattare le emergenze in corso, garantendo l’attività routinaria di osservazione, triage e soccorso territoriale.
L’utente segnalataci dal Sindaco Romoli accedeva al box visita alle ore 15.31, veniva sottoposta ad accertamenti radiologici e dimessa alle ore 16.42. Durante l’attesa in sala d’aspetto e successivamente prima della visita Le venivano offerti analgesici, che la paziente rifiutava.
Ringrazio il Sindaco Romoli, perché la sua segnalazione è utile in quanto ci consente di rivedere criticamente i percorsi diagnostico-terapeutici interni e ci da modo di migliorare la qualità dell’offerta sanitaria.
Approfitto di questa mia risposta per ribadire la mia massima stima e fiducia di tutto il personale del Pronto Soccorso di Gorizia, che garantisce un servizio essenziale con abnegazione, serietà e professionalità; personale che lavora con spirito di squadra e di appartenenza alla nostra azienda AAS 2.
Infine segnalo che l’organico medico del Pronto Soccorso di Gorizia è stato implementato nel corso del 2016, proprio per rispondere alle esigenze degli utenti esterni ed interni, come dimostrato dai dati di attività (riduzione dei ricoveri ed aumento delle osservazioni) e dalle medie dei tempi di attesa per i singoli codici colore.
Cordiali saluti
Dr. Alfredo Barillari

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