Profughi, verso il maxi Cara?

Un anno fa, forse più, scrivevamo che per risolvere l’emergenza profughi si sarebbe arrivati alla realizzazione a Gradisca di un maxi Cara riaprendo anche l’ex Cie. Confortati in questo pensiero pure da un onesto sfogo dell’ex prefetto Zappalorto. Già allora la situazione era critica e non si intravvedevano altre soluzioni per togliere dalla strada i profughi e dar loro una decorosa accoglienza. Ma anche per evitare quelle pericolose contrapposizioni con la popolazione che si sono ingigantite con il passar dei mesi per l’incapacità delle istituzioni di gestire il fenomeno epocale dei migranti provenienti dalla rotta Balcanica, e non. E allora ci si chiedeva anche perché l’ex Cie veniva ristrutturato con una spesa di circa 800 mila euro, praticamente gettati al vento visto che il ministro Alfano aveva assicurato che non sarebbe stato più riaperto anche sotto la spinta delle proteste di alcune forze politiche e associazioni che giudicavano la struttura una sorta di carcere. Almeno un paio di volte, comunque, era stato usato, seppur temporaneamente, di fronte ad alcune delle tante emergenze già vissute. Ora più di uno si è chiesto perché non lo si è usato pure negli ultimi tempi per dare un tetto, ripetiamo temporaneo, ai tanti profughi sparsi lungo le sponde dell’Isonzo e in tanti luoghi di fortuna? Difficile dare una risposta. Probabilmente non si è voluto toccare la sensibilità di qualche forza politica, o forse si è temuto che il “provvisorio” diventasse “definitivo”. Certo è che mantenendo fede alla temporaneità (ci auguriamo sia così anche per i minori al San Luigi) lo si sarebbe potuto fare come lo si è fatto ora. Ed è altrettanto certo che Gradisca non può sopportare altre pressioni a lungo, né tantomeno un maxi Cara. Né che lei e Gorizia possano continuare a sostenere il maggior peso di migranti dell’Isontino e di tante altre zone del Friuli Venezia Giulia. Considerazioni difficilmente contestabili, ma ormai ne abbiamo viste di cotte e di crude e quindi non siamo in grado di assicurare che a Gradisca non ci sarà un maxi Cara. Speriamo di no. Nonostante tutto resta quel tenue filo di speranza che in futuro ogni emergenza possa essere risolta con la famosa accoglienza diffusa, l’integrazione, e quant’altro ipotizzato dai nostri esperti di fenomeni migratori. Peccato che fino ad ora tutte le belle ipotesi siano naufragate e sia stato riaperto l’ex Cie. Decisione umana e giusta a patto però che sia temporanea e non definitiva. Non sarebbe di sicuro la soluzione strutturale e definitiva del problema profughi, ma soltanto, come scrivevamo ieri, l’ennesima improvvisazione.

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