Profughi, nuova ondata

Un viaggio interminabile che, in un modo o nell’altro, ha come destinazione Gorizia. Non sono passati nemmeno venti giorni da quando i quasi 140 richiedenti asilo che dormivano nei parchi, nelle gallerie e sotto i porticati della nostra città sono stati trasferiti all’ex Cie di Gradisca, che ci si ritrova già al punto di partenza. I numeri per ora sono inferiori(una novantina a piu’ riprese), ma ormai abbiamo imparato che gli arrivi sono incontrollabili e che una situazione di apparente tranquillità può essere stravolta nel giro di poche ore. E lo si è visto anche ieri, quando si sono presentati al confine italiano della Casa Rossa 48 profughi, suddivisi circa a metà tra afgani e pakistani, tra i quali un minore accompagnato dal padre. È bastato per mandare nuovamente in tilt il fragile sistema dell’accoglienza della nostra città, lasciato in balia degli eventi dalle istituzioni e da scelte che non vengono prese ormai da più di un anno. Troppo facile continuare a parlare di accoglienza diffusa di fronte alla mancanza di strutture. E ora che si avvicina la stagione fredda, aspettiamoci di risentire il ritornello sugli alberghi delle mete turistiche estive. Al momento, dei 48 nuovi arrivati 8 sono stati smistati tra il dormitorio Faidutti e il Nazareno, mentre 40 sono ufficialmente privi di un tetto sotto cui dormire. È probabile che vengano accolti temporaneamente in una parrocchia della città, dove hanno trovato intanto un pasto caldo, ma dove sono attualmente ospitati un’altra trentina di richiedenti asilo arrivati in città alla spicciolata nelle ultime settimane. Tutto da capire, poi, il percorso che stavolta hanno compiuto i profughi prima di raggiungere Gorizia. Dalle prime ricostruzioni, pare siano giunti dalla Slovenia dopo avere attraversato l’Austria fino alle frontiere con la Germania, che evidentemente non sarebbero riusciti a valicare. Un indizio che dovrebbe far riflettere non solo sull’emergenza immigrazione nel nostro Paese, nella nostra regione e nella nostra città, ma su come questa venga gestita a livello comunitario. Un sistema che per l’ennesima volta ha dimostrato tutte le sue lacune. E sono tutt’altro che rassicuranti le notizie che arrivano dalla Croazia. Pare infatti che si stia aprendo una nuova rotta balcanica per i profughi provenienti da Medio Oriente, Asia e Africa, e che vogliono raggiungere l’Austria e la Germania. Questa passerebbe anche per la nostra regione, visto che il nostro confine sarebbe considerato più “morbido” rispetto a quello sloveno-austriaco. Un esodo senza fine.

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