Profondo rosso

Con il 52,81% dei voti, Enrico Gherghetta è per la seconda volta Presidente della Provincia di Gorizia.

È ancora Enrico Gherghetta il Presidente della Provincia di Gorizia. Il voto di domenica e lunedì ha infatti riconfermato il presidente uscente a capo dell’istituzione provinciale isontina con il 52,81% dei voti. Un voto che rispetta le attese e promuove i cinque anni di giunta Gherghetta, mentre boccia Simonetta Vecchi con un sonoro 36,90%. La candidata di centrodestra era probabilmente poco conosciuta e poco considerata dagli elettori, specialmente nella città di Gorizia, dove il centrosinistra è riuscito di fatto a vincere le elezioni.

TERZO POLO, NATO A META’ — È un risultato elettorale che infine premia Stefano Cosma. A sorpresa, ma mica tanto. Il 10,28% dei voti sono in parte frutto del raggiunto limite di sopportazione da parte degli italiani (gran parte di questi lo ha sostenuto fino a pochi giorni fa) nei confronti del Premier (Partito Conformisti Italiani), con un voto a favore, forse, del più temibile tra i rivali, e di un malcontento generale verso il centrodestra, anche a livello locale. I partiti che si offrivano di presentare agli italiani una terza scelta oltre a PD e PDL si sono fermati però a percentuali che possono essere sufficienti per fare da “ago della bilancia”, ma non possono certo bastare per governare. Il terzo polo avrebbe bisogno di una forte crescita elettorale e strutturale per intravedere il suo primo obiettivo ma, in tutta sincerità, non sembrano essercene i margini.

IL CASO GORIZIA — Osservando in particolare i risultati arrivati dalle 37 sezioni del Comune di Gorizia, il centrodestra, in un’elezione difficile e storicamente “rossa”, fa risultato. Le liste che appoggiavano Simonetta Vecchi ottengono il 40,79% e quelle che appoggiavano Stefano Cosma l’11,44%. Siamo oltre il 50%. Il centrosinistra, con tutte le forze che poteva dedicare a questa bagarre elettorale, e forse qualcosina in più, arriva al 47,77%, un risultato che difficilmente sarà ripetibile tra un anno alla chiamata comunale.

Anche se qualcuno ha iniziato a sperare.

Il primo partito è il Partito Democratico, con il 30,43% dei voti, seguito, a dieci punti di distanza, da PDL e Lega Nord, rispettivamente fermi a 20,29% e 12,91%. In quarta posizione l’UDC con un 7,60% che è tanto del risultato conquistato da Stefano Cosma. Poi Di Pietro (6,83%), Vendola (6,64%) e gli altri (8,65%), tra i quali si possono notare due piccole curiosità: a Gorizia Rifondazione Comunisti Italiani batte Futuro e Libertà; la Lista per Simonetta Vecchi raccoglie il risultato più misero fra tutte le liste in corsa, con appena il 2,11% delle preferenze.

I RISULTATI MIGLIORI — Enrico Gherghetta, se dovesse festeggiare per ogni comune conquistato in queste elezioni provinciali, ne avrebbe per un bel po’. Il risultato migliore arriva da Doberdò del Lago, dove il “biasico” si impone con l’82,23%. Un democristiano eletto in terra rossa. A dirlo vent’anni fa sarebbero venuti i brividi.

Simonetta Vecchi conferma invece la roccaforte del centrodestra a Dolegna del Collio, dove con il 76,68% dei voti raggiunge il suo miglior risultato di queste elezioni provinciali. Le altre vittorie di Simonetta Vecchi arrivano soltanto da Grado, Villesse e Moraro. Poco, troppo poco.

Del candidato del Terzo Polo, Stefano Cosma, annotiamo il miglior risultato che, a differenza di quelli del Gherghetta e della Vecchi, non significa una vittoria. Arriva da Grado, dove Futuro e Libertà supera anche l’UDC portando il suo candidato ad un totale del 16,18%.

ASSENTEISMO IN CRESCITA O IN CALO? — I dati che arrivano dalla Regione Friuli Venezia Giulia riguardo la partecipazione elettorale, comunemente detta affluenza, fanno decisamente riflettere. E non è una frase fatta, fanno pensare per davvero. Nel 2006 si votava anche per la Camera e, i più maturi, per il Senato, e fu raggiunto oltre l’80% di affluenza. Il dato però non è comparabile con quello di ieri e domenica, poiché l’interesse per un’elezione politica è estremamente superiore rispetto alle elezioni amministrative, specie se provinciali. Al ballottaggio di cinque anni fa infatti il dato calò vistosamente, arrivando ad un misero 48,49%. Il dato è salito di dieci punti in cinque anni, anche se è difficilmente confrontabile un primo turno di ieri con un secondo turno di cinque anni fa.

Una cosa è certa, su 120.572 iscritti alle liste elettorali della nostra Provincia, hanno votato solo 71.320 persone.

Il resto, semplicemente, se ne frega.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *