Prima di tutto il welfare

La tendenza non cambia. L’attenzione del Comune di Gorizia, praticamente dall’inizio della crisi nel 2009, è tutta per il settore del welfare e dell’assistenza sociale. Tanto da aver riservato nel 2013 ben un terzo del bilancio, su un totale di 48 milioni di euro, di cui 11 sono stati investiti nell’assistenza delle fasce deboli, degli anziani, delle famiglie in difficoltà economica e delle persone disabili. Cifre che trovano conferma proprio tra le pagine del bilancio consuntivo del Comune, approvato dalla Giunta, che però soffre ancora i tagli dettati dalla spending review regionale, che lo scorso anno ha ulteriormente ridotto i fondi di due milioni di euro. Entrando nei dettagli, il Comune ha elargito contributi per circa 200 mila euro per i rimborsi delle bollette di luce, energia e gas, 2 milioni sono invece il capito destinato alla casa di riposo “Angelo Culot” di Lucinico, mentre un milione e mezzo è il fondo riservato alla gestione degli asili nido comunali, coperti dal bilancio pubblico per il 67 per cento delle spese, mentre le rette annuali servono a finanziare il restante 33 per cento. Il tutto, senza alzare nè le aliquote di Imu prima e Tares poi, rimaste ai minimi previsti per legge, né l’addizionale Irpef, che com’è noto nella nostra città, caso più unico che raro, è pari a zero. Altro obiettivo centrato dal bilancio è stato quello della riduzione del capito relativo ai debiti, sceso negli ultimi cinque anni da 23 a 9 milioni di euro. Il bilancio, che come abbiamo detto è già stato approvato dalla giunta, dovrà passare anche all’esame del Consiglio comunale. Consiglio che, lo ricordiamo, si riunirà proprio stasera dopo quasi quattro mesi di pausa. In aula però non si parlerà di bilancio, molto attesa la discussione sull’Istituto di musica e sulla ventilata fusione di CariFvg e CariVeneto.

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