Previsioni ‘provinciali’

Mentre a Roma si sta ancora pensando se dedicare la prossima primavera ad una agguerritissima battaglia elettorale, nella nostra provincia già si affilano le lame.
Si prepara il Partito Democratico, che dopo le ultime sconfitte subite su quasi ogni fronte, non si limita nel crearsi ostacoli, inventandosi elezioni primarie anche dove hanno governato per anni.
Mi chiedo come possa sentirsi Enrico Gherghetta, agli sgoccioli del suo primo mandato da Presidente della Provincia, vedendo la sua candidatura messa in discussione dal voto delle primarie invece che (mossa politica forse ben più intelligente) confermato fermamente dalla segreteria provinciale del partito.
Cambiano i nomi, alla fine, ma il risultato è sempre stato quello. È successo con Brancati in Comune (allontanato persino durante il mandato, evento più unico che raro) e sta succedendo in Provincia con Gherghetta. Chissà non accada con Gianfranco Pizzolito, che non potendosi ricandidare in quel di Monfalcone (e senza elezioni regionali in vista), guarda con interesse alla poltroncina provinciale.
Un duello ad armi pari, tra due esponenti dello stesso partito che, in linea teorica, dovrebbero essere amate dalle stesse persone ed odiate da altrettante (chiedere ai numerosi monfalconesi che da un paio d’anni non escono più di casa dopo il calar del sole). Un duello che, infatti, sta favorendo il presidente uscente con un micro vantaggio (notare che il 50% circa dei ‘democratici’ è scontento dell’operato del loro presidente della Provincia). Ci aspetta un finale al cardiopalma.

Il Presidente della Provincia di Gorizia, Enrico Gherghetta (PD). (foto: Facebook);

A destra abbiamo, e continueremo ad avere, una situazione assai più incerta, che potrà portare però ad evoluzioni particolarmente interessanti. Mentre infatti il partito maggioritario, il Popolo della Libertà, ancora aspetta il ‘nome grosso’ da estrarre dal cilindro (un po’ come accadde con Romoli) per sperare di strappare una vittoria che, soprattutto in vista comunali 2012, sarebbe di importanza vitale, si sta delineando meglio la situazione dei partiti cosiddetti minori.
Con una Lega che potrà fare risultato solo operando da spalla al partito dei berlusconiani, si va formando una formazione di futuristi che poco bene farà alla situazione già delicata del centro destra a livello provinciale.
Andasse male, saremo chiamati a scegliere fra un candidato di centro sinistra, forse due, e quattro del centro destra, forse tre: uno Fli, uno Pdl-Lega-Udc, con uno di questi partiti che potrebbe tranquillamente scendere in campo in solitaria, vista soprattutto la contemporaneità con le amministrative a Monfalcone.
Invece che organizzare le primarie, in questo modo il Pd potrà tranquillamente presentarsi con due candidati alle provinciali ed essere tranquillo di fare risultato. Andatevi a rivedere le amministrative 2007 a Gorizia, dove a parti inverse ci presentò una situazione davvero simile.
Una sinistra che sta sfiduciando il proprio presidente uscente ed una destra che, potendo sperare di vincere solo con un ottimo candidato e presentandosi compatta, andrà a schierare un ventaglio di candidati.
Ahimè, come sanno, ambo gli schieramenti, farsi del male da soli.

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