Presidio davanti alla questura

Sale anche a Gorizia la protesta degli agenti di polizia. La segreteria provinciale del sindacato italiano lavoratori di polizia (Silp) della Cgil ha infatti indetto per domani, 3 marzo, una mattinata di mobilitazione davanti alla questura di piazza Cavour. Il presidio si svolgerà dalle 9 alle 13 e servirà al sindacato per denunciare i «problemi di organici, di mezzi e di strutture anche a Gorizia», come si legge in una nota del Silp. «Grazie alle risorse che abbiamo ottenuto con la nostra battaglia sindacale» spiega il sindacato, «abbiamo l’occasione storica di ottenere un riordino interno delle carriere per garantire più sicurezza ai cittadini». A preoccupare i vertici del sindacato, che per la giornata di domani ha promosso iniziative simili in tutta Italia, sarebbe stata l’emanazione di un decreto sul riordino delle carriere giudicato dal sindacato stesso «assolutamente irricevibile» e «che ci penalizza ancora di più». Secondo i dati del sindacato, nel territorio provinciale risultano in servizio circa 520 agenti, di cui 250 in questura e 270 suddivisi tra le specialità della polizia stradale, ferroviaria, di frontiera e postale. «A Gorizia riusciamo a malapena a coprire tutti i servizi» spiega il segretario provinciale del Silp, Patrik Sione, «i numeri del personale sono ai limiti della sufficienza. Se dovesse concretizzarsi la riapertura del Cie a Gradisca (al cui posto dovrebbe sorgere un centro per i rimpatri degli irregolari, n.d.r.), per noi sarebbe in questo momento impossibile garantire i dovuti livelli di sicurezza, senza considerare poi che il nostro contratto è fermo da otto anni e che l’impasse sul riordino interno delle carriere preclude a tanti agenti i giusti avanzamenti di carriera, congelando ruoli e qualifiche». Nel caso specifico della questura isontina, le preoccupazioni del sindacato sono rivolte inoltre alle “dépendance” della Casa Rossa e di piazza San Francesco. «Stendiamo un velo pietoso sulla logistica» ha rimarcato Sione, «con uffici dislocati su quattro sedi, una situazione grottesca, più unica che rara in Italia, che inevitabilmente si ripercuote anche sull’organizzazione del lavoro. Si prenda Pordenone come esempio, dove la nuova questura è stata costruita con fondi europei. Raggiunto attraverso l’ufficio di segreteria, il questore Lorenzo Pillinini ha preferito mantenere una posizione neutrale sia in merito al presidio di domani sia alle motivazioni dell’agitazione sindacale.

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