Prefettura, freno all’accoglienza

«In mancanza di nuovi posti o di continui trasferimenti dei migranti, questa prefettura non sarà in grado di assicurare in tempi brevi l’accoglienza di tutti i richiedenti asilo presenti». Questo il cuore del comunicato stampa con cui la prefettura di Gorizia ha riassunto i contenuti del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato ieri dopo la chiusura del bunker Caritas e del successivo esodo di migranti lungo le vie della nostra città. «Chiedo che queste persone vengano fermate quando sono ancora a bordo dei treni» ha detto il sindaco Romoli, che ha partecipato al comitato, «ormai è chiaro che il 90 per cento di loro arriva in treno dalla Germania e dall’Austria, perché nessuno li controlla e se li prende in carico prima che si presentino alla stazione di Gorizia, intasando il presidio della polizia ferroviaria?». Una domanda che in questo periodo nella nostra città si stanno ponendo in molti. Il primo cittadino ha poi puntato il dito contro l’esodo dei quasi 150 richiedenti asilo che venerdì hanno attraversato le vie e le piazze del centro, davanti allo sguardo attonito di molti goriziani, dopo essere stati sfrattati dalle strutture di accoglienza della Caritas, vale a dire il bunker di via Grabizio e il dormitorio improvvisato allestito ormai una decina di giorni fa nella sede dell’ente caritatevole nel complesso del convento dei frati cappuccini, in piazza San Francesco. «Vorrei capire come mai proprio venerdì queste persone siano state letteralmente buttate fuori dai due rifugi di fortuna» il quesito avanzato da Romoli, «un trasferimento di cui il sottoscritto non è stato informato da nessuno, se non il giorno successivo leggendo i giornali». Una risposta indiretta a chi nei giorni scorsi aveva mosso critiche al sindaco per non aver messo a disposizione una palestra (i migranti venerdì pomeriggio sono stati radunati all’esterno della Valletta del Corno) o un’altra struttura pubblica al chiuso per evitare il trasferimento verso la galleria Bombi. «Perché la Caritas non ha potuto aspettare un giorno in più? Qualcuno ha inteso fare un dispetto alla prefettura o alla città? Sospetto, a questo punto, che lo sfratto sia stato ordinato per esasperare la situazione di emergenza dal punto di vista politico o sociale, o forse per favorire nuovi insediamenti come successe a suo tempo anche con la tendopoli. Prima si creò il caso, poi si trovò quella che per qualcuno è stata una soluzione», ha concluso Romoli.

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Le opinioni dei lettori su "Prefettura, freno all’accoglienza"

  1. La domanda è: se Germania e Austria espellono queste persone (i motivi?), perchè Gorizia deve aprire loro le porte, mettendo in difficoltà tutta la comunità?

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