Pozzuolo blindata

“È un futuro roseo quello che attende la nostra brigata”. Queste le prime parole pronunciate dal nuovo comandante della Brigata Pozzuolo, generale Ugo Cillo, che ieri ha ricevuto il comando nello splendido salone della caserma “Guella” in piazza Cesare Battisti, direttamente dalle mani del suo predecessore Domenico Pace, che lascia così il timone della Pozzuolo dopo poco più di un anno dal suo insediamento, destinato allo Stato Maggiore dell’Esercito. E decise rassicurazioni sono arrivate ieri proprio sul futuro della brigata, che fino a non molto tempo fa ha vissuto mesi difficili, per una chiusura che pareva quasi scontata e che si è riusciti ad evitare soltanto per un soffio. D’altronde il nostro confine è ancora caldo. Oggi come ieri, un territorio delicatissimo che rappresenta per tanti un vero e proprio varco verso l’Europa centrale. E nel pieno di questa situazione di emergenza, il solo pensiero di mettere i lucchetti a una brigata come la Pozzuolo sarebbe completamente fuori luogo. “Gorizia è una città profondamente legata all’Esercito -ha detto Cillo- e sono orgoglioso di arrivare in questa città nell’anno del centenario dell’ingresso dell’Italia nella prima guerra mondiale. La Pozzuolo ha davanti a sé un futuro roseo, e i segnali negli ultimi mesi sono stati parecchi, non ultimo l’ingresso del reggimento logistico avvenuto in estate. È sufficiente per dimostrare che la brigata gode di piena vitalità”. Tuttavia, qualche cambiamento sembra essere già in mente ai piani alti della Pozzuolo. Si tratta del trasferimento del Comando di brigata dalla “Guella” di piazza Cesare Battisti alla caserma “Montesanto” di via Trieste. “Per ora è soltanto una ipotesi che stiamo studiando -ha commentato Cillo- un trasferimento di sede prevedere tempi lunghi e una buona progettazione, oltre ai lavori di adeguamento della ‘Montesanto’ per ospitare il comando”.

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