Polizia locale sott’organico

Sarebbe dovuta scattare dallo scorso primo luglio, ma la data del battesimo della polizia locale dell’Uti “Collio-Alto Isonzo” è stata rinviata al primo gennaio 2018. Rinvio che coincide con il trasferimento di tutte le funzioni cui dovranno farsi carico i nuovi enti intercomunali. Quello capitanato dal comune di Gorizia, lo ricordiamo, include i comuni di Capriva del Friuli, Cormòns, Farra d’Isonzo, Gradisca d’Isonzo, Mariano del Friuli, Medea, Moraro, Mossa, Romans d’Isonzo, San Lorenzo Isontino, e Villesse. «Il trasferimento del servizio di polizia locale dalle singole municipalità all’Uti sarà un processo dettato inevitabilmente dai finanziamenti di cui il nuovo ente disporrà e del numero di uomini sui quali potremo contare» ha commentato il comandante della polizia locale di Gorizia, Marco Muzzatti, che ad oggi risulta tra i nomi più indicati ad assumere le redini della polizia locale dell’Uti. Il primo gennaio può sembrare ancora lontano, ma le preoccupazioni in vista del trasferimento di competenze non mancano. E proprio il problema di lavorare sott’organico sembra turbare Muzzatti. «Se adottiamo il parametro comune di un agende di polizia locale ogni mille abitanti» spiega, «il calcolo diventa facile. L’Uti “Collio-Alto Isonzo” conterà all’incirca una popolazione di 70 mila abitanti, quindi il nostro organico ideale dovrebbe attestarsi intorno alla settantina di agenti. Invece, se andiamo a verificare i dati attuali, ci accorgiamo che in servizio se ne contano circa 40, di cui 25 solo a Gorizia e una quindicina sparsi tra gli altri comuni che aderiscono all’unione territoriale. È chiaro che i numeri dell’organico ideale sono puramente teorici, ma oggi siamo a poco più della metà».

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