Polfer, fermati altri 15 pakistani

Non accenna a diminuire l’afflusso di richiedenti asilo verso nostra città, che negli ultimi giorni si sta concentrando in maniera particolare intorno al presidio della polizia ferroviaria di Gorizia. Qui, da lunedì, si sono presentati una cinquantina abbondante di migranti, tutti di nazionalità pakistana e arrivati in città da altri Paesi europei, in tantissimi dalla Germania, qualcuno anche da Francia e Inghilterra. E ieri non hanno faticato ad accorgersene i pendolari goriziani che fin dal primo mattino hanno raggiunto la stazione ferroviaria, dove pochi minuti dopo le 8 sono stati fermati altri 15 pakistani, nel frattempo identificati e fotosegnalati, tutti intenzionati ad attivare le pratiche per richiedere lo status di rifugiato. Di questi, 6 avevano già passato la notte nella nostra città e 9 sono arrivati con un treno da Udine.

Soppressi i servizi Polfer
A loro, e per semplificare il difficile compito della polizia ferroviaria di Gorizia, messa a dura prova in questi giorni dal surplus burocratico, nel corso della mattinata è stata riservata un’intera porzione della sala d’aspetto della stazione. Martedì gli agenti hanno ultimato le pratiche per l’identificazione dei soggetti intorno alle 19, dopo 11 ore di lavoro senza sosta. Un impegno che da lunedì ha costretto gli agenti del presidio goriziano a sopprimere ben sei servizi di scorta critica lungo le tratte Gorizia-Monfalcone-Portogruaro e Gorizia-Pordenone, su treni viaggiatori considerati ad alto rischio di reati. E il timore è quello che il passaparola spinga un numero sempre maggiore di richiedenti asilo a presentarsi alla Polfer invece che agli uffici della polizia di frontiera, che attualmente è in grado di procedere con l’identificazione di 7 soggetti al mattino e altrettanti al pomeriggio.

Perché arrivano dalla Germania?
Timore smorzato dal capo di gabinetto della questura isontina, Nicolò Toresini. «Alla Polfer si rivolgono i richiedenti asilo che raggiungono Gorizia in treno e che trovano in stazione il primo presidio di polizia» ha detto, «a loro potrebbero aggiungersi quelli che arrivano in città di sera e che perciò non vengono identificati nell’immediato. I colleghi della Polfer stanno facendo la loro parte raccogliendo le prime informazioni su chi si presenta in stazione. Il surplus burocratico riduce indubbiamente il tempo a disposizione per le mansioni tradizionali, anche perché oltre alle procedure di identificazione non dimentichiamo che i richiedenti asilo vengono costantemente vigilati». La domanda di queste ore è perché migranti che hanno già presentato richiesta di asilo in altri Paesi europei, senza ottenere risposta, possano aprire una pratica anche in Italia. La spiegazione sarebbe da ritrovare nel fatto che in alcuni Paesi viene valutata come discriminante la regione di partenza dei singoli soggetti, con diversi casi di esclusione per quanto riguarda il caso specifico del Pakistan. Una distinzione che in Italia, evidentemente, è meno determinante che all’estero.

Strutture al collasso
Da una parte le strutture convenzionate che da tempo hanno raggiunto il limite massimo della loro capienza, dando ospitalità nello specifico a 165 richiedenti asilo al Nazareno e 96 al San Giuseppe, dall’altra le strutture gestite dalla Caritas diocesana, dove trovano posto complessivamente 200 richiedenti asilo, ripartiti tra i 120 del “bunker”, i 40 del dormitorio Faidutti in Piazzutta, e da 5 giorni i 40 che hanno costretto la Caritas a riaprire le porte della propria sede in piazza San Francesco. Il totale, sommando i 9 migranti arrivati ieri via treno, fa 470. Un numero che in città non si raggiungeva da mesi. E infatti l’ultima volta che la Caritas ha dovuto trasformare il proprio salone in un dormitorio improvvisato risale appena allo scorso novembre, quando la fase acuta dell’emergenza durò tre settimane. La conseguenza nell’immediato rischia di essere quella di assistere nuovamente, complici anche le temperature particolarmente elevate di questi giorni, al pernottamento all’addiaccio di gruppetti di migranti, che potrebbero così ripopolare il parco della Rimembranza o la galleria Bombi.

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Le opinioni dei lettori su "Polfer, fermati altri 15 pakistani"

  1. Chissà perchè evitano la Slovenia, la Croazia ecc…..
    E’ il caso di dire che l’Italia è la pattumiera d’Europa.

  2. Un consiglio all’Amministrazione Comunale: “Se volete essere rieletti, datevi da fare…..”

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