«Più controlli sui treni»

Da oggi, salvo nuovi arrivi, a Gorizia si contano cento richiedenti asilo in meno. Si tratta di quelli prelevati dalla prefettura dai dormitori della Caritas e trasferiti in Lombardia e Piemonte. Una misura che risponde in maniera chiara alle invocazioni della stessa prefettura di Gorizia, ma che secondo secondo il sindaco Ettore Romoli non è sufficiente. «Ringrazio il prefetto per ciò che sta facendo -ha detto il primo cittadino- ma è necessario che lo Stato intervenga con misure adeguate per affrontare seriamente, alla radice, il problema. È risaputo che la stragrande maggioranza dei profughi che giungono a Gorizia arrivano da altri stati europei che stanno stringendo le maglie dell’accoglienza». «Per gestire il problema -la proposta di Romoli- può essere intensificata l’attività delle pattuglie miste sui treni e nelle stazioni ferroviarie, com’era stato annunciato più volte con grande clamore. Altrimenti il flusso di migranti respinti dagli altri Stati europei crescerà ancora costantemente, alla faccia dei buoni propositi del ministro Minniti, e noi continueremo a veder scendere i richiedenti con il trolley alla stazione di Gorizia».

OCCHI PUNTATI ANCHE SULL’ISONZO Nel frattempo il fronte dell’accoglienza si fa caldo anche a Gradisca, dove si attende la conferma ufficiale dell’istituzione del nuovo centro per i rimpatri che andrebbe a sostituire il vecchio Cie. Sulla questione è nuovamente intervenuta la presidente Serracchiani, che ha confermato la promessa di voler dimezzare la presenza di migranti tra Cara ed ex Cie. «La riduzione rapida del numero di presenze di migranti a Gradisca è una priorità indifferibile che ho segnalato alle autorità centrali -ha detto- e che è stata presa in seria considerazione, come dimostra il trasferimento di cento persone fuori dalla nostra regione (da Gorizia, n.d.r.)». «Questo alleggerimento non è ovviamente sufficiente a risolvere le criticità connesse alla presenza del Cara -ha aggiunto Serracchiani- perché occorrono misure strutturali, che tengano conto concretamente di un flusso proveniente da oltre confine che, pur non essendo emergenziale in sé, deve essere gestito. Un primo obiettivo ragionevole, per noi, punta al dimezzamento delle presenze a Gradisca». Un accenno, poi, lo ha dedicato anche alla presenza di richiedenti asilo lungo le sponde dell’Isonzo. «La presenza di un numero massiccio di migranti a lungo e in un luogo ristretto -ha detto- genera quasi inevitabilmente situazioni difficili da controllare, e spesso si verificano episodi che turbano la normale sensibilità della popolazione residente. Lungo le rive dell’Isonzo, ad esempio, c’è una situazione da tenere meglio sotto controllo. È per questo che ho invitato gli assessori Vito, Torrenti e Shaurli ad analizzare assieme al prefetto di Gorizia proprio le conseguenze della presenza di migranti sulle rive dell’Isonzo, ad esempio in relazione al rispetto di normative ambientali e del patrimonio. Questo è un incontro di carattere operativo che si terrà nei prossimi giorni».

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