Piscina, rubata la cassaforte

Cittadella dello sport presa di mira dai ladri. Un secondo episodio inquietante è accaduto tra gli impianti sportivi della Campagnuzza, a poco più di 48 ore dal furto di sabato sera, a partita in corso, nello spogliatoio dell’Unione Sportiva Goriziana. Nel mirino dei ladri (parliamo al plurale ma non è stato ancora definito con certezza se il colpo sia stato portato a segno da una o più persone) questa volta sono finite le piscine comunali di via Capodistria. Della ricostruzione dell’accaduto, che si sarebbe verificato nella notte tra lunedì e martedì, circa all’1, si sono occupati gli uffici della questura di Gorizia. A quanto si apprende, «ignoti si sono introdotti nell’area delle piscine comunali dall’ingresso adiacente al bar, dove hanno rovistato nella cassa intascandosi soltanto poche monete. Da qui, si sono spostati nell’atrio principale dell’impianto, dove per prima cosa, con l’ausilio di un’asta, hanno indirizzato verso il soffitto la videocamera di sorveglianza in modo da agire indisturbati». Elementi questi che farebbero propendere gli inquirenti verso l’ipotesi della premeditazione. I ladri, con ogni probabilità, avevano già tenuto sotto osservazione il luogo e pare sapessero quasi alla perfezione come muoversi e cosa cercare. Obiettivo del raid è stata infatti la cassaforte custodita all’interno dell’ufficio di direzione, dove i ladri per entrare sono stati costretti a forzare la serratura, probabilmente con l’ausilio di un piede di porco. Individuata la posizione della cassaforte, non murata ma assicurata alla parete da due staffe e quattro bulloni, i malintenzionati sono entrati anche nel vicino vano tecnico alla ricerca di uno strumento per svitarla. Ricerca vana, che li ha costretti a sgretolare una porzione della parete per riuscire a rubarla. «La cassaforte era di medie dimensioni e conteneva contanti per circa 1000 euro, oltre a bancomat e carta di credito che sono stati bloccati», spiegano ancora dalla questura. Altri 650 euro sarebbero stati prelevati dal bancomat, prima del blocco, quando i ladri si erano già allontanati verso la provincia di Udine. Alle piscine è intervenuta anche la polizia scientifica per cercare di mettere in evidenza eventuali impronte o tracce lasciate dagli autori del furto. «Oltre al danno materiale, resta la sgradevolissima sensazione di essere stati violati» ha sottolineato il presidente della Gorizia Nuoto, Sergio Burelli, «ora dobbiamo cercare di migliorare la sicurezza e una delle priorità sarà certamente quella di installare nuove telecamere». Inevitabile, come detto, che un pensiero vada al furto di sabato sera al pala Brumatti, due episodi che secondo la questura non sarebbero collegati tra loro. «Non intravvediamo grandi collegamenti» la conferma che arriva da piazza Cavour, «i due furti sono stati commessi in maniera molto diversa, uno di notte e con scasso, l’altro durante l’attività sportiva mentre l’impianto era aperto al pubblico. Spesso furti come quello delle piscine sono effettuati da persone che arrivano da fuori città, che colpiscono e per fuggire immediatamente».

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