Pipistrel-Uber, accordo per taxi volanti

Taxi volanti che si spostano da un grattacielo all’altro. Un’immagine che non sfigurerebbe in un film di fantascienza, ma che secondo la Pipistrel rappresenta esattamente quello che sarà il nostro futuro. E si prepara a viverlo da protagonista. L’azienda slovena produttrice di ultraleggeri si appresta a inaugurare entro l’inizio dell’estate il nuovo maxi-stabilimento edificato accanto all’aeroporto “Duca d’Aosta” di via Trieste, e da dieci anni esatti ha iniziato a investire nello sviluppo di velivoli elettrici. Un traguardo, quello dell’inaugurazione dello stabilimento goriziano, che la casa di Aidussina si prepara a festeggiare con un accordo che promette di riservarle un futuro più che mai luminoso. Ma facciamo un piccolo passo indietro e ritorniamo allo scorso 22 aprile, quando l’aeroporto di Gorizia venne ufficialmente riaperto al volo. Alla cerimonia non partecipò Ivo Boscarol, in quei giorni impegnato – si disse – negli Stati Uniti. Ora il quadro è più chiaro. Boscarol era decollato verso Dallas dove proprio alla fine di aprile si è tenuta la conferenza Elevate Summit, durante la quale si sono celebrate le nozze tra Pipistrel e Uber. L’azienda californiana, ormai ben nota anche al pubblico europeo per l’omonima app che fornisce un servizio di trasporto automobilistico privato, ha deciso infatti di puntare forte sui mezzi di trasporto del futuro: velivoli elettrici Vtol. Acronimo che in italiano sta per “decollo e atterraggio verticale”. In sostanza, come gli elicotteri e alcuni jet militari. L’obiettivo è quello di arrivare ai primi decolli dimostrativi entro il 2020. Insomma, l’azienda sulla quale dovrà essere fondata la nascita del polo industriale aeronautico di Gorizia si appresta a entrare da protagonista nel futuro del mondo dell’aviazione urbana. Un ruolo di primo livello che non potrà che avere ripercussioni positive anche sullo stabilimento Pipistrel di Gorizia che, chissà, potrebbe un giorno affiancare alla produzione dei Panthera anche quella dei futuristici taxi volanti. «Saremo ottimi partner di Uber per sviluppare il design di questi velivoli» ha detto Ivo Boscarol, numero uno della Pipistrel, dal palco di Dallas, «nessun produttore di velivoli elettrici al mondo può vantare la nostra esperienza nel mercato dell’aviazione elettrica, e una delle grandi sfide sarà quella di aiutare le persone a non avere più paura di volare. Ogni volta che capita un incidente stradale tutti si chiedono se l’autista fosse ubriaco, mentre quando sentiamo di un incidente aereo ci domandiamo se ci fosse un guasto al motore. Siamo onorati che una compagnia come Uber abbia scelto Pipistrel, e posso dire che condividiamo l’obiettivo di migliorare la qualità della vita, soprattutto nelle grandi città dove bisogna combattere l’inquinamento ambientale e acustico». Non sono stati comunicati i dettagli tecnici ed economici dell’operazione, che rappresenta per Pipistrel il terzo grande traguardo tagliato negli ultimi mesi, dopo la joint-venture sottoscritta nel 2016 con i cinesi di Sino Group per 350 milioni di euro e riservata ai mercati della Cina, dell’Asia orientale e del Pacifico asiatico, e dopo l’appalto per la fornitura di 194 aerei all’aviazione militare, alla marina e al corpo nazionale dei cadetti indiani. Boscarol, sempre durante l’intervento di Dallas, ha sottolineato inoltre che il servizio di aerotaxi dovrà essere alla portata di tutti e che il prossimo obiettivo sarà non più quello di decollare dal tetto di un grattacielo ma direttamente dal proprio appartamento.

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