Peteano, 45 anni fa

Antonio Ferraro, Donato Poveromo e Franco Dongiovanni. Sono i nomi dei tre carabinieri che il 31 maggio 1972 persero la vita in quella che poi è passata alla storia come la strage di Peteano, ricordata questa mattina dal comandante generale dell’Arma dei carabinieri, il generale di corpo d’armata Tullio Del Sette. Erano circa le 22.30 quando alla centrale operativa dell’allora Gruppo di Gorizia dei carabinieri squilla il telefono. Dall’altra parte della cornetta un uomo che non avrà mai un volto, che chiamava per segnalare la presenza sospetta della Fiat 500 abbandonata lungo la provinciale Sagrado-Gorizia, all’altezza dell’abitato di Peteano. Un dettaglio, la carrozzeria è stata perforata da due proiettili. Sul posto accorrono l’appuntato Salvatore Mango e il carabiniere Franco Dongiovanni, del Nucleo Radiomobile della tenenza di Gradisca, raggiunti dopo una prima ispezione dal comandante della tenenza, Angelo Tagliari, dal brigadiere Antonio Ferraro e dal carabiniere Donato Poveromo. Durante il controllo, circa un’ora dopo la telefonata, la leva che serviva ad aprire il cofano venne tirata provocando la violenta esplosione in cui persero la vita Dongiovanni, Ferraro e Poveromo. Erano gli anni di piombo, che segnarono così in maniera indelebile anche il cuore e i ricordi del nostro territorio. Dal 2010, alla memoria di Dongiovanni, Ferraro e Poveromo è stato conferita l’onorificenza di “Vittime del terrorismo” dall’ex Capo di Stato Giorgio Napolitano.

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