Per fortuna che Telesca c’è…

Siamo proprio degli ingrati. Ma non vi rendete ancora conto che solo grazie alla riforma sanitaria targata Serracchiani-Telesca e ai loro enormi sforzi possiamo ancora sperare di curarci? Hanno azzerato il passivo lasciato in eredità, hanno assunto dopo tempo immemore personale medico e paramedico, hanno acquistato apparecchiature di ultima generazione, razionalizzato il sistema potenziandolo e non tagliando, insomma in tre anni hanno fatto di tutto e di più, sacrificando giorni e notti, per il nostro bene, per darci servizi e assistenza adeguati. Nonostante ciò ancora ci permettiamo di criticare e inveire? Dopo tutto ogni cosa funziona bene. Ingrati veramente, cosa sarebbe di noi, della nostra salute senza di loro? Un insieme di leitmotiv che dall’assessore Telesca sentiamo fin dall’inizio del progetto di riforma sanitaria. Mai una volta che i tanti, troppi, soloni della sanità regionale avessero avuto il pudore di ammettere che in alcuni casi le scelte sono state sbagliate. E si che le cronache quotidiane portano alla ribalta carenze, decisioni assurde e tanto altro che evidenziano che la riforma è lacunosa, fatta per dimostrare una bravura che non esiste, e che se possiamo ancora curarci in qualche modo è solo grazie alla grande dedizione e professionalità del personale che tiene in piedi una barca che fa acqua e che si è voluto far salpare a tutti i costi senza i necessari e fondamentali supporti (concetti ripresi oggi in un incontro sulla riforma voluto dalla Cgil del Fvg e che vi proporremo nell’edizione di domani). Un discorso che vale per tutto il Friuli Venezia Giulia, non solo per Gorizia, Monfalcone e l’intero Isontino. Dai pronto soccorso ai Cap, dal potenziamento dell’assistenza territoriale alla carenza di personale, al taglio di servizi fondamentali, per finire al nuovo e miracoloso 118, la cui partenza avrebbe dovuto avvenire già da mesi e che slitta in continuazione per evidenti motivi organizzativi (non sarebbe meglio fermarsi un attimo ed evitare corse pericolose?). Ma ormai nessuno si meraviglia, anzi. Troppi annunci e proclami roboanti abbiamo sentito negli anni che ormai nessuno ci crede. Ma ormai siamo in dirittura d’arrivo, manca solo un anno alla fine, alle elezioni, e ognuno tirerà le conclusioni al momento del voto. Sarà l’occasione migliore per capire se i cittadini sono degli ingrati, o se politici e manager abbiano commesso degli errori. Bisogna solo sperare che ai danni già fatti non se ne aggiungano altri, e che il personale medico e paramedico, non certo i grandi manager, tenga ancora in piedi la baracca pur con grossi sacrifici.

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